A scuola con i changemakers #13
La prevenzione sui Disturbi del Comportamento Alimentare passa tra i banchi di scuola

La prevenzione sui Disturbi del Comportamento Alimentare passa tra i banchi di scuola

Tra i banchi di scuola nascono relazioni e amicizie, tra gli sguardi dei compagni molti di noi cominciano a fare esperienza del proprio sé, del proprio corpo nella socialità. C’è poi chi, come me, tra quei banchi, al terzo anno di liceo, si è trovata ad affrontare un Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA). 

I dati ci mostrano che a soffrire di queste malattie sono in particolare gli adolescenti. Sebbene il 58% abbia un’età compresa tra i 13 e i 25 anni (Istituto Superiore di Sanità), è importante sottolineare che i DCA non fanno distinzione d’età né di sesso. Secondo le stime riportate dal Ministero della Salute, le persone che soffrono di DCA in Italia sono più di 3 milioni. 

Da adolescenti trascorriamo molto tempo a scuola, il luogo dei primi incontri con l’altro, dei primi confronti con amici e insegnanti; il luogo in cui cominciamo a comprendere qualcosa di più su chi siamo o chi vorremmo essere. E proprio la scuola, gli insegnanti e il gruppo classe possono essere un importante fattore di protezione e di supporto per chi vive un DCA. 

Consapevoli di questo e dell’importanza di svolgere attività di prevenzione e informazione sui Disturbi Alimentari e più in generale sulla salute mentale, con Animenta ogni anno creiamo laboratori didattici nelle scuole medie e nei licei.  

Perché lo facciamo? Perché è necessario accendere riflessioni attive e partecipate sulla consapevolezza di sé e del proprio corpo senza dimenticare di porre l’accento sulla tematica “dell’altro”, protagonista essenziale del percorso di realizzazione del sé. 

Creare uno spazio sicuro dove dialogare e confrontarsi con studenti, studentesse ed insegnanti non si improvvisa, anzi, richiede un impegno importante da parte di tutta la comunità educante. Bisogna affidarsi a dei professionisti capaci sia di parlare di DCA in modo completo sia esperti nella creazione e gestione di spazi dove il giudizio è sospeso e il dialogo è lasciato fluire naturalmente. 

La scuola rappresenta un importante punto di connessione non solo con i giovani, ma soprattutto con il mondo degli adulti. Dalla nostra esperienza con più di 2000 tra studenti e studentesse su territorio nazionale, questi momenti di scambio rappresentano un punto di partenza per stimolare conversazioni anche nelle sale professori, nei consigli di classe, nei ricevimenti con i genitori e nei contesti familiari. Sono numerosi i docenti e gli studenti che decidono di replicare alcune attività portate in classe da Animenta e aprire il dialogo su queste tematiche a casa o nelle attività extra-scolastiche. 

 
Sia docenti che studenti e studentesse ci chiedono spesso “se un mio alunno/a o amico/a soffre di un disturbo alimentare, cosa posso fare per aiutarlo?”. Una risposta univoca non esiste, spesso ci perdiamo mentre cerchiamo di capire cosa e come fare, non considerando che la persona a cui vogliamo offrire il nostro aiuto ha bisogno di qualcuno che veda e riconosca la sua fatica e semplicemente le stia accanto sospendendo il giudizio, nel rispetto di cosa sta provando, anche se non può comprenderlo fino in fondo.  

Stimolare la discussione e la consapevolezza dei ragazzi e degli insegnanti sui DCA è un passo importante per affrontare a livello sistemico una delle patologie più diffuse e complesse dei nostri giorni. Fare in modo che insegnanti, educatori, ragazzi e ragazze riescano a riconoscere eventuali campanelli di allarme è un aspetto fondamentale per poter avviare tempestivamente un percorso di cura, che, nel caso dei DCA, prevede il coinvolgimento di un’equipe multidisciplinare e combina psicoterapia e riabilitazione nutrizionale.   

E’ fondamentale lavorare per rendere la scuola un luogo dove si possa chiedere aiuto senza paura, dove si possa comprendere e far comprendere il valore della vulnerabilità, come parte di ogni cambiamento. 

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