#E20/2020 Attualità per la DAD
La Prima guerra mondiale e le lezioni della Storia

<small>#E20/2020 Attualità per la DAD</small><br>La Prima guerra mondiale e le lezioni della Storia

E20/2020 Attualità per la DAD propone attività su temi di attualità e di cittadinanza, anche in vista del colloquio d’esame, partendo da articoli del quotidiano La Stampa, organizzati in percorsi didattici grazie alla collaborazione con De Agostini Scuola: un modo diverso per fare didattica (ed educazione civica) a distanza.

«L’inutile strage», così Papa Benedetto XV definì un conflitto che tra 1914 e 1918, coinvolgendo 28 Paesi, causò la morte di circa 9 milioni di persone. Nel mondo di oggi, a distanza di oltre un secolo, ombre inquietanti riportano all’attualità le cause che provocarono quella tragedia. Proprio nei Balcani, nel 1991, si è infatti dolorosamente concluso quel lungo periodo di pace che aveva caratterizzato l’Europa dopo il 1945, mentre le inquietanti suggestioni di diversi e contrapposti nazionalismi alimentano un po’ dovunque episodi di intolleranza e violento razzismo.

La Prima guerra mondiale, o Grande Guerra, come fu chiamata allora, resta nella nostra memoria soprattutto per i suoi assurdi massacri, legati a località come Verdun, lo Chemin de Dame, le Argonne, i laghi Masuri, Caporetto o l’Isonzo: attacchi sferrati su campi aperti per la conquista di poche centinaia di metri. Ancora oggi, l’area in cui si consumò la battaglia di Verdun detiene il poco invidiabile primato di essere il campo con il più alto numero di caduti per metro quadro. Il conflitto si concluse con la certezza che il prezzo pagato da tutti i contendenti, sia in vite umane sia in termini puramente economici, potesse costituire una garanzia sufficiente a scongiurare il ripetersi di un simile massacro. Purtroppo, come ben sappiamo, neppure quella tremenda lezione bastò a impedire che, in appena un ventennio, i nazionalismi esasperati, gli odi intestini e la miopia delle classi dirigenti sfociassero in un nuovo, più sanguinoso conflitto, la Seconda guerra mondiale.

Di seguito proponiamo la lettura di alcuni articoli all’interno dei percorsi del portale E20 dedicati alla Prima guerra mondiale e quindi una serie di attività didattiche legate ai singoli articoli, ai temi in generale e ai collegamenti interdisciplinari, in modo da consentire a ciascun docente di dosare e personalizzare la qualità e la quantità di lavoro da assegnare a casa o da svolgere nella classe virtuale. Chiudono l’articolo alcuni spunti per l’approfondimento.

Collegatevi al percorso “La Prima guerra mondiale e le lezioni della storia” all’indirizzo https://www.lastampa.it/speciale/cultura/e20/grande-guerra-e20
All’interno del percorso cercate e leggete i seguenti articoli:

  • Quella casa vicino al fiume racconta tre anni di battaglia (Michele Brambilla)
  • Cent’anni fa l’apocalisse: come ci cambiò? (Michele Brambilla)
  • Il massacro sui Dardanelli che fece nascere tre nazioni (Jose Miguel Calatayud)

Attività sugli articoli selezionati

Il docente può usare le seguenti domande per un confronto orale o scritto oppure assegnarle per il lavoro a casa insieme alla lettura dell’articolo.

A. Dopo avere letto l’articolo di Michele Brambilla Quella casa vicino al fiume racconta tre anni di battaglia, rispondete alle domande.

  1. Che cosa intende esprimere il maggiore francese con la frase «Voi avete degli uomini che soffrono e che sanno ben soffrire»?
  2. Chi erano i «ragazzi del ’99»? A quali eventi sono collegati?
  3. Le parole del diario del maggiore Mario Fiore ne rivelano la posizione nei confronti della guerra. Traccia un breve profilo psicologico dell’ufficiale e delle sue idee sulla guerra.
  4. Ricerca le informazioni relative alla battaglia del Piave.

B. Dopo avere letto l’articolo di Michele Brambilla Cent’anni fa l’apocalisse: come ci cambiò?, rispondete alle domande.

  1. La storia famigliare di Enzo Bettiza esprime l’ambiguità della questione nazionale. Rifletti su questo tema ed esponi le tue conclusioni.
  2. In che cosa la visione della Grande Guerra delle generazioni passate si distingueva dalla nostra?
  3. Quale obiettivo spinse l’Italia a partecipare al conflitto secondo Gian Enrico Rusconi?
  4. Quale sentimento sfruttò Mussolini per conquistare il potere? Quale errore commisero i socialisti?
  5. Secondo Enzo Bettiza, la mitologia del Piave e della guerra corrisponde a reali sentimenti popolari?
  6. Perché la guerra ha favorito l’ascesa del fascismo in Italia e del nazismo in Germania?
  7. Perché gli Italiani sarebbero stati “traditori”?
  8. Quali strascichi emotivi lasciò la Prima guerra mondiale in Europa?

C. Dopo avere letto l’articolo di Jose Miguel Calatayud Il massacro sui Dardanelli che fece nascere tre nazioni, rispondete alle domande.

  1. Quale obiettivo si proponevano di raggiungere gli Alleati con la conquista della penisola di Gallipoli?
  2. Perché si decise di attaccare via terra?
  3. Quale fattore rende straordinaria la difesa dei Turchi?
  4. Per quali motivi la battaglia divenne il momento fondante del sentimento nazionale di tre diversi popoli?
  5. Da che cosa scaturirono i gesti di cameratismo tra i due eserciti avversari?
  6. Commenta le parole con cui Ataturk commemorò la battaglia nel 1934.

Attività sull’intero percorso

A. Leggete gli altri articoli del percorso di E20 (potete dividervi in gruppi e scegliere articoli diversi), poi discutetene insieme. Quali furono le cause della Prima guerra mondiale? Quali le conseguenze? Quale il ruolo dell’Italia?

B. La Prima guerra mondiale si combatté nonostante la forte opposizione delle forze democratiche che in quasi tutti i Paesi occidentali costituivano la maggioranza dell’opinione pubblica. In Italia, in particolare, lo schieramento interventista rappresentava una sparuta minoranza delle componenti sociali e degli stessi schieramenti parlamentari. Ricerca le notizie relative ai due schieramenti e alle personalità maggiormente rappresentative di essi.

C. Secondo molti studiosi, la partecipazione dell’Italia alla Grande Guerra rappresenta una tappa fondamentale della deriva autoritaria che portò il nostro Paese ad accettare la dittatura fascista. Condividi questa interpretazione? Motiva la tua risposta.

Interdisciplinarità

La Grande Guerra: una vicenda ancora aperta

Vengono qui proposti alcuni spunti di approfondimento sul tema trattato. A ciascuno si associa una proposta di attività che i ragazzi possono svolgere da soli o in piccoli gruppi.

A. Dal punto di vista della strategia militare, la Prima guerra mondiale rappresenta il drammatico epilogo di una concezione ottocentesca che, incurante dell’alto numero di perdite di vite umane, si fondava essenzialmente sulla difesa a oltranza dei territori conquistati. Come ebbe a dire Winston Churchill, si trattava di «combattere le mitragliatrici con il petto dei valorosi, pensando che solo questo significava condurre una guerra». Le sconsiderate offensive, condotte quasi sempre allo scoperto, si frantumavano infatti contro i nuovi strumenti bellici – come le mitragliatrici, gli esplosivi ad alto potenziale, i cannoni a lunga gittata, i gas, i carri armati o i lanciafiamme – in grado di provocare perdite enormi, soprattutto tra le file degli attaccanti. La strategia che opponeva «la carne all’acciaio», seguita da quasi tutti gli Alti comandi, aveva portato così la Francia, nel luglio del 1917, ad avere perso – con 1.100.000 morti  e 2.500.000 feriti – il 50% della popolazione maschile attiva.

Attività
Cercate informazioni su due delle battaglie citate nell’introduzione generale; elaborate quindi una scheda di riepilogo che, con particolare attenzione al numero delle vittime, ne contenga le informazioni essenziali.

B. La partecipazione dell’Italia al conflitto, dopo un periodo iniziale di neutralità, fu preceduta dalle cosiddette giornate del «radioso maggio», il cui protagonista principale fu il poeta Gabriele D’Annunzio. Il 5 maggio 1915, a Quarto, dallo scoglio da cui era partita la Spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, il poeta tenne un discorso a favore della guerra contro l’Austria.

Attività
Leggete e analizzate il discorso di Quarto (http://www.educational.rai.it/materiali/file_moduli/50959_635543378564805477.pdf). In particolare soffermatevi sulle tecniche usate dal poeta per galvanizzare la folla accorsa ad ascoltarlo, composta da circa 20.000 persone. Individuate quindi alcuni dei riferimenti biblici e della simbologia classica e cristiana che ricorrono nel testo.

C. Il 26 aprile 1915, a Londra, il governo italiano stipulò un patto segreto con le potenze dell’Intesa in virtù del quale si impegnava entro un mese ad abbandonare la neutralità e intervenire al loro fianco.

Attività
Esaminate i vantaggi che sarebbero derivati all’Italia dalla neutralità e confrontateli con i risultati ottenuti grazie alla sua partecipazione al conflitto. Spiegate infine, quali clausole del Trattato di Londra non vennero rispettate dalla Conferenza di Versailles e perché.

D. Le grandi masse chiamate a partecipare al conflitto, per lo più composte da contadini semi-analfabeti, restarono sostanzialmente estranee alle sue motivazioni. Il permanere di radicati sentimenti ostili alla guerra all’interno della truppa fu causato da diverse ragioni: l’opposizione dei grandi partiti popolari, l’internazionalismo che aveva contraddistinto i movimenti socialisti, il comune senso di appartenenza religiosa che accomunava gran parte dei combattenti, le parole di condanna del papa e la sostanziale estraneità agli interessi economici e politici che avevano condotto alla guerra. Gli ufficiali superiori, inoltre non si curavano di nascondere il loro profondo disprezzo verso la massa dei soldati. Tutto questo si concretò in un elevato numero di casi di diserzione, autolesionismo e manifestazioni di solidarietà verso i nemici. Contro tali fenomeni cercarono di lottare i tribunali militari che, nel corso del conflitto, emisero ben 210.000 sentenze di condanna. Tra le sentenze emanate dai tribunali militari italiani durante il conflitto, leggete quella che segue, tratta da Forcella – Monticone, Plotone di esecuzione (Laterza 1972, p. 102).

Attività
Riassumete quindi i fatti che la determinarono ed esprimete un vostro parere sul comportamento dell’accusato e su quello dei giudici militari.

A dispetto delle sue buone intenzioni, prima fra tutte il diritto all’autodeterminazione dei popoli, il Trattato di pace firmato a Versailles nel 1919 pose le basi per il conflitto successivo, esploso nel 1939. In particolare, restarono irrisolte le questioni riguardanti l’Italia, la Germania, i Balcani e la Cina.

Attività
Esponete sinteticamente le problematiche riguardanti i Paesi sopra indicati, le ragioni del loro malcontento e le conseguenze che si manifestarono in ciascuno di essi. Potete seguire alcuni dei più significativi momenti di crisi successivi alla fine del conflitto su:
L’impresa di Fiume
https://www.raiplay.it/video/2019/04/Passato-e-Presente-Limpresa-di-Fiume-7a8ef1dc-05dc-493c-8d3e-8b9d63a70da6.html
La nascita dei Fasci di combattimento
https://www.raiplay.it/video/2019/03/Passato-e-Presente-La-nascita-dei-Fasci-di-Combattimento-7755ab0f-da07-43e9-9938-93231c94eec6.html
La Conferenza di Parigi
https://www.raiplay.it/video/2019/01/Passato-e-Presente-La-Conferenza-di-Parigi-cefe323d-e729-43d3-b823-951517bdeb1e.html

Attività sull’intero percorso

A. Mentre la Prima guerra mondiale volgeva alla fine, il mondo fu sconvolto da un’epidemia di influenza, la cosiddetta “Spagnola”, chiamata così perché i primi a parlarne furono i giornali spagnoli, un Paese che, non essendo in guerra, non era sottoposto a censura. La pandemia si diffuse anche nelle zone più remote del pianeta e provocò un numero di morti che si calcola in circa 50 milioni di persone. Ricerca in rete notizie relative alle caratteristiche della “Spagnola”; soffermati sulle cause che ne favorirono la diffusione e sugli aspetti che la distinguono dall’epidemia di Covid-19.

B. Dopo avere letto l’articolo di Gianni Riotta La città che inventò l’auto-quarantena: così Gunnison beffò l’Influenza spagnola, rispondete alle domande.

  • Stabilite le corrette proporzioni tra i dati riportati dall’articolo e quelli relativi alla popolazione mondiale odierna. Quante persone sarebbero quelle colpite oggi? Quanti i decessi?
  • Quale fu la causa scatenante dell’epidemia nella zona di Gunnison?
  • Quali misure furono prese dal governatore Gunter?
  • Che cosa era la “cabin fever”?
  • Che cosa successe alla fine del blocco?

Per approfondire

Letture

In arte

  • La tragedia della Grande Guerra ispirò, oltre ai tanti scrittori, anche numerosi artisti figurativi. Tra i più celebri, ricordiamo gli italiani Carlo Carrà, Mario Sironi e  Umberto Boccioni; gli espressionisti tedeschi Otto Dix e George Grosz, e il francese Henri Gaudier-Brzeska che, partito volontario fu ucciso nel 1915 durante il conflitto.

In musica

Al cinema

Se ne hai la possibilità, guarda i film:

1917 (Sam Mendes, Gran Bretagna 2019)
The Water Diviner ( Russell Crowe, Australia 2014)
Joyeux Noël (Christian Carlon, Francia 2005)
Gli anni spezzati (Peter Weir, Australia 1981)
Messia selvaggio (Ken Russell, Gran Bretagna 1972)
Uomini contro (Francesco Rosi, Italia 1970)
Orizzonti di gloria (Stanley Kubrick, Usa 1957)

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