La scienza è un diritto umano in grado di promuovere pace e sviluppo

La scienza è un diritto umano in grado di promuovere pace e sviluppo

Il 10 novembre si celebra la Giornata mondiale della scienza per la pace e lo sviluppo, istituita dall’Unesco nel 2001 con lo scopo di evidenziare l’importanza della scienza nella promozione dello sviluppo sostenibile e la necessità di informare i cittadini dei progressi raggiunti in ambito scientifico. Secondo la Dichiarazione universale dei diritti umani, approvata nel 1948, la scienza è un diritto umano. All’articolo 27 comma 1 si legge:

“Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici”.

È, quindi, necessario garantire ai cittadini accesso alle informazioni sulle scoperte scientifiche per assicurare una maggiore consapevolezza e partecipazione.

La ricerca scientifica aumenta

Il ruolo della scienza è fondamentale per affrontare le attuali sfide ambientali e sociali e per migliorare le condizioni di vita della popolazione: può, ad esempio, rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse, aumentare la resa agricola e contrastare la diffusione di malattie infettive.
Negli ultimi anni la spesa globale per la ricerca è aumentata significativamente. Come riportano le stime dell’Unesco Science report 2021, gli investimenti non sono, tuttavia, distribuiti equamente: i Paesi del G20 contribuiscono al 90% della spesa, delle pubblicazioni e dei brevetti a livello mondiale e l’80% dei Paesi investe meno dell’1% del proprio Pil nella ricerca. Questo squilibrio crea rapporti di dipendenza e non contribuisce alla riduzione delle disuguaglianze fra gli Stati. In alcuni casi, oltre alla mancanza di risorse economiche, un ulteriore ostacolo allo sviluppo scientifico è rappresentato dalle procedure e dagli elevati costi di registrazione dei brevetti che rendono complicato, in particolare per le start up di piccole dimensioni, registrare i diritti di proprietà intellettuale.

Ancora poca attenzione per la sostenibilità

Salute, energie rinnovabili, intelligenza artificiale, robotica e infrastrutture sono oggetto della maggior parte degli studi scientifici a livello globale, che dedicano invece minor spazio ad altri temi fondamentali per lo sviluppo sostenibile quali, ad esempio, l’agricoltura, l’utilizzo responsabile delle risorse e l’inquinamento idrico. Per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile è necessario investire in modo strategico le risorse a disposizione, prendendo in considerazione l’interconnessione tra i diversi ambiti di ricerca: lo sviluppo di tecniche innovative per la produzione agricola, ad esempio, può contribuire allo sviluppo socio-economico di una comunità, contrastare gli effetti del cambiamento climatico e ridurre i casi di malnutrizione.

Necessario partire dalle scienze di base

Le scienze di base, termine con cui si indicano le discipline, come la chimica, la matematica, la fisica e la biologia, che si occupano di studiare e comprendere i fenomeni naturali, sono necessarie per capire e affrontare le sfide attuali. Le scienze di base hanno dato un contributo fondamentale per il progresso scientifico e tecnologico: i cristalli liquidi di cui sono costituiti gli schermi piatti di cellulari e televisori, ad esempio, sono stati scoperti per caso nel 1888 durante ricerche di scienza di base. Nel dicembre 2021 l’Assemblea generale delle Nazioni unite ha riconosciuto che “una maggiore consapevolezza globale delle scienze di base e una maggiore educazione in questo campo sono vitali per raggiungere uno sviluppo sostenibile e migliorare la qualità della vita delle persone in tutto il mondo”, proclamando il 2022 come “Anno internazionale delle scienze di base per lo sviluppo sostenibile”.
Insegnare la scienza e spiegare la sua importanza per la vita quotidiana di ogni persona significa porre le basi per un futuro di pace e sviluppo sostenibile.

Il 10 novembre Diva Ricevuto, presidente dell’associazione Sulleregole e co-coordinatrice del Gruppo di lavoro sul Goal 16 “Pace, giustizia e istituzioni solide” dell’ASviS, racconta come sia possibile applicare questo genere di insegnamento, presentando il kit didattico sull’Agenda 2030 dedicato ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, creato nel 2022 dall’AsviS in collaborazione con l’associazione Sulleregole e rivolto a discenti, formatrici, formatori, docenti.
L’incontro costituisce il secondo appuntamento del ciclo di webinar “Sostenibilità: protagonisti del cambiamento”, realizzato da ASviS e Deascuola.

Leggi anche

Come far girare la testa a un robot
Si può camminare sui carboni ardenti? Ci aiuta a rispondere la fisica
Quando si esauriranno le fonti fossili?
La chimica con i mattoncini. Un esempio di Universal Design for Learning
Che cosa sono le bioplastiche?
Biologia: didattica multi-task