Questo l'hai letto? #48
‘O bella ciao - Racconti di ragazze e ragazzi nella Resistenza’ di L. Vaccarino e S. Garzaro

‘O bella ciao - Racconti di ragazze e ragazzi nella Resistenza’ di L. Vaccarino e S. Garzaro

Questo l’hai letto? La rubrica di consigli di lettura di DEASCUOLA.
Ogni mese un suggerimento di lettura per studentesse e studenti della scuola secondaria di primo grado, corredato di materiali per le attività in classe: un utile strumento per la didattica dell’italiano e per sviluppare nelle ragazze e nei ragazzi il piacere di leggere.

Perché leggere questo libro
Sant’Anna di Stazzema, Torino, Roma, Longare Costozza, Alba, Bari, Albinea, Bergamo.
Ognuno di questi luoghi custodisce storie di coraggio e libertà, realmente accadute durante gli anni della Resistenza, nelle quali un ruolo cruciale hanno svolto ragazzi e ragazze, che hanno lottato contro la dittatura nazifascista.
Come ricorda Davide Morosinotto nell’introduzione al libro O bella ciao – Racconti di ragazze e ragazzi nella Resistenza, questa è qualcosa di profondamente vicino, che tocca tutti e tutte noi. Le lotte partigiane avvenute in tante zone d’Italia sono state spaventose, commoventi, spesso molto tristi, ma principalmente sono state accomunate da una potenza che lascia senza fiato ancora oggi, anche se sono trascorsi molti anni e i testimoni diretti sono sempre meno, con il rischio che si perda la memoria del loro contributo alla vittoria contro la brutalità dell’oppressione nazifascista.

Lucia Vaccarino e Stefano Garzaro narrano le otto storie di giovani eroi ed eroine che hanno imbracciato armi, hanno effettuato azioni di sabotaggio, per esempio bloccando i treni diretti ai campi di sterminio, o fornendo informazioni preziose ai partigiani, con l’intento di evitare spaventosi rastrellamenti.

Il testo, corredato di schede storiche sulle fasi del conflitto e di informazioni sui protagonisti e sulle protagoniste di allora, in un’epoca storica come quella odierna può essere utile per trasmettere alle nuove generazioni i valori che hanno portato l’Italia alla liberazione dal nazifascismo: oggi occorre infatti imparare a non dare per scontata la democrazia e a riconoscere i pericoli di involuzioni autoritarie.

«Ma ti rendi conto? Il trattore di un fascista per salvare dei partigiani? Roba da pazzi.»

L. Vaccarino, S. Garzaro, O bella ciao – Racconti di ragazze e ragazzi nella Resistenza, Rizzoli, 2025, pp. 176

La vicenda
Gli otto racconti che costituiscono questo libro celebrano la memoria dei personaggi veri a cui essi sono ispirati: ragazzi e ragazze, ma anche bambini e bambine che all’epoca dei fatti non avevano neanche dieci anni. Le loro storie sono entrate a far parte della Storia.
Tra queste vi è la vicenda, dolorosissima, di uno studente quattordicenne inviato dalla sua brigata a testimoniare la strage di Sant’Anna di Stazzema del 12 agosto 1944, perché nessun dettaglio vada perduto: il suo nome di battaglia è “Matita”.
Un altro racconto è ambientato a Roma, nel quartiere popolare di San Lorenzo, dove abitano molti ferrovieri e dove due bambini, Marco e Tito, sognano di boicottare i tedeschi interrompendo il passaggio dei treni che passano dalla Capitale: un’impresa improbabile, ma la complicità di un ferroviere e un’audacia fuori dal comune faranno la differenza.

Francesca, La ragazza con i pantaloni di Longare Costozza, guida il trattore del padre, in barba ai pregiudizi che la vorrebbero impegnata in attività considerate più femminili per i canoni dell’epoca. La sua capacità di condurre il mezzo, unita a uno spirito ribelle e anticonvenzionale, le permette di salvare partigiani e prigionieri fuggiti dai lager, anche a costo di mettersi contro uno zio che simpatizza per il regime fascista.
Noris e Volontà, le due protagoniste del racconto Le ragazze del Gufo Nero, sono due staffette partigiane instancabili, che faticosamente riescono a conquistare la fiducia della brigata «a furia di macinar chilometri su e giù per le montagne, portando messaggi segreti scritti sulle cartine di sigaretta o affidati soltanto alla loro memoria e alla loro voce». La loro storia è ispirata all’assalto al comando tedesco della Linea Gotica occidentale da parte dei paracadutisti inglesi del SAS in collaborazione con partigiani italiani e russi.

Attività
1) I diari della Resistenza
Questa è un’attività da svolgere individualmente. Provate a immedesimarvi nei giovani e nelle giovani che vissero il periodo della Resistenza italiana, al fine di redigere una breve pagina di diario nella quale immaginate di vivere in prima persona quegli eventi storici. Potrete scegliere liberamente il punto di vista da cui raccontare la vostra esperienza: quello di un giovane partigiano impegnato nella lotta contro l’occupazione nazifascista, quello di una staffetta incaricata di portare messaggi, oppure quello di un civile che, pur non combattendo direttamente, aiuta e sostiene i partigiani.
Nel testo dovranno essere presenti alcuni elementi tipici del diario personale: l’indicazione del luogo e della data, il racconto di un evento accaduto durante la giornata e la descrizione delle emozioni e dei pensieri provati dal/dalla protagonista.

2) Alla scoperta delle pietre d’inciampo
Questa è un’attività da svolgere a gruppi. Forse vi sarà capitato, lungo la strada o su un marciapiede, di imbattervi in piccoli blocchi d’ottone incastonati nel suolo: si tratta delle pietre d’inciampo, presenti in molte città europee per ricordare le vittime del nazifascismo davanti ai luoghi in cui vivevano. Per saperne di più e conoscere la genesi e gli intenti di questo progetto, visitate il sito stolpersteine.eu, dopodiché per conoscere la posizione delle pietre di inciampo più vicine al luogo nel quale vivete ricercate in internet «lista delle pietre d’inciampo in Italia».
Dopo averle individuate, realizzate una mappa interattiva o un cartellone che le raccolga. Scegliete una pietra in particolare e inserite: il nome della persona ricordata, una breve ricostruzione della sua storia, una foto o disegno e una parola o frase che vorreste dedicarle.
Se possibile, potrete poi svolgere un’uscita didattica reale oppure un’esplorazione virtuale tramite Street View.

Altri articoli da “Questo l'hai letto?”

Questo l'hai letto? #47 ‘Circe’ di L. Mattia
Questo l'hai letto? #46 ‘La notte delle malombre’ di M. Castagna
Questo l'hai letto? #45 ‘Costruttori di futuri’ di B. Frezzotti
Questo l'hai letto? #44 ‘Giallo sui Navigli’ di C. Lossani
Questo l'hai letto? #43 ‘Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo. Il ladro di fulmini’ di R. Riordan
Questo l'hai letto? #42 ‘L’anno che non caddero le foglie’ di P. Mastrocola