
Dato il legame indissolubile tra lingua e cultura, la contestualizzazione culturale non è solo un’opzione, ma una componente necessaria per una piena comprensione linguistica e comunicativa.
Questa prospettiva inclusiva riconosce la diversità come una risorsa intrinseca della classe e della società, trasformando le sfide poste dalla multiculturalità in opportunità di crescita e arricchimento per tutti i partecipanti al processo educativo.
In tal senso l’educazione plurilingue risponde alle richieste del mondo formativo e lavorativo odierno, in cui le competenze linguistiche sono sempre più richieste e la conoscenza di più lingue e dei relativi orizzonti culturali aumenta le opportunità di inserimento in istituzioni di alta formazione e nel mondo del lavoro, in particolare in Italia, da sempre crocevia di scambi culturali, commerci e relazioni internazionali, movimenti migratori, ormai espansi su scala globale.
La lingua inglese si articola in una pluralità di varietà, ciascuna delle quali apre la strada a tesori culturali diversissimi tra loro: questa lingua ha, per così dire, una vocazione locale e globale al tempo stesso. È la lingua viva di molti popoli diversi ed è anche un importante strumento di dialogo interculturale tra popoli e individui per i quali l’inglese non è lingua madre. Con la necessaria gradualità, dunque, le varietà dell’inglese (dal punto di vista sociolinguistico, ma anche lessicale, sintattico e fonologico) saranno valorizzate nella loro pluralità.
L’inserimento di una seconda lingua straniera comunitaria risponde alla necessità di fornire a studenti e studentesse una prospettiva davvero interculturale, che, nel caso del francese e del tedesco, si collega anche alla presenza di significative minoranze linguistiche sul territorio delle regioni della Valle D’Aosta e del Trentino-Alto Adige. In particolare, l’apprendimento dello spagnolo consente agli studenti di entrare in contatto con una vasta comunità di parlanti nativi, sparsa su tutti i continenti, in paesi che hanno inoltre anche solidi legami con la cultura italiana. Lo studio della lingua spagnola consente infatti di comprendere meglio le profonde relazioni storiche e culturali con la Spagna e permette anche l’integrazione di giovani di origine latinoamericana che sono ormai presenti nelle scuole italiane, favorendone la partecipazione e l’inclusione nei percorsi formativi. La lingua francese è parlata in paesi che costituiscono realtà europee nazionali importanti come la Francia, il Belgio, la Svizzera, ed è anche diffusa in diversi spazi americani e africani. Particolarmente intensi sia nel tempo che nell’entità all’interno della dimensione europea, scambi e contatti si sono intensificati in tempi più recenti con la realtà canadese francofona. Anche i contatti fra culture romanze e germaniche caratterizzano in profondità l’intero arco diacronico e la lingua tedesca ha specificità lessicali e morfosintattiche che la rendono particolarmente adatta all’apprendimento dopo l’inglese e alla conduzione preliminare o in parallelo con lo studio delle lingue classiche.
Nella piena libertà e autonomia dei docenti nella scelta delle metodologie didattiche, le nuove linee guida propongono dei percorsi da valorizzare. Per esempio, in linea con la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning), che prevede l’integrazione della lingua straniera con altre discipline, le indicazioni relative alla lingua inglese e alla seconda lingua comunitaria favoriscono la creazione di situazioni reali in cui la lingua venga utilizzata per risolvere problemi, analizzare informazioni e sviluppare competenze interdisciplinari. Tra le altre strategie didattiche, sono citati l’approccio comunicativo e lessicale, quello pragmatico e comparativo, l’apprendimento basato sull’esperienza (experiential learning) e altre metodologie. È incoraggiato, fin dai primi anni scolastici, l’uso dei testi letterari in lingua straniera e la media literacy, la capacità di distinguere fonti attendibili da quelle manipolate o false, sviluppando pensiero critico e consapevolezza. Strumenti di telecollaboration ed e-Twinning promuovono lo scambio culturale tra studenti di diverse nazionalità, incentivando l’uso della lingua in contesti autentici.
Inoltre, come è dimostrato da moltissimi studi, l’utilizzo di materiali audiovisivi nell’insegnamento delle lingue straniere porta enormi benefici dal punto di vista della listening comprehension, della reading comprehension, della pronuncia, della capacità di esprimere i propri pensieri e di stimolare una riflessione contrastiva tra l’italiano e le altre lingue. Se filmati di vario genere sono da tempo utilizzati nella didattica dell’inglese e anche previsti nei libri di testo adottati nelle scuole, le nuove indicazioni nazionali intendono dare enfasi alle potenzialità didattiche della traduzione audiovisiva attraverso i sottotitoli (anche quelli SDH, sottotitoli per non udenti), le audiodescrizioni (concepite come ausilio per le persone cieche e ipovedenti) e anche il doppiaggio, garantendo che l’apprendimento sia alla portata di tutti e tutte, nessuno escluso. È un’epoca in cui gli studenti apprendono le lingue anche attraverso strumenti informali ed è importante che anche nell’insegnamento formale in classe si tenga conto delle potenzialità di questo tipo di acquisizione e le si integrino nella pratica scolastica.
È forse superfluo ricordare l’importanza dell’accesso a software e piattaforme specifiche che facilitano anche l’inclusione di studenti con bisogni educativi speciali. Superfluo perché questi strumenti sono già utilizzati da molti insegnanti, ma è vero che, per seguire i più recenti sviluppi tecnologici, l’introduzione guidata agli strumenti di machine translation e di intelligenza artificiale può ancora di più stimolare un atteggiamento critico e consapevole nell’uso delle tecnologie finalizzate all’apprendimento delle lingue.
Per approfondire l’argomento ti invitiamo a iscriverti ai seguenti webinar gratuiti:
– 10 Febbraio 2026 ore 17:00 – 18:00: Le nuove Indicazioni Nazionali per Francese – a cura di Marco Modenesi e Anita Walther
– 6 Marzo 2026 ore 17:00 – 18:00: Le nuove Indicazioni Nazionali per Spagnolo– a cura di Stefano Tedeschi e Maria Blazquez Lozano
– 18 Marzo 2026 ore 17:00 – 18:00: Le nuove Indicazioni Nazionali per Inglese– a cura di Irene Ranzato e Roy Bennett
Articolo a cura di Irene Ranzato, Sapienza Università di Roma e Stefano Tedeschi, Sapienza Università di Roma