Il laboratorio di latino. Un esempio pratico: Orazio

Il laboratorio di latino. Un esempio pratico: Orazio

La nuova rubrica Insegnare latino oggi offre spunti di riflessione e suggerimenti utili per una didattica coinvolgente e innovativa, ma soprattutto per ridare centralità a una materia così importante. Grazie al contributo di docenti universitari e di esperti, ogni mese viene lanciata una proposta utile per la discussione e il lavoro con le classi del biennio e del triennio.

In tanti anni di insegnamento del latino nei licei mi sono chiesto a più riprese come accendere l’interesse dei ragazzi nei confronti di una materia che, quando è percepita come “accessoria” rispetto al proprio curriculum scolastico, è sovente trascurata.
Qualche spunto può venire in questo senso dalla didattica laboratoriale: il testo letterario va considerato un “oggetto” che, oltre a essere studiato e compreso, può venir fatto “parlare” ponendolo in relazione con altre forme espressive con cui intessere un dialogo culturale. Agli studenti, in altre parole, va trasmessa l’idea che i versi di un poeta o il brano di uno storico del mondo latino non implicano una ricezione esclusivamente passiva del messaggio che contengono; al contrario, essi offrono potenzialità evocative che consentono a noi, che li leggiamo a distanza di secoli, di esprimere attraverso di loro emozioni che sono anche nostre, attivando così nuovi e stimolanti processi di apprendimento.
Ponendo il testo sul bancone della nostra officina di lettura creativa, dunque, cercheremo di “smontarlo” nei suoi nuclei tematici costitutivi, e di “rimontarlo” accostandolo ad altri testi e ad altre espressioni artistiche, per dar vita a una riflessione che possa divenire autenticamente personale.

L’operazione riesce più facile con i versi di un grande poeta, ad esempio Orazio; prendiamo l’Ode I, 11, il famoso carpe diem (presente anche alla pagina 218 del volume 2 della letteratura Musae comites). Alla classe divisa in piccoli gruppi verranno offerti materiali che ciascuno potrà liberamente utilizzare, accostandoli per analogia o per antitesi a singoli passaggi dei versi di partenza. Prenderanno così forma nuovi percorsi, in grado di sviluppare in modo originale le suggestioni evocate dal testo; il tutto potrà poi essere “confezionato” in una presentazione, accompagnata da immagini e musica, da condividere con i compagni.

A titolo di esempio possiamo immaginare che un gruppo svilupperà la riflessione sulla brevità della vita: fra i materiali proposti comparirà senz’altro il fr. 346 Voigt di Alceo, che consentirà di affrontare il tema del tempo e il conseguente invito a godere di ogni istante, dimenticando gli affanni presenti. Ad altri potranno invece apparire più stimolanti spunti tratti ancora da versi oraziani: l’Ode II, 14, che pone maggiormente l’accento sull’ineluttabile prospettiva della morte, o l’Ode IV, 7, con il suo sconsolato pulvis et umbra sumus (presente anche nelle pagine 232 e 244 del volume 2 della letteratura Musae comites). Naturalmente, la riflessione sul tempo non potrà prescindere dal riferimento a brani tratti da Seneca (scontato il rimando ad alcune Lettere a Lucilio o al De brevitate vitae), nonché ad alcune fra le pagine più famose della Récherche proustiana.
Un secondo gruppo invece potrebbe approfondire l’invito ad approfittare delle gioie che riserva l’età giovanile e accostare alla lirica di partenza la Canzona di Bacco di Lorenzo de’ Medici, accompagnandola magari con la scena del prof. Keating che, nel film L’attimo fuggente, cita Orazio ed esorta i suoi studenti a dar voce ai sogni che ciascuno cova nel profondo del suo cuore (si veda l’attività proposta nella rubrica Latin Lovers, alle pagine 220 e 221 del volume 2 della letteratura Musae comites). Il commovente dialogo fra il poeta e Leuconoe, infine, potrà essere avvicinato, forse in modo più ardito, a quello fra Montale e la giovane interlocutrice ne La casa sul mare, in particolare per quel “tu chiedi se tutto vanisce / in questa poca nebbia di memorie” che rievoca il tu ne quaesieris iniziale.

Insomma, nessun limite alla lettura creativa degli studenti che, sotto la sapiente guida del docente, potranno così assaggiare il piacere di un autentico otium letterario.


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24 marzo 2022 dalle ore 15 alle 16:30
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