Suono o rumore? Dipende anche da te!

Suono o rumore? Dipende anche da te!

Suoni e rumori fanno parte della nostra vita di tutti i giorni: la nostra canzone preferita in radio ci dà la carica per affrontare una giornata difficile, il rumore delle foglie mosse dal vento ci rilassa e il suono delle onde del mare ci trasmette subito una sensazione di relax. Invece, il rumore del traffico o il frastuono dei clacson all’ora di punta ci infastidiscono e irritano. 

Qual è la differenza fra questi eventi sonori? E perché definiamo alcuni suoni e altri rumori?

Tutti gli esempi precedenti costituiscono dei suoni, dove per suono intendiamo quel fenomeno fisico che comporta la trasmissione delle vibrazioni provenienti da una sorgente elastica attraverso un mezzo (aria, acqua, solido). In altre parole, un suono è una forma di energia che si propaga sotto forma di onde sonore. Quando queste arrivano all’orecchio, fanno vibrare il timpano e vengono trasformate in impulsi nervosi, che il nostro cervello interpreta come “suoni”.

Suoni e rumori si distinguono dal loro profilo spettrale o spettro: un suono è caratterizzato da onde sonore periodiche, ordinate e regolari nel tempo, con una precisa altezza e frequenza; al contrario, il rumore è composto da onde irregolari, disordinate e senza alcuna periodicità. Queste caratteristiche rendono i suoni come quelli di una chitarra o di un pianoforte piacevoli, mentre il rombo di un camion spiacevole. Tuttavia, in natura sono presenti dei suoni con caratteristiche spettrali disordinate, come ad esempio il fruscio delle foglie mosse dal vento, il mare o la pioggia, che il nostro orecchio percepisce come piacevoli, e lo stesso vale per alcuni generi musicali, come il jazz, caratterizzati da un elevato disordine sonoro, ma che non categorizziamo come spiacevoli.

Questo si verifica perché i concetti di suono e rumore non dipendono solo dalle caratteristiche oggettive dell’onda sonora percepita, ma anche dal soggetto che li percepisce. In pratica, essi non sono due opposti assoluti, ma dipendono dall’interazione tra l’onda e il sistema percettivo che li ascolta, che ha i suoi gusti e preferenze soggettive. Questi ultimi sono influenzati dalle specifiche aree del cervello che si attivano quando ascoltiamo tali suoni. 

Infatti, ricerche di neuroscienze e psicologia dell’ascolto hanno fatto emergere che, sebbene siano entrambi caratterizzati da spettri disordinati, il nostro cervello classifica come rilassanti i rumori che hanno spettri sonori continui, con variazioni facilmente prevedibili e assenza di bruschi picchi. Rientrano in questa categoria la maggior parte dei rumori naturali come la pioggia, il vento, le onde, i ruscelli, le foglie. Questi suoni, sebbene abbiano caratteristiche del rumore, tendono a favorire l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico, che provoca rilassamento e abbassamento degli ormoni legati all’ansia e allo stress. 

Al contrario, rumori stressanti sono tutti quelli caratterizzati da frequenze alte e penetranti, picchi intensi ed improvvisi, alta intensità sonora (alti dB) e ripetizioni irregolari ed imprevedibili, come ad esempio il traffico cittadino, il suono di sirene e ambulanze, rombi di motori e clacson. In questo caso, il nostro corpo attiva il sistema nervoso simpatico, che innesca la risposta di lotta o fuga (fight or flight), che causa l’aumento dei battiti cardiaci, l’incremento della tensione muscolare e il rilascio di ormoni legati allo stress. È per tale ragione che, per una buona salute, bisognerebbe evitare la prolungata esposizione a rumori forti o l’utilizzo di volume alto durante la riproduzione della musica, in cassa o con gli auricolari.

Inoltre, la valutazione delle nostre percezioni uditive dipende anche dal momento storico in cui esse vengono introdotte, in quanto suoni sconosciuti possono risultare inizialmente scioccanti, ma poi venire accolti dal cervello, che impara ad accettarli. 

A questo proposito, la storia della musica è costellata di aneddoti in cui un compositore introduce una variazione ardita e viene accolto come un grosso scandalo e, spesso, respinto. Un esempio è quello di Igor Stravinskij che, il 29 maggio del 1913, presentò al Theatre des Champs-Elysées di Parigi la sua musica per balletto Le Sacre du Printemps. La sua musica provocò una tale indignazione da far degenerare la rappresentazione in una vera e propria rissa, solo parzialmente sedata dall’intervento della polizia. Oggi l’opera è acclamata come uno dei capolavori della musica moderna.

ATTIVITÀ DIDATTICA 1
John Cage è stato un compositore e pioniere della sperimentazione musicale del XX secolo. Ha completamente sconvolto le idee di suono, rumore e silenzio. Il suo brano più famoso risale al 1952 e si intitola 4’33’’: si tratta di un’opera concettuale in cui, per tutta la durata del brano, l’orchestra non suona alcuno strumento. Così, il pubblico è invitato a concentrarsi sui suoni ambientali presenti all’interno della sala (respiri, colpi di tosse, scricchiolii) e a riflettere sulla possibilità che anche i rumori dell’ambiente possano diventare musica.
Che cos’è per te la musica? E il silenzio? Quali sono le loro caratteristiche? 
Prova a fare degli esempi concreti e confrontati coi tuoi compagni: condividete tutti le stesse idee o c’è qualcuno ardito come John Cage?

ATTIVITÀ DIDATTICA 2
Lo shinrin yoku, o bagno nella foresta, è una pratica giapponese che consiste nell’immergersi in un’atmosfera naturale per favorire la salute mentale e fisica attraverso la connessione con la natura. La vicinanza con l’ambiente naturale promuove un senso di benessere riducendo lo stress, rafforzando il sistema immunitario, abbassando la frequenza cardiaca e migliorando la concentrazione. 
Organizza una gita al parco o in montagna con la tua famiglia o gli amici e porta con te un quaderno dove prendere degli appunti. Siediti in silenzio nel bosco per qualche minuto e ascolta la natura. Quali suoni riesci a sentire? Cos’è per te più rilassante: il rumore delle foglie o il canto degli uccelli? Dopo, appunta sul quaderno le tue emozioni: come ti sei sentito dopo il bagno nel bosco

Leggi anche

Navigare la tavola periodica: elementi, composti e miscele nella vita quotidiana
Il suolo, sopra a tutto. Nuova consapevolezza e tutela per un vero e proprio ecosistema di ecosistemi
Guardando s’impara: come funzionano i neuroni specchio?
Proteine sempre in forma
Dalle cellule agli organoidi: una nuova frontiera per la ricerca biomedica
Tutto ciò che ci circonda