
L’angolo del libraio: la rubrica di suggerimenti di lettura per il biennio.
Ogni mese un consiglio di lettura per studenti e studentesse del primo biennio della scuola secondaria di secondo grado, con proposte di attività didattiche e spunti di riflessione da portare in classe: un modo per incuriosire ragazze e ragazzi e suscitare in loro il piacere di leggere attraverso le appassionanti recensioni di un vero libraio.

Ci sono storie che non chiedono di essere comprese subito. Chiedono, piuttosto, di essere attraversate. Elos, albo illustrato di Federica Ortolan e Gianluca Garofalo, pubblicato da Edizioni Corsare nell’aprile di quest’anno, appartiene a quella rara categoria di libri che comunicano con le parole, ma anche con i silenzi, con gli spazi bianchi e con ciò che resta sospeso tra una pagina e l’altra. È una lettura che invita a rallentare e ad accettare che alcune domande non abbiano risposte immediate.
Al centro del racconto c’è un protagonista che attraversa un dolore difficile da nominare, una sofferenza che lo porta progressivamente ad allontanarsi dalle altre persone e dalla vita stessa. È una storia che richiama quella di tante ragazze e tanti ragazzi che oggi si chiudono nel proprio silenzio, nella convinzione che nessuno possa comprendere ciò che stanno attraversando.
Elos è un libro che non giudica e non offre spiegazioni semplici: costruisce, invece, uno spazio di ascolto, ricordandoci quanto sia importante imparare a riconoscere la fragilità prima che diventi invisibile.
La scrittura di Federica Ortolan procede sul confine tra narrazione e poesia, trasformando ogni frase in un’immagine capace di lasciare un’eco profonda. Le parole si intrecciano in neologismi e accostamenti inattesi che sorprendono e dimostrano come il linguaggio possa ancora trovare forme nuove per raccontare le emozioni più difficili. È una scrittura che richiede attenzione, ma restituisce pagine di grande intensità. Accanto al testo, le illustrazioni di Gianluca Garofalo non si limitano ad accompagnare la storia: la ampliano. Il dialogo tra colori caldi e freddi, insieme all’uso degli spazi bianchi, crea uno spazio sospeso in cui realtà e immaginazione sembrano fondersi. È proprio nell’incontro tra parole e immagini che Elos rivela la propria forza: nessuno dei due linguaggi dice tutto, ma entrambi lasciano a chi legge la libertà di completare il racconto con la propria sensibilità.
L’opera si segnala per la molteplicità di letture possibili e per la capacità di parlare a un pubblico di tutte le età, affrontando temi complessi con una profondità che supera ogni etichetta. La semplicità delle sue pagine è solo apparente: dietro ogni immagine e ogni parola si nasconde un invito a osservare con maggiore attenzione se stessi e gli altri. Leggere Elos significa concedersi il tempo di sostare nelle emozioni, anche in quelle meno felici. È un libro delicato e potente insieme, che parla di cura, rispetto e speranza senza trasformarsi in una lezione. E ricorda che, talvolta, il gesto più importante è semplicemente scegliere di restare accanto a chi sembra essersi perduto nel proprio silenzio.
“Elos aveva visto. Tutti sapevano che aveva visto”
Elos, di Federica Ortolan e Gianluca Garofalo
Attività
RIFLESSIONE E CONFRONTO IN CLASSE
1. Dopo la lettura dell’albo, riflettete insieme sul modo in cui Elos racconta emozioni difficili senza darne una rappresentazione stereotipata. Soffermatevi su una pagina, un’illustrazione o una frase che vi ha colpito e provate a raccontare perché vi sia rimasta impressa: è stato il testo, l’immagine, il colore, uno spazio bianco o ciò che non viene detto?
2. Confrontatevi in classe su quanto sia facile o difficile riconoscere il disagio di una persona quando non viene espresso con le parole. Esistono gesti, silenzi o piccoli cambiamenti che possono diventare segnali importanti? Concludete la discussione riflettendo su quale ruolo possano avere l’ascolto, la presenza e l’attenzione verso gli altri nella vita quotidiana, a scuola e fuori.
SCRITTURA CREATIVA
3. Ispirandovi al dialogo tra parole e illustrazioni che caratterizza Elos, realizzate una doppia pagina di un albo illustrato dedicata a un’emozione difficile da raccontare (paura, nostalgia, solitudine, speranza, rabbia…). Potete scegliere liberamente come costruire le pagine: utilizzando fotografie o immagini preesistenti (ritagliate da riviste, giornali, libri destinati al macero o stampate), realizzando disegni originali oppure combinando queste tecniche in un collage che integri materiali diversi. Scrivete poi un breve testo composto da poche frasi essenziali ma capaci di far risuonare ulteriormente le immagini. I colori, gli oggetti, i gesti, gli spazi bianchi, tutto concorre a generare senso. Al termine, osservate il vostro lavoro e chiedetevi se parole e figure raccontano la stessa storia oppure se, insieme, aprono significati nuovi, lasciando a chi legge la libertà di immaginare come completare il racconto.
L’angolo del libraio, dal cartaceo al digitale: una rubrica nata nell’antologia Immaginaria e che prosegue, ogni mese, sul nostro blog. A presto per un nuovo consiglio di lettura!