E20. L'attualità in classe. Storia dell'Unione Europea

15/05/2019

Minacciata dai movimenti euroscettici, piegata dalle diseguaglianze economiche e divisa sulla gestione dei migranti, l’Europa va al voto. “Dai Trattati di Roma del 1957 che diedero vita all’attuale Unione – sottolinea il direttore de La Stampa Maurizio Molinari – si tratta delle elezioni più importanti. Per la prima volta a sfidarsi nei nostri Paesi non sono soltanto i partiti delle tradizionali famiglie popolare, socialista, liberale e verde, ma anche populisti e sovranisti portatori di una volontà di drastica revisione del progetto europeo”. Nata all’indomani della Seconda guerra mondiale per esorcizzare il pericolo di nuovi devastanti conflitti fratricidi, l’Ue viene ora percepita come principale causa della mancanza di lavoro e del crescente senso di incertezza. Le elezioni del 26 maggio rappresentano così uno spartiacque, una sfida epocale tra chi, come populisti e sovranisti, vorrebbe rinchiudersi in nuove forme di nazionalismi e chi invece sogna leader e visioni capaci di far sopravvivere il progetto comunitario alla crisi più difficile dal momento della sua creazione.

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Multimedia:

Le liti sui confini dimenticati, l’intolleranza crescente verso gli stranieri e le minoranze e le navi cariche di migranti a zonzo nel mediterraneo in cerca di un porto dove attraccare, sono i tasselli di un mosaico assai eloquente.
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Dal 2013 al 2016, ultimo anno per cui si hanno i dati, l’Italia ha dato a Bruxelles 58,426 miliardi. Nello stesso arco temporale l’Italia ha incassato dall’Europa 47,179 miliardi. Facendo la media degli ultimi anni il saldo è di circa 2,8 miliardi a favore dell’Ue.
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Primo novembre 1993 – Entra in vigore il Trattato sull’Unione europea siglato a Maastricht il 7 febbraio 1992. Nasce così l’Unione Europea, costituita da tre pilastri: la Comunità europea, la politica estera e di sicurezza comune, e la cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale.
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