
L’angolo del libraio: la rubrica di suggerimenti di lettura per il biennio.
Ogni mese un consiglio di lettura per studenti e studentesse del primo biennio della scuola secondaria di secondo grado, con proposte di attività didattiche e spunti di riflessione da portare in classe: un modo per incuriosire ragazze e ragazzi e suscitare in loro il piacere di leggere attraverso le appassionanti recensioni di un vero libraio.
In questo articolo troverete cinque suggerimenti di letture per tutti i gusti da proporre alla vostra classe per l’estate. Buona lettura e… buona estate!

Città di gatti, di Lao She
[NARRATIVA FANTASCIENTIFICA, UTOPIA/DISTOPIA, SATIRA POLITICA]
Siamo su Marte, ma non aspettatevi astronavi scintillanti o città perfette. Il protagonista di questo romanzo, un viaggiatore terrestre sopravvissuto a un incidente spaziale, si ritrova in un mondo bizzarro e inquietante, abitato da creature dall’aspetto felino che si comportano come gli esseri umani. Tra usanze incomprensibili, un linguaggio distorto e una società apparentemente organizzata ma in realtà fragile e contraddittoria, l’umano osserva e cerca di adattarsi, diventando testimone di una realtà che, dietro l’immediata assurdità, nasconde qualcosa di molto familiare. È davvero un altro pianeta quello che sta esplorando, oppure uno specchio deformante del nostro?
In Città di gatti, edito da Mondadori nel 2024 ma pubblicato per la prima volta in Cina nel 1933, Lao She costruisce una satira pungente e sorprendentemente attuale. Attraverso gli occhi spaesati del nostro naufrago terrestre, lettori e lettrici si muovono in un mondo che sembra assurdo ma che, pagina dopo pagina, rivela difetti, vizi e contraddizioni tipicamente umani: corruzione, superficialità, incapacità di cambiare davvero le cose. La scrittura è vivace, a tratti ironica, e alterna momenti quasi comici ad altri decisamente più amari. Ma c’è qualcosa di ancora più sottile che attraversa tutta la storia: la sensazione di assistere a un lento declino e di essere di fronte a una società che si regge su equilibri precari e su abitudini che nessuno ha il coraggio di mettere in discussione. E allora la domanda diventa inevitabile: quanto siamo diversi, davvero, dagli abitanti della Città di gatti? E fino a che punto accettiamo di osservare il nostro mondo con uno sguardo critico, anche quando ciò che vediamo non ci piace?
“Alla prima occhiata sulla Città dei gatti, non so perché mi vennero alle labbra le parole: questa civiltà sarà presto annientata.”
Lao She, Città di gatti
Attività
1- Nel romanzo, il mondo dei gatti sembra assurdo ma finisce per riflettere difetti molto umani. Fermati a pensare: quali aspetti ti risultano più familiari e come lo sguardo del protagonista cambia nel tempo? Resta critico o si adatta? Considera infine se l’ambientazione fantastica consenta all’autore di produrre una critica più tagliente ed efficace. Esprimi la tua opinione in un breve testo argomentativo.
2- Immagina che un abitante della Città di gatti arrivi sulla Terra e descriva una situazione quotidiana dal suo punto di vista. Scrivi un breve testo in cui emergano almeno due aspetti della nostra società che possano apparire strani o contraddittori ai suoi occhi, usando un tono ironico ma anche critico, sul modello del romanzo.

Sulle tracce, di Gary Paulsen
[ROMANZO DI FORMAZIONE, AZIONE, AVVENTURA, NATURA, ELABORAZIONE DEL LUTTO]
La notizia arriva improvvisa e cambia ogni cosa: il nonno di John è malato e quest’anno non potrà accompagnarlo nei boschi. Eppure, là fuori, tra la neve che cancella ogni traccia, c’è un compito che non può essere rimandato: l’annuale caccia al cervo. John conosce quei luoghi, sa come muoversi e come comportarsi. Ma sapere non significa essere pronti, soprattutto quando bisogna affrontare da soli ciò che è sempre stato condiviso. Nel cuore di una foresta del Minnesota, seguendo le tracce di una cerva, il viaggio si trasforma presto in qualcosa di più di una semplice caccia. Il freddo, la fatica e la solitudine si intrecciano ai pensieri: la paura di perdere il nonno, il peso della responsabilità, il dubbio su ciò che è giusto fare. Quando finalmente la cerva appare, immobile nella radura, John esita. Quel gesto, così familiare, diventa improvvisamente difficile.
In Sulle tracce, edito da Camelozampa nel 2024, Gary Paulsen costruisce una storia breve e intensa, in cui la natura è una presenza viva e sempre capace di interrogare. La caccia diventa il punto di partenza per un confronto più profondo con la perdita e con ciò che non si può controllare. L’inseguimento della cerva assume così un valore simbolico, trasformandosi in un dialogo silenzioso con se stessi.
Con uno stile essenziale e insieme poetico, Paulsen ci accompagna in una storia in cui tutto sembra ridursi all’essenziale: il respiro nel gelo, il rumore dei passi sulla neve, il battito dei pensieri. E in questo spazio ristretto e immenso allo stesso tempo prende forma una domanda che resta aperta: che cosa significa davvero lasciar andare, quando ciò che si teme di perdere è parte di sé?
“La gioia e la bellezza più grandi non sono pianificate.”
Gary Paulsen, Sulle tracce
Attività
1- In Sulle tracce, John si trova a vivere un’esperienza che segna il passaggio dall’essere guidato all’agire in autonomia. La natura, il silenzio e l’incontro con la cerva lo costringono a confrontarsi con la paura, la responsabilità e la possibilità della perdita. Rifletti su come cambia il suo modo di vedere ciò che sta facendo e su che cosa rappresenta davvero la caccia. Infine, secondo te, che cosa significa “lasciar andare” in questa storia? Esprimi la tua opinione in un breve testo.
2- Immagina di essere al posto di John, fermo davanti alla cerva nella radura. Scrivi un breve testo narrativo in cui descrivi quel momento di esitazione, dando spazio ai pensieri, alle emozioni e ai ricordi che emergono. Cerca di rendere il contrasto tra ciò che il protagonista sa di dover fare e ciò che sente, servendoti di uno stile ispirato a quello di Paulsen, semplice ma evocativo, in cui la natura rifletta il suo stato d’animo.

La mossa del matto, di Alessandro Barbaglia
[BIOGRAFIA SPORTIVA, MEMOIR]
C’è un nome che torna insistente tra i ricordi d’infanzia dell’autore di questo libro, ascoltato quasi per caso sotto un tavolo tra le voci degli adulti: quello di un genio degli scacchi tanto brillante quanto inafferrabile. Da qui prende forma un racconto che si muove su più piani, intrecciando la memoria personale, la storia e il mito, come in una partita giocata su più scacchiere contemporaneamente. In La mossa del matto (Mondadori, 2022) Alessandro Barbaglia ricostruisce la figura complessa di Bobby Fischer, il campione che nel 1972 sfidò e sconfisse Boris Spasskij nella celebre “Sfida del Secolo”, in piena Guerra Fredda. Ma questa non è solo una storia di scacchi: è anche un dialogo continuo con l’epica dell’Iliade, dove Fischer diventa un moderno Achille e Spasskij un Ulisse capace di resistere e comprendere.
Accanto a questo duello leggendario, si inserisce il percorso più intimo dell’autore, legato al ricordo del padre e alla scoperta di un mondo in cui il confine tra genialità e fragilità si fa sottile. Gli scacchi diventano così molto più di un gioco: un linguaggio per raccontare l’ossessione, il talento, la solitudine e il bisogno di trovare un senso anche nelle perdite.
Con una scrittura limpida e coinvolgente, capace di tenere insieme piani diversi senza mai appesantire, Barbaglia costruisce un racconto che è insieme biografia, memoria e riflessione. E mentre le mosse si susseguono sulla scacchiera, resta una domanda sospesa: si può davvero vincere, quando la partita più difficile è quella contro se stessi?
“Gli scacchi sono una meraviglia che prevede l’estasi di un grande trionfo. E dunque anche la rovina di una sconfitta.”
Alessandro Barbaglia, La mossa del matto
Attività
1- Ne La mossa del matto, la partita tra Bobby Fischer e Boris Spasskij sembra svolgersi su più livelli: storico, personale, simbolico. Ma a un certo punto il confine sfuma e la vera sfida sembra diventare interiore. Parti da questa idea e chiediti: quanto delle nostre “partite” quotidiane è davvero contro altre persone e quanto, invece, contro paure, aspettative o ricordi? Sviluppa una breve riflessione personale.
2- Racconta una partita decisiva dal punto di vista della scacchiera, che ricorda ogni mossa giocata. Nel tuo testo, fai emergere le emozioni invisibili di chi sta giocando la partita, come tensione, ossessione ed esitazione, ma senza nominarle direttamente, lasciandole intuire attraverso le mosse. Puoi ispirarti all’atmosfera della sfida tra Fischer e Spasskij, trasformando la partita in una metafora di qualcosa di più profondo.

Cinghiali, di Lisa Blumen
[GRAPHIC NOVEL, THRILLER PSICOLOGICO]
Nel mondo di Cinghiali tutto sembra morbido, ordinato, perfetto: un universo rosa fatto di tutorial, luci e filtri, dove Nina costruisce ogni giorno la propria immagine per chi la guarda. Ma dietro questa superficie levigata si nasconde qualcosa che sfugge al controllo. I commenti si fanno insistenti, le richieste più pressanti, e una presenza silenziosa comincia a seguirla, trasformando la quotidianità in un territorio incerto, dove realtà e percezione si confondono. Nina conosce bene le regole del suo mondo: mostrarsi, piacere, restare visibile.
Ma che cosa succede quando lo sguardo delle altre persone smette di essere neutro e diventa invasivo? Quando il confine tra pubblico e privato si spezza, lasciando entrare la paura?
Il thriller si costruisce proprio su questa frattura, accompagnando chi legge in una discesa lenta ma costante, in cui anche i gesti più familiari acquistano un’ombra inquietante.
Con uno stile visivo potente, dominato da contrasti tra colori pastello e improvvise accensioni più cupe, il graphic novel di Lisa Blumen, edito da Coconino Press nel 2026, racconta una storia che parla di identità, corpo e controllo. L’estetica seducente diventa così parte del problema, un linguaggio che attrae e allo stesso tempo nasconde. E mentre la tensione cresce, resta una domanda sospesa: quanto siamo davvero libere e liberi in uno spazio che sembra offrirci tutto, ma che in realtà ci osserva senza sosta? E fino a che punto ci convinciamo a restare, anche quando iniziamo a sentirci in trappola?
“La volevi uccidere per la sua pelliccia / Ma è la tua pelle che le farà da scarpa / Questo mostro lo hai creato tu.”
Lisa Blumen, Cinghiali
Attività
1- In Cinghiali lo sguardo delle altre persone è insieme risorsa e minaccia: permette a Nina di esistere online, ma finisce anche per invadere ogni spazio della sua vita. Parti da questa ambivalenza e rifletti su come cambi il significato di “essere visti” nel corso della storia. Secondo te, Nina riesce a mantenere il controllo della propria immagine o ne diventa prigioniera? Considera anche il ruolo dei social: sono solo strumenti o contribuiscono a creare questa pressione? Esprimi la tua opinione in un breve testo argomentativo.
2- Immagina di costruire il profilo social di Nina in un momento preciso della storia (all’inizio, quando tutto è sotto controllo, oppure quando la tensione cresce). Realizza una breve sequenza di 3 o 4 “post” (testo + immagine o descrizione visiva): ogni contenuto deve mostrare ciò che Nina decide di far vedere e, allo stesso tempo, suggerire ciò che resta nascosto (paura, stanchezza, disagio).Puoi usare un’app o un semplice impaginatore digitale per simulare il feed. Accompagna il lavoro con un breve commento in cui spieghi le tue scelte: che cosa hai mostrato? Che cosa hai lasciato fuori? In che modo immagini e parole contribuiscono a creare (o mascherare) la realtà?

Natura, di Carol Ann Duffy
[POESIA, ECOLOGIA]
Che cosa significa davvero ascoltare il mondo che ci circonda? Spesso consideriamo la natura come un semplice fondale per le nostre vite, una risorsa da sfruttare o un panorama da fotografare. Ma cosa succede quando è la natura stessa a riprendersi la parola, mostrandoci le ferite inflitte dall’essere umano? Nella raccolta Natura, edita da Crocetti nel 2024, Carol Ann Duffy, una delle voci più potenti della poesia contemporanea, ci trascina lontano dai cliché romantici. Non aspettatevi versi sereni su tramonti idilliaci: qui la poesia diventa “ecopoesia”, uno strumento affilato per indagare il cambiamento climatico, la perdita della biodiversità e il rapporto, spesso crudele, tra l’umanità e gli altri esseri viventi.
Dalle api ai cambiamenti del paesaggio, la voce della Duffy si pone in ascolto di forze arcane e potenti, ricordandoci che ogni nostra azione ha un peso etico.
In che modo questi versi, capaci di intrecciare il mito alla cronaca più urgente, possono aiutarci a guardare il futuro con occhi diversi? Perché se è vero che la lettura può essere uno schiaffo necessario, come certi passaggi crudi sulla sofferenza animale che aprono la raccolta, è altrettanto vero che solo attraverso questa consapevolezza possiamo riscoprire il valore di ciò che è “sacro”: il dono dell’aria dolce, l’infuso di trifoglio, il lavoro silenzioso degli impollinatori.
Un libro denso e coraggioso, perfetto per chi non ha paura di farsi domande scomode e cerca nella parola poetica una bussola per orientarsi in un mondo che cambia troppo in fretta. Un invito a restare umani, restando parte della Terra.
“Se fossi veramente lì cosa scriveresti su una cartolina / o sulla sabbia, vicino al punto in cui il fiume si getta nel mare?”
Carol Ann Duffy, Natura
Attività
1- Carol Ann Duffy ci sfida a guardare oltre l’idea della natura come semplice “paesaggio”, mostrandoci le cicatrici che l’essere umano vi imprime ogni giorno. Spesso consideriamo alcune specie o ambienti come sacrificabili in nome della comodità o della crescita economica. Ma chi stabilisce il valore di un essere vivente? Hai mai riflettuto su quanto la nostra qualità della vita dipenda dalla sofferenza di altri ecosistemi? Fermati a interrogarti: esiste un limite oltre il quale il progresso diventa distruzione? Ritieni che il rispetto per l’ambiente debba essere un obbligo etico assoluto o un compromesso flessibile a seconda delle nostre necessità?
2- Nella raccolta, la natura non è uno sfondo, ma un personaggio che agisce e soffre. Prova a ribaltare la prospettiva: scegli un elemento naturale colpito dall’azione umana (un ghiacciaio che si ritira, un fiume soffocato dalla plastica o un’ape smarrita tra i palazzi) e scrivi un breve testo nella forma che trovi più stimolante: versi, prosa poetica, lettera aperta sono alcuni esempi. Non limitarti a descrivere che cosa accade, ma usa il punto di vista dell’elemento scelto: quali suoni percepisci? Quali odori ti feriscono? Trasforma un dato ambientale in un’emozione viva, cercando di far sentire a chi legge la “voce” di chi di solito non ne ha.
L’angolo del libraio, dal cartaceo al digitale: una rubrica nata nell’antologia Immaginaria e che prosegue, ogni mese, sul nostro blog. Ci rivediamo a settembre!