Questo l'hai letto? #14
‘The Frozen Boy’ di Guido Sgardoli

‘The Frozen Boy’ di Guido Sgardoli

Questo l’hai letto? è la rubrica di consigli di lettura di DeA Scuola.
Ogni mese un suggerimento di lettura per gli studenti della scuola secondaria di primo grado, corredato di materiali per le attività in classe: un utile strumento per la didattica dell’italiano e per sviluppare nei ragazzi il piacere di leggere.

Perché leggere questo libro. Il primo motivo per cui leggere The Frozen Boy è perché si tratta di un romanzo bellissimo, intenso, commovente e originale. Una certa complessità nella scansione temporale della vicenda e un linguaggio alto, ricco di figure retoriche, lo rendono un libro adatto a lettori già esperti, ma si presta benissimo a una lettura ad alta voce, grazie alla quale la mediazione dell’insegnante può aiutare i ragazzi ad avvicinarsi al testo e, soprattutto, a incontrare una vicenda che fa pensare, che coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina in un vortice di emozioni. 

« Immaginare poteva essere un buon punto da cui ripartire.»

Guido Sgardoli, The Frozen Boy, Edizioni San Paolo, 2011, pp. 208

La vicenda.
Robert Warren è un fisico la cui vita è schiacciata da due macigni: il senso di colpa per aver contribuito alla realizzazione della bomba atomica e il dolore per la morte del figlio. Anche il suo matrimonio è naufragato e ora si trova da solo a chiedersi spesso qual è il senso della sua vita.
È il 1946 e Robert Warren lavora in una sperduta base scientifica fra i ghiacci della Groenlandia dove sta portando avanti, senza troppa convinzione, alcuni studi. Un giorno decide di lasciare la base e di recarsi tra i ghiacci su una spiaggia, lasciando che sia il destino a stabilire che cosa ne sarà di lui. Ad un tratto, il suo sguardo viene catturato da un luccichio che proviene dall’interno di una enorme lastra di ghiaccio che sta galleggiando sull’oceano.

Quando la lastra viene recuperata e portata alla base, al suo interno si trova un corpo: il corpo di un bambino perfettamente conservato. Incredibilmente, o miracolosamente, si scopre che è ancora vivo e quando Robert Warren capisce che rischia di diventare un fenomeno, oggetto di chissà quali studi ed esperimenti, aiutato dal medico della base che, come lui, ha preso a cuore il piccolo proprio perché è solo un bambino, prende una decisione destinata a cambiargli radicalmente la vita. E così, con un’azione rocambolesca, inizia il viaggio del professore e del bambino, un viaggio non solo geografico ma anche metaforico: lo scienziato si affeziona a questo ragazzo di cui a poco a poco si scopre la storia, una storia incredibile e terribile, vissuta in un tempo lontanissimo da quello presente, che fa da sfondo alla nascita e allo sviluppo di un legame profondo fra i due. Finale sorprendente e poetico, come tutto il resto del romanzo. 

Attività

1) Copertine create da te
Questa è un’attività di produzione grafica e scritta da svolgere individualmente. 
Immagina di essere un grafico e di dover creare una copertina alternativa per il romanzo e di produrre due/tre tavole che ne illustrino i passaggi più significativi che dovrai arricchire scegliendo dal testo le frasi più adatte a commentare quanto hai rappresentato. In un breve testo personale, spiega poi i motivi delle tue scelte. 

2) Incontro con l’autore
Questa attività è un compito di realtà. Si svolge in due fasi: una individuale e una a coppie. 

Fase 1: ogni ragazzo elabora una scaletta dell’incontro e prepara una serie di domande che sottoporrebbe all’autore.
Fase 2: i ragazzi formano le coppie e si dividono i ruoli: uno sarà l’intervistatore, l’altro fingerà di essere l’autore.
A questo punto si dispone l’aula con due sedie isolate, davanti alle altre disposte come se si dovesse ospitare un pubblico di spettatori.
La scaletta dell’incontro deve prevedere una chiara scansione dei tempi e descrivere anche il canovaccio dell’incontro:

  • Arrivo e accoglienza dell’ospite
  • Saluto e ringraziamenti
  • Introduzione all’intervista con brevi cenni al libro e al suo contenuto
  • Domande da sottoporre all’autore
  • Richiesta di intervento del pubblico (a questo punto, l’intervistatore diventa moderatore del dibattito).


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