
Questo l’hai letto? La rubrica di consigli di lettura di DEASCUOLA.
Ogni mese un suggerimento di lettura per studentesse e studenti della scuola secondaria di primo grado, corredato di materiali per le attività in classe: un utile strumento per la didattica dell’italiano e per sviluppare nelle ragazze e nei ragazzi il piacere di leggere.
Perché leggere questo libro

Nel 2026 ricorrono gli ottant’anni della Festa della Repubblica: che cosa sanno i ragazzi e le ragazze di questa celebrazione? Sono consapevoli della straordinaria portata storica per l’Italia del 2 giugno 1946 e del suo impatto sul Paese odierno?
Se lo è chiesto Fulvia Degl’Innocenti, che nel 2021 – quando allora ricorreva il 75esimo anniversario del suffragio universale – aveva pubblicato Il primo voto di Matilde. Un libro che parla alle nuove generazioni di diritti, partecipazione alla cosa pubblica, istruzione ed emancipazione femminile, attraverso una storia collocata subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
Nel 1946, infatti, le donne finalmente ottennero il diritto al voto, che esercitarono per la prima volta il 10 marzo, in occasione delle elezioni amministrative.
Il coinvolgimento più massiccio, però, si verificò il 2 giugno dello stesso anno, quando tutti i cittadini e le cittadine maggiorenni (all’epoca la maggiore età si raggiungeva a 21 anni) ebbero la possibilità di esprimersi al referendum sulla forma istituzionale dello Stato e di eleggere i deputati e le deputate dell’Assemblea Costituente.
Matilde, protagonista del romanzo, è una giovane che vive nella campagna toscana, dove le donne hanno un ruolo ancora più marginale rispetto a quanto avviene in città. Il periodo del dopoguerra, inoltre, è delicato e complesso: gli strascichi del conflitto si fanno sentire e il dibattito politico è più acceso che mai, tra rancori non ancora sopiti e desiderio di riscatto.
In questo contesto la ragazza sviluppa a poco a poco una crescente consapevolezza sul proprio ruolo di cittadina e sul contributo che può dare alla società, comprendendo la necessità di autodeterminarsi e non dipendere da nessuno, nemmeno dal fidanzato, con il quale si pone alla pari (particolare tutt’altro che scontato!).
In questa nostra contemporaneità caratterizzata per anni dalla disaffezione al voto e da un atteggiamento di riluttanza verso la politica, l’autrice sottolinea la bellezza di un gesto che è celebrazione della libertà, nonché di tutti i valori a essa legati. Ci ricorda che il desiderio di dar vita a una società migliore passa attraverso la conoscenza profonda delle proprie radici.
«Il voto che l’aspettava, lo promise a sé stessa con le stelle come testimoni, sarebbe stato solo il primo passo di una nuova vita.»
F. Degl’Innocenti, Il primo voto di Matilde, Settenove, 2021, pp. 88
La vicenda
La Seconda guerra mondiale è terminata da pochi mesi. L’Italia tenta di risollevarsi dopo anni di dittatura fascista, violenza e bombardamenti, ma deve fare i conti con la fame e le macerie che il conflitto ha lasciato. Eppure, il desiderio di rinascita e di ritornare alla vita abituale è presente nella maggior parte delle persone. Nelle campagne toscane abita la famiglia Dini, composta dai nonni Cesarina e Neri, il babbo Erminio, la mamma Armanda e i figli Carlo, la piccola Luciana e Matilde, ormai ventenne. Quest’ultima ha dovuto lasciare presto la scuola per lavorare in un maglificio, ma la sua voglia di conoscere non si è fermata. Incoraggiata dalla sorella dodicenne, alla quale è stato concesso di proseguire con gli studi, Matilde prende lezioni da privatista per poter recuperare il programma e affrontare l’esame di terza media.
Nel suo percorso formativo, anche attraverso il confronto con Luciana e Lorenzo (il ragazzo di cui è innamorata) comprende quanto siano cruciali temi quali la politica, il suffragio universale e la libertà delle donne, se si vuole crescere come esseri umani e contribuire insieme, tutti e tutte, alla rinascita del Paese.
Quando nel 1946 le donne sono chiamate a votare per la prima volta alle amministrative, Matilde assiste commossa all’ondata di entusiasmo che riempie le strade, poiché dalle città e dalle campagne la gente accorre in massa alle urne: tuttavia deve attendere perché non ha ancora raggiunto la maggiore età per votare.
Dopo qualche mese di riflessioni e dibattiti, Matilde ormai maggiorenne può finalmente presentarsi al seggio nel momento più solenne: il 2 giugno 1946 cittadine e cittadini sono chiamati a decidere, tramite referendum, tra monarchia e repubblica, oltre a eleggere i membri dell’Assemblea Costituente, cioè il gruppo incaricato di redigere la nuova Costituzione.
Attività
1) C’è ancora domani
Questo è un lavoro da svolgere individualmente. Guardate il film C’è ancora domani del 2023 di Paola Cortellesi (consigliato per la visione a ragazze e ragazzi unicamente delle classi terze) e provate a immaginare un seguito della storia intrecciandola con il romanzo di Fulvia Degl’Innocenti: che cosa succederebbe se Matilde e Marcella, figlia della protagonista del film, si incontrassero? Quali azioni potrebbero compiere insieme per cambiare in meglio la società? Scrivete un breve racconto adottando il punto di vista che preferite.
2) C’è ancora… qualcuna da ascoltare
Questo è un lavoro da svolgere a gruppi. Scegliete di intervistare una donna che abbia vissuto, direttamente o attraverso testimonianze di altri, una grande conquista verso la parità di genere: raggiungimento del suffragio, della parità tra moglie e marito, diritto al divorzio ecc. Lo scopo dell’intervista è quello di comprendere quale ruolo avessero le donne nel passato in alcuni ambiti (famiglia, studio, lavoro e tempo libero), nonché riflettere sull’impatto che il riconoscimento di un diritto fondamentale ha avuto su chi l’ha vissuto e su che cosa sia cambiato per le donne da allora a oggi, secondo il punto di vista della persona intervistata.
I prodotti attesi sono degli articoli corredati da fotografie, da trasformare in una pagina di giornale utilizzando apposite applicazioni presenti gratuitamente online.
3) C’è ancora… da fare
Questo è un lavoro da svolgere a gruppi. Per rievocare l’epoca dell’immediato dopoguerra, l’autrice di Il primo voto di Matilde ha interrogato delle fonti dirette, studiando materiali dell’epoca, come per esempio i video dell’Archivio Luce Cinecittà disponibili su YouTube: L’Italia alle urne; 2 giugno: risultati del referendum istituzionale; Italia. Elezioni amministrative: il voto delle donne 1946.
Guardateli in classe, dopodiché create una mini-campagna per convincere i vostri coetanei e le vostre coetanee circa l’importanza del voto, a partire da due domande: perché partecipare alla vita politica può fare la differenza? Che cosa succederebbe se le persone non andassero più a votare?
Dopo esservi confrontati, realizzerete un prodotto creativo a vostra scelta: può essere un manifesto con degli slogan, ma anche un breve video, una scenetta teatrale con un contraddittorio tra due ragazzi/e oppure una finta pagina di giornale (per esempio dal titolo Nel 2050 nessuno vota più) realizzata con apposite applicazioni presenti gratuitamente online.