L’inclusione efficace

Il secondo punto del manifesto di Eutop.IA è costruito intorno a una parola dall’ampio e sfaccettato significato: inclusione. In questo articolo vogliamo meglio delineare il nostro modo di intendere l’inclusione scolastica ed evidenziare come essa possa effettivamente contribuire alla creazione di una scuola felice.

INCLUSIONE:
Fa rima con cooperazione. I processi di apprendimento si costruiscono insieme, in maniera graduale perché tutti e tutte possano partecipare dando il proprio contributo in un clima di solidarietà e di condivisione. Gli studenti e le studentesse devono relazionarsi in maniera diretta per promuovere e sostenere gli sforzi di ciascuno/a e gratificarsi a vicenda per i successi ottenuti.

Negli anni Cinquanta l’insegnante, scrittore e pedagogista Mario Lodi scriveva «Tutti sono diversi: ognuno deve sviluppare al massimo le sue capacità». Pensando a queste parole, ma anche al Movimento di Cooperazione Educativa, a don Lorenzo Milani e ad altri grandi educatori del dopoguerra, cerchiamo di fare tesoro del loro insegnamento. La   scuola  che loro immaginavano doveva essere alimentata da linguaggi differenti affinché tutti e tutte potessero esprimersi e potessero investire nelle proprie risorse. Il ciclostile per il giornale a scuola, l’animazione teatrale, il disegno, la musica, il doposcuola pomeridiano, i laboratori, erano tutti mezzi per promuovere un’inclusione che non si riducesse soltanto allo stare insieme nello stesso spazio fisico. Sulle   spalle   di   questi   giganti possiamo camminare oggi, ai tempi del digitale e in un contesto molto mutato, utilizzando nuovi mezzi e nuovi linguaggi, ma con il passo e il ritmo che loro ci hanno insegnato. 

Noi di Eutop.IA crediamo ancora nelle potenzialità di un sistema scolastico che sappia offrire risposte adeguate ed efficaci a ogni individuo, nella sua unicità e autenticità. Riteniamo, per questo, che includere non sia soltanto l’impegno professionale dell’insegnante verso un  alunno o un’alunna in difficoltà. L’inclusione efficace è un approccio metodologico globale che coinvolge insieme classe e docenti nel raggiungimento degli obiettivi prefissati, in cui ognuno/a fa ricerca, sperimenta, si mette in gioco supportato/a dai suoi pari, in una continua trasmissione e fusione di saperi, abilità, conoscenze e competenze. 

Oggi ci serviamo di tanti metodi per rispondere alle esigenze di inclusione. Da una parte questi metodi attingono alle diverse intelligenze dei ragazzi e delle ragazze: chiedere loro di disegnare, recitare, ballare… permette anche a chi ha più difficoltà con le parole di esprimere se stesso/a e i propri talenti, migliorando la propria percezione di autoefficacia.

Dall’altra parte, e per noi ancora più determinante, l’inclusione si basa sulla dimensione cooperativa della didattica, in cui si propongono attività  strutturate affinché tutto il gruppo classe possa interagire in pari misura. Nei gruppi cooperativi si stabilisce un’interdipendenza positiva tra i membri in quanto ognuno si preoccupa, e si sente responsabile, non soltanto del proprio lavoro, ma anche di quello di tutti gli altri. Inoltre, i criteri di eterogeneità con cui vengono formati i gruppi da parte dell’insegnante garantiscono pluralità di visioni e la conseguente costruzione di un ambiente di interelazione positiva, dove leadership e responsabilità sono condivise. Nei lavori di gruppo è molto importante anche l’autovalutazione finale, che fa leva sull’impegno, la partecipazione, la comprensione del ruolo rivestito all’interno dell’attività e il rispetto dei tempi e delle consegne: tutti requisiti indispensabili per migliorare la consapevolezza delle proprie e altrui risorse. 

Se vuoi approfondire la diversità tra un gruppo spontaneo e un gruppo cooperativo, leggi qui.

Favoriscono l’inclusione anche un’altra serie di strumenti oggi a nostra disposizione: dai libri di testo costruiti secondo certe “regole” per favorire leggibilità e comprensione del testo, al corredo digitale, sempre più pensato in ottica inclusiva, fino al setting dell’aula.  Anche lo spazio scolastico è infatti da considerarsi nel processo di inclusione, non soltanto dal punto di vista quantitativo e materiale, ma anche qualitativo ed emozionale. La qualità dello spazio ha un impatto sull’apprendimento, sul benessere, sul comportamento dei singoli individui affinché gli studenti e le studentesse, a prescindere dalle loro abilità o da eventuali vulnerabilità, apprendano in modo significativo e personale. Nei prossimi articoli ci soffermeremo su grafica e digitale, mentre sul setting dell’aula ti invitiamo a rileggere questo articolo.

Abbiamo notato in prima persona, in anni di sperimentazione e di formazione in classe, che, grazie a queste diversificate attività, il processo di inclusione diventa a tutti gli effetti una risorsa efficace per migliorare realmente la qualità dell’apprendimento scolastico, generando benessere tanto individuale quanto collettivo. 

Attività da fare in classe
Ti forniamo qui un esempio di attività cooperativa che potresti sperimentare in classe. Fai leggere la fiaba La regina della neve, poi lavora sulla “fiaba invertita”: a partire dal brano, la classe si cimenta, divisa in gruppi, in attività dove si mescolano brainstorming, capacità di astrazione e di immaginazione, abilità di scrittura e di disegno e, infine, capacità di interpretazione. La valutazione finale di questo lavoro di produzione è affidata interamente ai singoli alunni e alunne e al gruppo classe attraverso l’autovalutazione. 
> Clicca per scaricare il pdf con il testo e le attività, tratti dall’antologia La città dei libri.

E tu? In che modo pratichi l’inclusione nelle tue classi? Se hai sperimentato l’attività proposta o se vuoi condividere con noi aspetti “inclusivi” della tua pratica didattica; se sperimenti in classe e “personalizzi” le varie metodologie adattandole alle tue esigenze; se hai voglia di confrontarti con colleghi e colleghe per rendere la scuola, nonostante le difficoltà, sempre più un luogo di apprendimento felice, scrivici a: eutop.ia.apprendimentofelice@gmail.com.

Nel prossimo articolo approfondiremo il punto 3 del manifesto di Eutop.IA, dedicato alle emozioni. Non perderlo!

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