
Ci sono storie che, prima ancora di essere scoperte, si fanno già desiderare.
Un bel trailer cinematografico può farci morire dalla voglia di comprare il biglietto per vedere il film dall’inizio alla fine, il nuovo capitolo di una popolare saga letteraria può far assiepare lettrici e lettori in libreria. La storia non è ancora cominciata, eppure già nutriamo aspettative, coltiviamo desideri, ci chiediamo che cosa potrebbe accadere.
E se provassimo a ricreare questa stessa attesa febbrile nelle ore di antologia? Con La collana di Guy de Maupassant, un classico della narrativa naturalista, possiamo mettere in scena un vero e proprio laboratorio di investigazione narrativa, provando a suscitare altrettanta appassionata curiosità anche nelle nostre classi.
Detective di storie
Come fare, concretamente?
Prima ancora di leggere una sola riga del racconto, presentiamo alla classe alcuni oggetti intorno ai quali ruota la vicenda. Nel caso della Collana, potrebbero essere un invito a un ballo, un abito da sera, una collana di diamanti, una cambiale, un secchio d’acqua per pulire i pavimenti. Possiamo mostrarli sulla LIM, scegliendo le immagini online, distribuire delle stampe o ancora – più semplicemente – elencarli e lasciare a studentesse e studenti il compito di immaginarli. Spieghiamo poi che questi oggetti appartengono alla stessa storia, ma che saranno loro a doverla ricostruire, decidendo chi sono i personaggi, che cosa fanno e come potrebbe andare a finire.
Dividiamo la classe in gruppi da tre e assegniamo a ciascun membro un compito complementare a quello degli altri, distribuendo così le operazioni mentali che servono a strutturare la fabula:
- l’ispettore o l’ispettrice avrà il compito di interrogare gli oggetti per ricostruire l’ambientazione, l’epoca, la condizione sociale… Possiamo aiutarlo con qualche domanda guida, ad esempio: a chi potrebbero appartenere? In che epoca e in che ambiente sociale potremmo trovarli? In che modo potrebbero essere collegati tra loro?
- lo psicologo o la psicologa costruisce l’identikit dei personaggi, le relazioni che li legano, le fragilità e i conflitti interiori o interpersonali. Che cosa desidera disperatamente il/la protagonista e cosa è disposto o disposta a fare per ottenerlo? Di chi o di che cosa ha più paura? Quale ostacolo impedisce di raggiungere il suo obiettivo?
- il commissario o la commissaria ricostruisce gli eventi e li dispone in una sequenza logica e cronologica: quale evento dà inizio alla vicenda? Quando entrano in scena gli oggetti? Qual è la conclusione a cui conduce la catena degli eventi o, invece, la più originale?
I ruoli possono essere assegnati per estrazione (con un sorteggio di carte-ruolo, o anche semplicemente lanciando un dado), a rotazione (se si intende riproporre l’attività per altri racconti) oppure a scelta dell’insegnante per valorizzare una propensione di un membro del gruppo o allenare un suo punto debole.
Imparare a leggere intessendo trame
A turno, ciascun membro si assume la responsabilità di condurre efficacemente una fase del lavoro. Ogni dieci minuti (ma la durata può variare in base alla classe a cui ci rivolgiamo e al tempo che abbiamo a disposizione), il responsabile regola i turni di parola, monitora lo scorrere del tempo e prende le decisioni finali, mediando compagni e compagne per garantire una serena collaborazione.
Nella prima fase, chi conduce l’ispezione guida il lavoro: pone le domande al gruppo, formula possibili risposte, valuta e accoglie quelle degli altri membri della squadra e prende appunti. Allo scadere del tempo, l’egida della seconda fase passa allo/a psicologo/a, che coordina il lavoro per dare un volto e un cuore ai protagonisti, tenendo traccia delle proposte più convincenti. Nella terza fase, il testimone passa al/alla commissario/a, che parte dalle basi già predisposte per orchestrare oggetti e personaggi all’interno di una vicenda dotata di senso. Ed eccoci così alla quarta e ultima fase: adesso, la leadership è condivisa e i tre detective tirano le somme del lavoro precedente. Come? Trasformando gli appunti presi in una storia. Invece di chiedere un testo scritto, che rischierebbe di impantanarsi nella lentezza della stesura, chiediamo di abbozzare una scaletta e, a partire da questa, registrare un racconto corale di circa tre minuti, usando il microfono di un unico smartphone per gruppo.
L’ispettore/ispettrice descrive l’epoca dei fatti e l’ambientazione; lo/a psicologo/a presenta i personaggi; infine, il/la commissario/a narra la vicenda. Gli audio potranno essere ascoltati in ordine casuale dall’intera classe, per poi essere messi a confronto tra loro evidenziando analogie e differenze, tratti di originalità, echi della cultura pop…
Capiamoci: è ovvio che nessuna squadra ricostruirà la trama ideata da Maupassant. E va benissimo così, anzi, è esattamente ciò che deve accadere: lasciare i gruppi liberi di tessere la loro trama, senza l’ansia di dover prevedere il contenuto del racconto. A questo punto, il terreno per la lettura è pronto e la curiosità alle stelle. L’insegnante potrà riassumere alla lavagna le due o tre direzioni più curiose emerse dalle ipotesi di studenti e studentesse per poi aprire finalmente l’antologia e iniziare a leggere il racconto di Maupassant. Al termine della lettura, di questo racconto o di qualsiasi altra storia, non solo scopriremo quali gruppi si sono avvicinati maggiormente alla trama del modello, ma anche chi se ne è allontanato maggiormente, e potremo riflettere insieme sui meccanismi messi in gioco da ciascun gruppo e dall’autore prescelto.
Per concludere l’esperienza in modo gratificante, possiamo proporre una valutazione tra pari, prevedendo una rosa di riconoscimenti diversi, calibrata in modo che ciascun gruppo riceva un premio su misura. Invitiamo studentesse e studenti a votare le registrazioni (con le uniche regole di non poter votare la propria versione e di non poter assegnare più di un premio a ciascun audio). Possiamo prevedere il premio per la maggior somiglianza al racconto, quello per la trama più originale, quello per la miglior interpretazione, quello per il miglior personaggio maschile e femminile, quello per il colpo di scena più efficace… In questo modo, ogni squadra vede riconosciuto il valore specifico del proprio contributo, e al contempo rifletteremo su quali sono gli ingredienti di una storia che funziona.
L’ora di antologia smette così di essere un commento passivo (e, a volte, anche noioso) di un testo calato dall’alto e si trasforma in un laboratorio di scrittura e apprendimento, in cui studentesse e studenti imparano a conoscere gli ingranaggi della storia, sperimentando sulla propria pelle la fatica e il fascino di idearne una propria. Del resto, le storie si fanno desiderare prima ancora di essere scoperte, e quelle che abbiamo provato a inventare noi, forse ancor di più.