
A distanza di oltre un decennio dalle precedenti Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo, il nuovo documento del 2025 fornisce il quadro normativo per il futuro dell’educazione definendo un impianto culturale che si fonda su tre pilastri: la centralità della persona, la valorizzazione dei talenti e l’affermazione del valore della conoscenza.
1. La persona al centro
Al cuore del documento si colloca una precisa idea di persona, richiamata dalla Costituzione e articolata in tre dimensioni fondamentali: identità, relazione e partecipazione. Siamo di fronte ad una visione fortemente operativa, che orienta l’intero progetto educativo. Proprio la dimensione relazionale, inscritta nel significato stesso della parola “persona”, offre una chiave interpretativa decisiva: l’individuo non è semplicemente colui che intrattiene relazioni con gli altri e con il mondo, ma è, in senso profondo, costituito dalle relazioni che costruisce, coltiva e promuove. Da qui discende il nesso stretto e strutturale tra persona, scuola e famiglia, concepite come una vera e propria rete dinamica di relazioni, che rappresenta il presupposto essenziale di ogni autentico processo educativo. Coerentemente con questa impostazione, il documento attribuisce un rilievo particolare all’educazione alle relazioni, all’empatia e al rispetto reciproco, promuovendo un’educazione orientata al riconoscimento e alla valorizzazione delle differenze individuali, in linea con quanto già indicato nelle più recenti Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, aggiornate nel 2024.
2. Talento come potenzialità situata
La scuola viene chiamata inoltre a promuovere lo sviluppo integrale della persona e dei suoi talenti, superando visioni elitarie o meritocratiche. Il concetto di talento, infatti, si colloca pienamente nel solco dell’articolo 3 della Costituzione, che impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano il pieno sviluppo della persona. Le stesse Indicazioni Nazionali precisano infatti che il talento non è una dote innata riservata a pochi, ma l’espressione dinamica e situata delle potenzialità di ciascuno, che si manifesta quando lo studente è messo nelle condizioni di attivare risorse cognitive, emotive e creative in risposta alle opportunità offerte dall’ambiente. In questa prospettiva, il talento fiorisce all’interno di un contesto educativo “capacitante”, atto cioè a riconoscere le possibilità di ogni alunno, sostenerne l’autonomia e stimolarne lo sviluppo. Anche in presenza di fragilità o svantaggio, un ambiente di questo tipo può innescare processi di crescita e di autorealizzazione inattesi, offrendo opportunità trasformative a ciascuno.
E’ nell’ambiente educativo capacitante che viene inquadrata la figura dell’insegnante come “magister”, come l’adulto cioè che ricopre una funzione essenziale: quella di guida autorevole capace di accendere e orientare il desiderio di apprendere dello studente. L’insegnante è punto di riferimento del percorso formativo, colui che sa accompagnare l’allievo verso le esperienze e i contenuti del curricolo, dando senso e direzione al suo percorso.
3. Conoscenze a fondamento delle competenze
Le nuove Indicazioni riportano al centro la conoscenza, nell’intento di riaffermare con decisione che questa è condizione imprescindibile per costruire competenze autentiche.
Recuperare e rilanciare il valore della conoscenza dei saperi essenziali nella scuola del primo ciclo è, per gli estensori del documento, una condizione strutturale per rendere credibile ed efficace l’intero percorso formativo. Senza basi culturali solide e condivise, ogni successivo sviluppo delle competenze rischia infatti di restare fragile. È per questo che, nella sezione dedicata alle singole discipline, le nuove Indicazioni Nazionali offrono spazio notevole alla dimensione delle conoscenze. In questa prospettiva, tuttavia, il documento, restando aperto all’autonomia delle scuole, invita a superare approcci di tipo enciclopedico, che accumulano nozioni senza costruire comprensione. Recuperando il principio classico del non multa, sed multum, le scuole sono chiamate a selezionare, approfondire e connettere i nuclei fondamentali delle discipline, offrendo agli studenti percorsi di conoscenza centrati sull’essenziale, ricchi di significato e capaci di mettere in relazione i diversi saperi. Non si tratta di ridurre ma di qualificare l’esperienza di apprendimento, orientandola verso ciò che realmente forma il pensiero, sostiene la comprensione del mondo e consente agli studenti di costruire un sapere trasferibile, critico e duraturo.
Nel loro insieme, questi tre pilastri restituiscono l’immagine di una scuola che integra dimensione educativa, sviluppo personale e solidità culturale in un progetto formativo unitario e coerente.