Educare al pensiero e alla comprensione

Educare al pensiero e alla comprensione

Quanto spesso citiamo la comprensione nelle nostre conversazioni professionali e nelle nostre progettazioni didattiche o discutiamo dell’importanza per i nostri studenti di imparare a pensare? Spessissimo. La comprensione e l’educazione al pensiero rappresentano universalmente degli obiettivi fondamentali di ogni istituzione educativa, eppure, in sistemi scolastici tradizionali, basati sulla didattica della trasmissione e della riproduzione della conoscenza, non esistono strategie intenzionali per supportarne l’apprendimento.

La comprensione, intesa come capacità di pensare utilizzando in modo flessibile conoscenze e abilità, ha bisogno di strumenti e strategie per essere adeguatamente attivata.

Ci siamo mai interrogati, ad esempio, su quali processi di pensiero siano fondamentali per la disciplina che insegniamo? Come insegnare a pensare come un matematico, un fisico, uno storico?

Se siamo legati a pratiche didattiche basate sulla memorizzazione e riproduzione di conoscenze, abituati ad insegnare “sulla” disciplina e non “la” disciplina, molto probabilmente non ci saremo mai posti queste domande, occupati a mettere insieme liste di contenuti da trattare nel corso dell’anno.

Nonostante autorevoli esponenti della cultura, come Edgard Morin e Howard Garner, da più di vent’anni abbiano espresso l’esigenza di una riforma dei sistemi educativi basata su un solido progetto culturale che si interroghi sui bisogni della società complessa del XXI secolo, la scuola vive ancora saldamente ancorata al feticcio dei programmi.

Sulla carta elaboriamo curricoli per competenze, che poi difficilmente sappiamo mettere in atto nella quotidianità, talvolta perchè non siamo adeguatamente formati, talvolta per timore di abbandonare un sentiero tracciato, senza avvederci che demotivazione, dispersione scolastica, abbandono e insuccesso sono conseguenza anche di questa nostra difficoltà a promuovere apprendimento significativo e motivante.

Howard Gardner, sul finire degli anni ’90, ha messo in guardia sui rischi di un’educazione basata principalmente su inventari di conoscenze e abilità da coprire integralmente, denunciando come la pretesa di presidiare un fronte in costante e rapidissima espansione, come quello delle conoscenze, sia perdente in partenza e ha progettato una pedagogia della comprensione.

Seguendo il suo pensiero alcuni ricercatori del gruppo Project Zero della Harvard Graduate School of Education, hanno messo a punto un progetto, frutto di una ricerca quinquennale, chiamato Visible Thinking. Il Visible Thinking offre degli strumenti pratici, di facile impiego, per alimentare processi di pensiero trasversali alle discipline, utili in generale alla comprensione profonda: ragionare con evidenze, formulare ipotesi dall’osservazione, fare collegamenti, elaborare spiegazioni e interpretazioni, comprendere differenti prospettive e punti di vista, cogliere i punti nodali di un pensiero, farsi domande e andare oltre la superficie delle cose scoprendo la complessità. I dispositivi inizialmente proposti dal gruppo di ricerca si sono andati via via arricchendo per supportare altri processi di pensiero, funzionali al problem solving e al decision making.

Tutti in ogni caso hanno il pregio di perseguire più obiettivi: non solo insegnare processi di pensiero, ma anche renderli visibili, al docente e al discente. Dare evidenza al pensiero, dal lato degli studenti, significa praticare la metacognizione, renderli consapevoli di come funziona il pensiero e di come possa essere correttamente orientato, mentre al docente fornisce evidenze per osservarne i processi e praticare la valutazione, sommativa o formativa.

Per scoprire di più su come utilizzare tecniche per rendere visibile il pensiero, favorendo la comprensione profonda dello studente, puoi seguire il mio modulo all’interno del corso online “Metodologie didattiche innovative” che approfondisce tutte queste tematiche.

METODOLOGIE DIDATTICHE INNOVATIVE
Formatori: A. Benassi, C. Calliero, M. Capellino, M. Castoldi, M.Comoglio, S. Consegnati, S. Degasperi, F. Iaia, A. Rucci, 
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