
Nel 2013 è uscito uno dei videogiochi più apprezzati della storia videoludica recente: The Last of Us. Così bello da aver generato un seguito nel 2020 e una serie TV nel 2023. Oltre a un gameplay avvincente e a una trama profondamente emotiva, il gioco ha un contesto molto interessante (soprattutto per gli appassionati di biologia). Se sei tra le poche persone che non ne hanno mai sentito parlare, ecco in breve di cosa si tratta: il mondo viene colpito da una pandemia che trasforma gli esseri umani in creature violente, simili a zombie. Ma, a differenza di molti altri film di zombie, in cui a diffondere il contagio è di solito un virus, come i recenti Resident Evil e 28 Anni Dopo, qui l’agente patogeno è (almeno in apparenza) piuttosto insolito: un fungo.
Proprio così, un fungo! L’organismo che ha scatenato l’apocalisse in The Last of Us appartiene allo stesso vasto gruppo dei porcini e degli champignon con cui si prepara il risotto, ma anche delle muffe che compaiono sugli alimenti o sui muri. I funghi, infatti, sono un gruppo molto vario, spesso ingiustamente trascurato, ma che nasconde forme di vita sorprendenti.
Nel gioco, il patogeno si chiama Cordyceps, un genere di funghi realmente esistente: sembra che l’idea sia venuta agli sviluppatori guardando un documentario sulla natura in cui compariva proprio questo fungo. Un “parente” stretto del Cordyceps è l’Ophiocordyceps unilateralis (in breve O. unilateralis), un fungo che infetta le formiche nelle foreste tropicali e che è al centro di tanti studi per il suo modo particolare di riprodursi.
Un parassita dal ciclo vitale molto… singolare
Partiamo dalle basi: molti funghi si riproducono attraverso le spore, minuscole cellule prodotte e disperse nell’ambiente da altri organismi fungini. Quando, e se, una spora trova un luogo adatto, può iniziare a crescere e formare un nuovo fungo. Il luogo adatto può essere un terreno particolarmente ricco di nutrienti, oppure una crosta di formaggio dimenticata in un angolo del frigo. Per O. unilateralis il luogo ideale è il corpo di una formica, in particolare del genere Camponotus, detta anche formica carpentiere.
La spora viene trasportata nell’ambiente finché, per caso, entra in contatto con la sfortunata vittima, penetrando nel suo esoscheletro e iniziando a crescere al suo interno. Qui il fungo si moltiplica, nutrendosi dei tessuti della formica e, a un certo punto, la costringe ad abbandonare le compagne e ad arrampicarsi sulla vegetazione fino a una foglia, dove pianta le mandibole in una nervatura e la stringe saldamente. Nel frattempo, il fungo continua a crescere fino a uscire dal corpo della formica con una struttura allungata, detta corpo fruttifero, cioè l’organo che produce le spore. Le spore vengono rilasciate nell’ambiente e, se troveranno altre formiche, il ciclo vitale ricomincerà.
Ma come fa un fungo a influenzare il comportamento di una formica? La verità è che non lo sappiamo con certezza. Per un certo periodo si è pensato che O. unilateralis invadesse il cervello dell’insetto, ma le osservazioni al microscopio mostrano che il cervello resta libero da cellule fungine. Il fungo si dispone invece attorno ai muscoli e forma una rete che potrebbe aiutarlo a manipolare la formica. Un’altra possibilità è che agisca a distanza, producendo sostanze che influenzano il sistema nervoso dell’insetto. Le diverse spiegazioni potrebbero anche funzionare insieme, ma per ora restano ipotesi: la ricerca è ancora al lavoro per scoprire la risposta.
Noi siamo in pericolo?
Dopo tutti questi dettagli macabri, ti sarà sorta spontanea una domanda: O. unilateralis potrebbe infettare anche noi esseri umani? Se hai visto The Last of Us, sai che la serie parte proprio da qui: nell’intro del primo episodio uno scienziato spiega che, a causa del riscalamento climatico, i funghi potrebbero adattarsi a temperature sempre più alte, fino a sopportare quella del corpo umano.
Per fortuna, però, lo scenario del videogioco resta fantascienza: O. unilateralis si è specializzato nell’infettare le formiche, non gli esseri umani. Inoltre, il nostro corpo è piuttosto diverso da quello di un insetto: per questo è improbabile che ciò che il fungo fa alle formiche possa funzionare anche su di noi.
Tuttavia, l’idea non è del tutto campata in aria. Noi mammiferi abbiamo una temperatura corporea di circa 37 °C, e questo calore ci protegge dai funghi perché, la maggior parte di loro, non riesce a crescere a temperature così alte. Tuttavia, alcuni ricercatori e ricercatrici hanno ipotizzato che il riscaldamento globale possa indebolire questo “scudo termico”. Se il clima si scalda, i funghi che vivono nell’ambiente potrebbero abituarsi a temperature sempre più alte, e a quel punto alcuni di loro riuscirebbero a sopportare anche il calore del nostro corpo e a infettarci.
Un effetto più concreto del cambiamento climatico riguarda invece la diffusione dei funghi. Con l’aumento di temperature e piogge, alcune zone che prima non erano adatte alla loro sopravvivenza possono diventarlo: i funghi riescono così a vivere in aree in cui prima non potevano.
Non c’è però motivo di allarmarsi: tra i milioni di specie di funghi esistenti, poche centinaia riescono a infettare l’essere umano e solo 19 sono considerate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) una minaccia prioritaria per la salute pubblica. Il vero problema è che abbiamo ancora pochi farmaci per curare queste infezioni, e i funghi stanno diventando più resistenti ai trattamenti, in modo simile a quanto accade ai batteri con gli antibiotici. Anche i nuovi farmaci sono pochi: nel 2025 l’OMS ha ricordato che negli ultimi dieci anni ne sono stati approvati soltanto quattro, con altri che sono attualmente in fase di sviluppo.
In conclusione: non devi temere di trasformarti in una creatura mostruosa a causa di un fungo, ma l’esempio di O. unilateralis mostra quanto questi organismi siano sorprendenti e quanto ci sia ancora da scoprire su di loro. Dopo anni di studi ricercatrici e ricercatori non hanno ancora capito come faccia un fungo a influenzare il comportamento di una formica, mentre altri sono al lavoro per sviluppare nuovi farmaci contro i funghi che potrebbero essere pericolosi per noi. Le risposte trovate finora sono tante, ma le domande sono ancora di più, e ognuna è in attesa di una persona che abbia voglia di cercarne la risposta.
ATTIVITÀ DIDATTICA: TRA SCIENZA E FINZIONE
In classe
Dopo la lettura dell’articolo, l’insegnante avvia una discussione guidata sul confronto tra il fungo Ophiocordyceps unilateralis e il patogeno di The Last of Us. Alcune domande per stimolare il confronto:
– Quali organismi vengono infettati dal fungo nella realtà e quali nella finzione?
– Che cosa succede alle formiche infettate?
– Quali somiglianze ci sono con gli infetti descritti nel videogioco e nella serie?Quali aspetti della storia sono ispirati a fenomeni reali e quali sono inventati?
A casa
Ogni studente sceglie un altro esempio tratto da un film, un cartone animato, un fumetto, un libro o un videogioco in cui la finzione prenda spunto dalla scienza. Descrive brevemente l’esempio, indicando secondo lui quali elementi richiamano fenomeni reali e quali sono frutto della fantasia.
In classe
Gli esempi vengono condivisi e discussi collettivamente con la guida dell’insegnante.