La Fisica con le playlist: è più facile insegnarla, è più facile impararla

La Fisica con le playlist: è più facile insegnarla, è più facile impararla

Nel giro di pochi mesi, gli strumenti e le risorse digitali sono passati da essere una semplice opzione per il docente in classe, a una vera e propria necessità. Tra video, esercizi interattivi, oggetti multimediali e simili, gli insegnanti hanno ormai solo l’imbarazzo della scelta e il momento di emergenza ha spinto a ripensare e a rivalutare le potenzialità del digitale: questo cambiamento di prospettiva avrà conseguenze permanenti. Avere a disposizione tutto ciò che serve in forma aggregata e smart (“compatta” e “intelligente”) può diventare uno strumento molto potente.

Le nuove playlist di fisica progettate da De Agostini Scuola rispondono proprio a questa esigenza. Organizzate come un percorso didattico completo, le playlist hanno l’obiettivo di supportare e facilitare le lezioni teoriche e le esercitazioni, così come i momenti di studio individuali e di recupero, e infine la valutazione.

Si può dare uno sguardo a qualche playlist demo del percorso di fisica, per avere un’idea della loro funzionalità e qualità didattica all’interno di percorso più largo, che va dalle grandezze fisiche fino alla relatività e all’astrofisica, coprendo tutti gli argomenti cardine dei corsi di fisica per le scuole superiori e favorendo un approccio intuitivo, intelligente e divertente, grazie al contributo originale degli autori, in cui si distingue per esempio lo stile accattivante di Alan Zamboni (in arte “Curiuss”).

Ogni playlist è dedicata a un singolo argomento, comparabile con il capitolo di un libro di testo, ed è composta da video-lezioni, intervallati da esercizi autocorrettivi. Il video d’apertura, “Visione d’insieme” introduce i concetti in modo generale, con collegamenti anche interdisciplinari; seguono video di teoria e video più pratici in cui si descrive la risoluzione di esercizi, legati ai singoli concetti affrontati, con l’alternanza degli esercizi autocorrettivi.

La playlist si chiude, oltre che con una verifica finale, con i video “Sperimenta”, ambientati in laboratorio, e i video “Un’idea in più”. In quest’ultima categoria, i video offrono una panoramica più larga sulle teorie trattate precedentemente, spesso con un approccio di tipo storico, raccontando la nascita, l’evoluzione e i retroscena delle leggi studiate e le loro applicazioni.


“Si tratta di un percorso parallelo al libro di testo, che supporta la didattica di tutti i giorni e fornisce un aiuto agli studenti per capire meglio la fisica” spiega il publisher dell’area scientifica DeA Scuola Roberto Vanzetto. Con la formula della playlist, il video non è più da considerare una “occasione speciale”, uno strumento da utilizzare solo per motivare la classe e alzare il livello d’attenzione, ma diventa un compagno di studio costante. In questo modo si va incontro a un vero e proprio cambio di paradigma nell’utilizzo della didattica digitale. “Gli esercizi interattivi proposti dopo i video seguono questa concezione, garantendo che ci sia continuità e attenzione durante la fruizione delle playlist, sia in classe che a casa in autonomia”.
Autore della maggior parte dei contenuti video è proprio Alan Zamboni, insieme a Elia Bombardelli e Marica Petrini, che curano i contributi delle sperimentazioni in laboratorio.

Zamboni è uno youtuber già noto a un pubblico piuttosto variegato – il suo canale “Curiuss” ha conquistato centomila iscritti in pochi anni -, un esperto in comunicazione multimediale di temi scientifici e autore di un format che risponde alle richieste delle ultime generazioni di studenti: spiegare i grandi temi della fisica con ritmo non dissimile a quello a cui la rete ci abitua, collegando concetti e idee in modo vivace, chiaro e completo, con momenti di ironia che rendono più divertente il percorso, motivando al contempo l’impegno nello studio.

Uno stile e un linguaggio che rappresentano un valore aggiunto, quindi. In effetti, questa tecnica narrativa, originale e visuale, consente per esempio di avvicinarsi facilmente alla prospettiva storico-divulgativa della fisica, aprendo un contesto molto utile per aiutare a familiarizzare con le leggi di natura e a memorizzarle più facilmente. “Non parliamo di argomenti situati in una bolla, in mezzo al nulla”, dice Alan Zamboni “ma di idee frutto dell’ingegno di uomini vissuti in precisi momenti e contesti storici, idee che sono poi cresciute e hanno attraversato i tempi fino ad oggi. Noi, del resto, le usiamo tutti i giorni, la fisica è ovunque”.

Un po’ come succede con la fisica, questi video e le playlist che li raccolgono hanno l’ambizione di essere multifunzionali: potranno tornare utili sia per introdurre un argomento, anche in modalità flipped classroom, sia per proporre un approfondimento o favorire un’attività sperimentale. E se questo strumento riesce in qualche modo a “vivere di vita propria”, allora anche gli studenti potranno contare, per un ripasso o per il recupero di una lezione a casa, su uno strumento affidabile che li aiuti a sciogliere i principali, possibili dubbi che possono emergere durante lo studio della fisica.

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