
Il mercato dei diritti televisivi legati allo sport continua a crescere in modo esponenziale: nel 2024 il giro d’affari ha raggiunto il record di 62 miliardi di euro, di cui 34 – quindi la metà – provenienti dallo streaming. Le stime prevedono un’ulteriore crescita, con un aumento che dovrebbe toccare i 75 miliardi di euro entro la fine del 2025.
Questa dinamica ha reso i diritti di trasmissione una delle principali fonti di reddito per leghe e club professionistici, seconda solo agli accordi di sponsorizzazione.
Tuttavia, a fronte di un fiorente mercato legale di piattaforme streaming che cercano di assicurarsi i diritti di esclusività sui più importanti eventi sportivi, esiste un mercato parallelo, nascosto, costituito da un gran numero di piattaforme illegali che offrono streaming non autorizzati, sottraendo ogni anno ingenti risorse al settore. Tali piattaforme danneggiano il servizio offerto e mettono a rischio posti di lavoro e intere filiere economiche.
La diffusione di tali servizi illeciti comporta infatti entrate minori per il circuito legale con tutto ciò che ne consegue: minor numero di abbonamenti sottoscritti, con relativa contrazione degli investimenti da parte delle piattaforme legali e diminuzione del valore dei diritti di trasmissione degli eventi sportivi. Tutto ciò si ripercuote sull’ammontare di risorse economiche a disposizione delle società sportive e delle Federazioni, che a loro volta vedranno ridotta la loro capacità di investire in infrastrutture e in programmi di sviluppo dell’attività sportiva. Ripercussioni che si estendono anche alle numerose filiere economiche coinvolte nell’industria sportiva (turismo, ristorazione, giornalismo, trasporti, merchandising, sicurezza ecc.) e sui loro lavoratori con un conseguente aumento del rischio di instabilità.
Uno studio EUIPO (l’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale) condotto nel 2024 ha rilevato che il 12% della popolazione UE ha utilizzato o riprodotto in streaming contenuti da fonti online illegali per seguire eventi sportivi in diretta.
Sul fronte giudiziario e normativo qualcosa però sta cambiando. La trasmissione illecita di eventi sportivi è già sanzionata dall’art. 171-ter della Legge sul diritto d’autore (L. 633/1941), che prevede pene severe: reclusione, sanzioni pecuniarie, confisca dei dispositivi e dei proventi derivanti da questo tipo di attività illecite. Con la L. 93/2023, “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della diffusione illecita di contenuti tutelati dal diritto d’autore mediante le reti di comunicazione elettronica”, le misure si sono inasprite, arrivando a coinvolgere la gestione di piattaforme illegali e sono state introdotte procedure più rapide per il contrasto. Ora, inoltre, i fruitori consapevoli di servizi pirata rischiano sanzioni amministrative importanti, con multe che variano da 154 a 5000 euro, importi ben superiori ai costi di un abbonamento legale.
In Italia, dall’inizio del 2025, sono stati sanzionati più di 2500 utenti e il trend appare in crescita, alimentato anche dalle iniziative legali promosse dalle piattaforme autorizzate che negli ultimi mesi hanno intentato numerose azioni risarcitorie nei confronti degli utenti illegali.
ATTIVITÀ:
Rispondi alle domande
1) Perché lo streaming costituisce, oggi, una delle principali fonti di reddito per leghe e club sportivi professionistici?
2) In che modo le piattaforme di streaming illegale incidono sul sistema economico e sportivo nel suo complesso?
3) Quali misure legislative sono state introdotte in Italia per contrastare la diffusione di contenuti sportivi pirata e quali sanzioni sono previste per gli utenti?
Attività di gruppo | Streaming: libertà o rischio?
Divisi in piccoli gruppi, discutete i pro e i contro dello streaming sportivo online. Ogni gruppo dovrà elaborare un breve intervento (2-3 minuti) in cui:
• evidenzia i vantaggi dello streaming legale per lo sport e per i consumatori;
• propone una soluzione o una campagna di sensibilizzazione contro la pirateria digitale.
Al termine, ogni gruppo presenterà le proprie conclusioni alla classe.