La salute è un bene di tutti i bambini – Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

La salute è un bene di tutti i bambini – Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

L’articolo 24 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza riconosce a tutti i bambini e le bambine, gli adolescenti e le adolescenti, il diritto alla salute e ai servizi medici e di riabilitazione:

“Gli Stati parti riconoscono il diritto del minore di godere del miglior stato di salute possibile e di beneficiare di servizi medici e di riabilitazione. Essi si sforzano di garantire che nessun minore sia privato del diritto di avere accesso a tali servizi”.


La Convenzione, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni unite il 20 novembre 1989, per la prima volta riconosce i diritti dei bambini degli adolescenti. Sono 196 i Paesi che l’hanno ratificata (esclusi gli Stati Uniti), impegnandosi così a garantire il rispetto dei diritti presenti nella Convenzione. Il 20 novembre è anche il giorno in cui si celebra la Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, giornata istituita nel 1954 dalle Nazioni Unite.

Non tutti vedono tuttavia rispettati i propri diritti. Secondo l’Unicef, sono 365 i milioni di bambini e adolescenti che nel mondo non hanno accesso ai servizi primari, come l’istruzione e la sanità, un problema che riguarda in particolare i Paesi in via di sviluppo.
In Italia, sebbene la situazione sia migliore rispetto a molti Paesi nel mondo, sono presenti problemi legati agli stili di vita e al benessere psicologico.

Stili di vita poco salutari

Si stima che in Italia, tra il 2017 e il 2018, un bambino o un adolescente su quattro di età compresa tra i 3 e i 17 anni era in sovrappeso. L’Istat, nelle sue analisi, ha sottolineato sia le diversità territoriali, con una percentuale maggiore di bambini e adolescenti in sovrappeso nelle regioni del Sud d’Italia, sia le differenze di genere, con percentuali più alte fra i maschi.
Tra le cause ci sono abitudini alimentari non sane e la poca attività fisica svolta da bambini e adolescenti. Secondo un Report dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) che analizza i dati relativi al biennio tra il 2017 e il 2018, più di metà dei ragazzi e delle ragazze di 15 anni non mangiava frutta e verdura ogni giorno, mentre uno su otto beveva quotidianamente bevande zuccherate. L’Italia è inoltre, tra i Paesi Ocse, lo Stato con i dati peggiori per quanto riguarda l’attività fisica: solo il 12,5% dei bambini di 11 anni e il 5,5% degli adolescenti di 15 anni praticano almeno un’ora al giorno di sport o attività fisica moderata, seguendo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Altre abitudini rischiose per la salute sono il fumo e il consumo di alcol. Il Rapporto ASviS 2021 evidenzia che in Italia il numero di fumatori giovani è rimasto alto negli ultimi anni: un adolescente su tre tra i 14 e i 17 dichiara di aver fatto uso di tabacco. Per quanto riguarda il consumo di alcol, i dati dell’Istat del 2020 dimostrano che il 18,5% dei bambini e dei ragazzi fra gli 11 e i 17 anni ha bevuto almeno una bevanda alcolica nell’ultimo anno.

Benessere e salute mentale a rischio maggiore a causa del Covid-19

L’isolamento e le tensioni in famiglia hanno aumentato i livelli di stress a cui sono sottoposti bambini e adolescenti con effetti negativi sul loro benessere e la loro salute mentale. Una indagine di Telefono azzurro e Doxa Kids ha studiato l’impatto dell’emergenza sanitaria sui comportamenti degli adolescenti. Il 30% dei genitori, si legge nel rapporto, ha notato nei propri figli un uso eccessivo dei social network e il 18% ha osservato comportamenti di isolamento e ritiro sociale. Il 25% dei genitori inoltre ha visto cambiamenti nell’alimentazione e nel ciclo sonno-veglia. Le conseguenze della pandemia si riflettono su una situazione già allarmante: nel 2019, secondi i dati di uno studio dell’Unicef, in Italia il 16,6% dei bambini e degli adolescenti di età compresa fra i 10 e i 19 anni soffriva di disturbi psichici come ansia e depressione.
Un altro elemento da tenere in considerazione riguarda l’impatto, non ancora quantificabile, della pandemia sui casi di maltrattamento su bambini e adolescenti. Anche nella distribuzione di questo fenomeno si evidenziano delle differenze territoriali: un rapporto pubblicato dal Cesvi dimostra che le regioni del Sud d’Italia presentano tassi di rischio di maltrattamento più elevati e una minore offerta di servizi. Si aggiungono anche i casi di violenza indiretta, in cui i figli e le figlie assistono ad episodi di violenza sulla propria madre, e i rischi legati alla pedopornografia online, aggravati dall’ampio utilizzo di internet nei mesi della pandemia.

A questo link è possibile scaricare alcuni materiali didattici utili in classe https://asvis.it/educazione-allo-sviluppo-sostenibile/

Guarda le videolezioni del ciclo Oltre il 2030, organizzato in collaborazione con ASviS: https://formazione.deascuola.it/oltre-il-2030/

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