
L’angolo del libraio: la rubrica di suggerimenti di lettura per il biennio.
Ogni mese un consiglio di lettura per studenti e studentesse del primo biennio della scuola secondaria di secondo grado, con proposte di attività didattiche e spunti di riflessione da portare in classe: un modo per incuriosire ragazze e ragazzi e suscitare in loro il piacere di leggere attraverso le appassionanti recensioni di un vero libraio.

Sono passati dieci anni dalla fine della guerra di Troia, ma Ulisse non è ancora tornato a casa. Il mare sembra averlo inghiottito: una tempesta lo spinge da un’isola all’altra, mentre mostri, divinità, incantesimi e popoli sconosciuti trasformano il viaggio verso Itaca in una lunga sequenza di prove da superare. Nel frattempo, nella sua casa, Penelope attende il marito e resiste ai pretendenti che hanno invaso il palazzo, mentre Telemaco, cresciuto senza il padre, parte alla ricerca di notizie che lo aiutino a capire meglio se stesso e il proprio posto nel mondo.
È da questo intreccio di avventure, incontri e racconti che prende forma l’Odissea, uno dei testi fondativi della nostra cultura e una straordinaria dimostrazione di quanto una storia possa essere più forte del tempo. Non è un caso che il poema omerico sia tornato al centro dell’attenzione proprio quest’estate, dopo il grande successo cinematografico di Odissea di Christopher Nolan, che ha riacceso la curiosità intorno a un’opera capace di parlare ancora a un pubblico di epoche lontanissime dalla sua.
Ma l’Odissea non è soltanto un’avventura da seguire tra le insidie del Mediterraneo: è anche un libro sul potere della parola. Ulisse è un uomo che vive esperienze straordinarie, ma è soprattutto un uomo capace di raccontarle e di attribuire loro un significato: quando arriva alla corte dei Feaci, ricostruendo il proprio viaggio, rivela anche la propria identità. Ricordare significa allora comprendere ciò che si è vissuto e trasformare anche la paura e il dolore in un’esperienza che possa essere condivisa con gli altri. Ulisse sa che le parole possono affascinare, convincere, proteggere e modificare l’immagine che le altre persone hanno di noi. Ogni racconto diventa così anche un modo per interpretare il mondo e, in qualche misura, per costruire se stessi.
L’edizione dell’Odissea pubblicata da Blackie Edizioni nel 2022 affida la traduzione a Daniel Russo, che restituisce il poema in una prosa scorrevole e accessibile, capace di accompagnare chi legge attraverso le numerose avventure di Ulisse senza appesantirne il ritmo. Il volume è arricchito dalle illustrazioni di Calpurnio, che danno forma ai personaggi, ai luoghi e alle creature del mondo omerico, rendendo più immediato l’incontro con una storia così lontana nel tempo. Un’edizione che punta dunque sull’incontro tra testo e immagine per avvicinare lettori e lettrici a un classico senza privarlo della sua forza narrativa. Leggere l’Odissea oggi significa dunque seguire Ulisse nel suo viaggio, ma anche scoprire che cosa accade quando una storia viene raccontata e ascoltata. Perché forse il viaggio più sorprendente è quello compiuto dal poema stesso: attraversare i secoli, passare di voce in voce e di pagina in pagina, fino ad arrivare a noi. E ricordarci che alcune storie continuano a vivere proprio perché trovano sempre chi è disposto ad ascoltarle.
“Raccontami o Musa, di quell’eroe ingegnoso che a lungo errò dopo aver espugnato la sacra fortezza di Troia”
Omero, Odissea, traduzione di Daniel Russo
Attività
STORYTELLING
1. Partendo dall’idea che una storia possa trasformare un’esperienza e conservarla nel tempo, realizzate il vostro personale “racconto di viaggio”. Non è necessario aver compiuto un viaggio reale: potete partire da un incontro, una difficoltà, una scoperta o un momento di cambiamento e immaginare di doverlo raccontare a qualcuno che non era presente. Come Ulisse alla corte dei Feaci, dovrete scegliere che cosa narrare, che cosa lasciare fuori e soprattutto come raccontarlo, sapendo che le parole possono modificare il modo in cui gli altri ci vedono.
Iniziate con una fase di brainstorming: richiamate alla mente luoghi, persone, oggetti, suoni, immagini e momenti che potrebbero entrare nella vostra storia. Scegliete poi un episodio e costruite una piccola mappa narrativa, individuando la situazione di partenza, una prova o un momento di svolta e ciò che il protagonista scopre o comprende alla fine. A questo punto decidete quale sarà il punto di vista e quali dettagli saranno indispensabili per far “vedere” e “sentire” la storia a chi la ascolterà.
Potete scegliere liberamente il formato finale. Se optate per la scrittura, realizzate un breve racconto in prima persona, curando in particolare la voce narrante e il modo in cui la memoria trasforma ciò che è accaduto. Se preferite una forma multimediale, trasformate la storia in un breve podcast, un audio-racconto, un video, un fumetto o una narrazione composta da immagini, parole e suoni.
Concluso il lavoro, presentate la vostra storia alla classe: saranno poi le compagne e i compagni a raccontare che cosa hanno capito, quale emozione hanno percepito e quale immagine del protagonista hanno costruito.
RIFLESSIONE E CONFRONTO IN CLASSE
2. Dopo la lettura, riflettete in classe sul potere delle storie e sul motivo per cui alcune riescono ad attraversare il tempo. Partendo dall’Odissea, soffermatevi sul ruolo di Ulisse come narratore: quando racconta le proprie avventure, non sta soltanto ricordando ciò che gli è accaduto, ma sta dando un ordine alle esperienze vissute e costruendo davanti agli altri un’immagine di sé. Discutete su che cosa accade quando un’esperienza viene trasformata in narrazione: ricordiamo semplicemente i fatti oppure scegliamo, consapevolmente o meno, che cosa conservare, che cosa dimenticare e che cosa mettere in primo piano? Riflettete poi sulle storie che hanno accompagnato la vostra crescita: una fiaba, un libro, un film, un racconto ascoltato da una persona della vostra famiglia, una storia legata al vostro territorio. Che cosa le ha rese memorabili? Perché alcune storie continuano a essere raccontate anche quando è passato molto tempo? Infine, chiedetevi che cosa cambia quando trasformiamo la fabula in intreccio: perché possiamo scegliere un ordine diverso da quello in cui i fatti sono realmente accaduti? Quale effetto produce questa scelta su chi ascolta o legge?
L’angolo del libraio, dal cartaceo al digitale: una rubrica nata nell’antologia Immaginaria e che prosegue, ogni mese, sul nostro blog. A presto per un nuovo consiglio di lettura!