Nuovo Esame di Maturità: come esercitarsi in vista del colloquio

Nuovo Esame di Maturità: come esercitarsi in vista del colloquio

L’esame che gli alunni di classe V sosterranno al termine dell’anno scolastico 2025-2026 presenta alcune importanti novità rispetto al passato. Cambia il nome, con il ritorno alla storica denominazione – in realtà mai davvero andata in pensione – di Esame di Maturità. Cambia la composizione della commissione esaminatrice, non più formata da sei docenti più un presidente (esterno), ma da quattro docenti (sempre equamente divisi in interni ed esterni). Cambiano anche gli obblighi in merito alla prova orale: ora la normativa afferma a chiare lettere che l’esame è valido solo se il candidato sostiene tutte e tre le prove. Non è quindi più possibile presentarsi al colloquio orale e rifiutarsi di rispondere alle domande della commissione, matematicamente certi di passare comunque l’esame.

In questo breve articolo non analizzerò tutti i cambiamenti recentemente introdotti dal Ministero, ma mi occuperò della novità più rilevante: la prova orale. Mi soffermerò in particolare sugli aspetti più significativi per i docenti che vogliono far esercitare le proprie studentesse e i propri studenti al colloquio, suggerendo esempi e strategie operative. Per chi fosse alla ricerca di qualche spunto per la preparazione alla prima prova scritta rimando al mio articolo “Prima prova dell’Esame di Stato: strategie e percorsi per la preparazione in classe”, sempre su Dlive. 

Quali novità caratterizzano, quindi, la prova orale?

Quattro discipline

In primo luogo, lo studente può essere interrogato solo sulle quattro discipline stabilite con apposita comunicazione del Ministero. Mentre prima le discipline erano sei e i commissari potevano condurre l’esame coinvolgendo anche tutte quelle discipline per le quali avevano titolo secondo la normativa vigente (e quindi per esempio in un Istituto tecnico il docente di Italiano poteva formulare domande anche sul programma di Storia svolto), ora non è più così. Il senso dell’innovazione sembra essere quello di rendere possibile un maggiore approfondimento delle conoscenze e competenze degli studenti, che quindi dovranno dimostrare un livello di preparazione più solido e completo rispetto al passato. Quest’anno, quindi, arrivati a fine maggio si rivelano particolarmente utili attività di ripasso – guidate dai docenti – sugli argomenti più importanti. Di solito in questi casi funzionano bene le interrogazioni incrociate tra gruppi di studentesse e studenti, con eventualmente la possibilità di accedere per un numero limitato di volte agli appunti o al libro di testo. Ma anche semplici quiz in classe con l’ausilio di siti come Kahoot! o Socrative possono essere molto utili per riprendere argomenti, questioni e temi affrontati durante l’anno scolastico.

Un diverso avvio

In secondo luogo, il colloquio non prende più avvio dal materiale predisposto dalla commissione (testi, immagini, esperienze…): ora la normativa prevede che si inizi con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce delle informazioni contenute nel Curriculum dello studente. Quest’ultimo, accessibile alle commissioni d’esame, acquisisce quindi un ruolo particolarmente significativo nel nuovo Esame di Maturità, valorizzando il percorso di personale maturazione che il candidato ha compiuto grazie alle esperienze scolastiche ed extrascolastiche che vi sono attestate. È per questo motivo quindi che le studentesse e gli studenti, sotto la supervisione del docente-tutor per l’orientamento, devono inserire con particolare attenzione e cura le informazioni di loro competenza nella II e – soprattutto – nella III parte del Curriculum: non è opportuno sottovalutare o trascurare questo adempimento. 

Inoltre, gli studenti vanno aiutati nella preparazione della riflessione iniziale perché non sia un puro elenco cronologico e piatto di tutte attività svolte o un discorso motivazionale generico e privo di sostanza. È importante, invece, puntare solo su alcune delle esperienze vissute, cercando di individuare il “filo rosso” che le lega. Bisogna inoltre spiegare non solo ciò che si è fatto, ma anche quali conoscenze e competenze si sono acquisite e come queste abbiano contribuito allo sviluppo e alla maturazione della propria personalità. Allo scopo potrebbe essere utile fornire agli studenti le schede allegate per accompagnarli a riflettere sia sul percorso di Formazione Scuola-Lavoro (i vecchi PCTO, ora denominati FSL) sia, più in generale, sulle altre attività scolastiche ed extrascolastiche svolte. È fondamentale, poi, allenare la capacità di parlare in pubblico affinché chi ascolta lo possa fare con piacere e interesse: per questo sono utilissimi i 12 consigli su come parlare in pubblico. Li trovi anche all’interno del volume Scrivere e parlare, che fa parte del nuovo corso di letteratura Desideri universali.

Colloquio, non interrogazione

In terzo luogo, dopo l’avvio il colloquio prevede una serie di domande sulle quattro discipline stabilite: non si tratta però, almeno nelle intenzioni del Ministero, di un ritorno al passato, cioè di una somma di quattro interrogazioni, con lo studente che sposta la sua sedia accomodandosi in sequenza davanti a ciascun docente. Si tratta invece di un colloquio a quattro, in cui tutti i commissari collaborano e si alternano negli interventi, anche perché se le nuove norme danno maggior rilievo rispetto al passato alle discipline, l’ottica rimane comunque sempre pluridisciplinare e interdisciplinare. I collegamenti – i raccordi su cui insisteva la vecchia normativa – non sono quindi superati, ma mantenuti limitatamente alle quattro discipline di competenza dei commissari presenti (ovviamente il limite è invalicabile per chi fa le domande, ma non lo è per chi è chiamato a rispondere, perché costui può dimostrare di avere una preparazione anche più ampia di quanto strettamente richiesto). 

Come esercitare quindi i propri alunni in attività che stimolino i collegamenti tra discipline differenti? Per esempio è possibile scegliere un tema trasversale e dividere la classe in quattro gruppi, assegnando a ciascuno di questi il compito di affrontarlo dal punto di vista di una delle quattro discipline previste all’Esame. Ciascun gruppo lavora alla costruzione di una mappa delle idee che poi condivide con gli altri. Davanti alle quattro mappe, compito di ciascun gruppo sarà quindi quello di costruire almeno tre percorsi interdisciplinari capaci di collegarle.

Simulazione del colloquio

Concludendo, per preparare bene studentesse e studenti alla prova orale non dovrebbe mancare una simulazione, analogamente a come oggi in molte scuole si fa per la prima e per la seconda prova. Potrebbe essere l’Istituto stesso a provvedere alla sua organizzazione, ma si può anche pensare di ricorrere all’Intelligenza artificiale. Ci sono AI specifiche per la simulazione del colloquio dell’esame (come www.studierai.app), ma si può ricorrere anche a chatbot più generici e conosciuti, come Gemini e ChatGPT. L’attività può esser organizzata in molti modi: potrebbe essere il docente a visualizzare sulla LIM di classe l’interazione con l’AI, guidando contemporaneamente gli studenti nella formulazione delle risposte. Oppure (meglio) potrebbero essere gli alunni, divisi in gruppi di quattro, a provare l’esperienza e alla fine condividere i risultati con l’insegnante. Allego alcuni prompt utili allo scopo.

PROMPT 1 “Agisci come un professore della commissione di Maturità. Partendo da questo spunto [inserire tema], fammi una domanda che colleghi [inserire disciplina 1] e [inserire disciplina 2]. Mantieni un tono formale e accademico e sii sempre sintetico. Per ogni mia risposta, fornisci un breve feedback critico. Dopo cinque risposte non fare altre domande, ma produci una valutazione finale complessiva basandoti esclusivamente sulla griglia ministeriale allegata [allegare griglia di valutazione ministeriale]”.

PROMPT 2 “Agisci alternativamente come un professore della commissione di Maturità di una delle seguenti discipline: [inserire disciplina 1], [inserire disciplina 2], [inserire disciplina 3], [inserire disciplina 4]. Per formulare le domande fai riferimento al documento caricato [allegare il programma delle quattro discipline così come appare nel documento del 15 maggio]. Mantieni un tono formale e accademico e sii sempre sintetico. Per ogni mia risposta, fornisci un breve feedback critico. Dopo cinque risposte non fare altre domande, ma produci una valutazione finale complessiva basandoti esclusivamente sulla griglia ministeriale allegata [allegare griglia di valutazione ministeriale]”.

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