Indicazioni Nazionali: per saperne di + #12
Le nuove Indicazioni Nazionali per l’Educazione fisica

Le nuove Indicazioni Nazionali per l’Educazione fisica

L’Educazione fisica rappresenta un ambito didattico complesso che usa le interazioni fisiche, cognitive, emotive e sociali del corpo in azione. Una didattica che impegna gli alunni in tutta la loro persona che è anche fatta di corporeità ed emozioni.

Le nuove Indicazioni Nazionali per l’Educazione fisica, che entrano in vigore a partire dall’a.s. 2026/27, probabilmente segneranno un passaggio nelle modalità di interpretazione della disciplina.

Un distacco dalla visione puramente performativa-atletica verso una concezione più olistica. Una disciplina che a pieno titolo deve concorrere alla formazione completa della persona attraverso la molteplicità di connessioni interdisciplinari che offre con gli altri saperi.

Le nuove Indicazioni Nazionali, infatti, la definiscono come una disciplina intrinsecamente interdisciplinare, capace di intrecciarsi con altri insegnamenti per sviluppare competenze trasversali.

In questa nuova visione, lo sport non è il “fine ultimo” dell’insegnamento, l’obiettivo da raggiungere non più il cosiddetto “gesto tecnico” fine a se stesso ma come mezzo educativo per sviluppare competenze più ampie attraverso il movimento. In pratica, la disciplina deve maggiormente aiutare lo studente a percepire e conoscere il proprio corpo per mantenerlo in salute.

Le nuove Indicazioni Nazionali, inoltre, suggeriscono di interpretare, realmente, l’Educazione Fisica come un cruciale momento per l’inclusione: l’attività motoria, se progettata, guidata e sostenuta da un docente, può diventare uno spazio privilegiato per la valorizzazione delle diversità e la mediazione positiva di rapporti interpersonali. Inoltre, essendo una disciplina curriculare, deve prevedere esperienze motorie accessibili a tutti, qualunque siano le competenze individuali di partenza o il contesto socio-economico. 

Le nuove Indicazioni Nazionali, infatti, cercano di sottolineare che lo scopo della disciplina è condurre tutti gli studenti verso un’alfabetizzazione motoria cioè pongono l’accento sulla capacità dell’allievo di organizzare e costruire la corporeità in una prospettiva di benessere duraturo. Non si tratta solo di muoversi in palestra, ma di acquisire abilità, conoscenze e competenze orientate allo sviluppo di stili di vita attivi e salutari, all’agire in gruppo secondo fair play, a collaborare per uno scopo comune e a collocare l’esperienza nel proprio contesto ambientale, praticando attività motorie anche non strutturate e non necessariamente competitive.

Infine, si può dire che l’Educazione Fisica può diventare una palestra di cittadinanza. Attraverso il lungo allenamento educativo all’autogoverno e al rispetto delle regole dei giochi, l’allievo può interiorizzare il senso del limite e un’etica del rispetto verso il prossimo. Per esempio, le attività cooperative e i giochi di ruolo possono diventare strumenti essenziali per:

  • assumersi responsabilità all’interno di un gruppo ovvero essere consapevole del proprio ruolo, collaborando e interagendo con il gruppo, riconoscendo e gestendo gli errori senza scaricare le colpe ad altri;
  • valorizzare le proprie e le altrui risorse e quindi riconoscere i punti di forza e debolezza su sé stessi e sugli altri, collaborando alla realizzazione di un ambiente positivo e inclusivo; 
  • apprendere e applicare le regole del fair play attraverso le esperienze sportive realizzate a scuola che andranno oltre il semplice risultato, basate piuttosto su onestà, integrità e rispetto;   
  • gestire le proprie emozioni nelle situazioni competitive o di gioco, ciò significa riconoscerle, accettarle e canalizzarle in modo da poter vivere l’esperienza motoria/sportiva positiva;
  • sviluppare competenze di problem solving che si concretizza nella capacità di definire e analizzare, anche in tempi rapidi, un problema per trovare delle soluzioni efficaci, prima con esperienze semplici per passare gradualmente a quelle più complesse che comportano pianificazione motoria, creatività e presa di decisione anche sotto pressione;
  • individuare collegamenti e relazioni tra attività fisica e wellness e quindi saper riconoscere come lo sviluppo delle capacità coordinative e condizionali migliorino la salute, sia fisica in senso di efficienza e prevenzione, sia mentale con innalzamento dei livelli di autostima e gestione dello stress. 

In conclusione, le nuove Indicazioni Nazionali trasformano l’ora di Educazione fisica in un laboratorio di formazione integrale, dove il movimento diventa il perno attorno al quale ruotano salute, inclusione, scienza, rispetto e, soprattutto, consapevolezza della propria crescita in spazi e tempi strutturati e non.

Per approfondire l’argomento ti invitiamo a iscriverti al webinar gratuito con il prof Lovecchio e il prof Diana:  
27/02/26 ore 17:00, Le nuove Indicazioni Nazionali per Educazione Fisica

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