Appunti per la scuola #14
Come funziona l’anno di prova e di formazione?

Come funziona l’anno di prova e di formazione?

Gli insegnanti neo immessi per l’anno scolastico 2023/2024 dovranno affrontare l’anno di prova e formazione per conseguire la conferma in ruolo o, nel caso dei neo assunti da GPS sostegno o concorso straordinario bis, per trasformare il contratto a tempo determinato in indeterminato.

La durata dell’anno di prova

“Il superamento del percorso di formazione e periodo annuale di prova in servizio è subordinato allo svolgimento del servizio effettivamente prestato per almeno centottanta giorni nel corso dell’anno scolastico, di cui almeno centoventi per le attività didattiche” così recita l’art. 3 del decreto ministeriale 226/2022.

Il servizio prestato deve essere non inferiore a 180 giorni effettivi di cui almeno 120 per le attività didattiche. Non rappresenta interruzione dell’anno di prova il periodo di frequenza a corsi di formazione o di aggiornamento indetti dall’amministrazione scolastica (D. Lgs. 297/1994 art. 438). In sintesi, la durata della prova è l’anno scolastico mentre i 180 giorni sono il requisito per la sua validità.

Nei 180 giorni si considerano:

  • le domeniche, i giorni festivi e le festività soppresse, le vacanze pasquali e natalizie;
  • il periodo fra il primo settembre e l’inizio delle lezioni, se sono previste attività di programmazione didattica;
  • i periodi d’interruzione dell’attività didattica dovuti a ragioni di pubblico servizio (ad esempio elezioni);
  • i giorni dedicati agli esami e scrutini, compresi gli esami di Stato, se vi si partecipa per la classe di concorso di insegnamento;
  • il primo mese di congedo per maternità/interdizione dal lavoro per gravi complicanze:
  • il periodo di servizio oltre al 30 aprile, per docenti rientrati in servizio e impiegati in attività didattiche che rientrino nella classe di concorso di titolarità;
  • la frequenza di corsi di formazione e aggiornamento indetti dall’amministrazione scolastica, compresi quelli organizzati a livello di istituto;
  • il servizio prestato in qualità di componente le commissioni giudicatrici dei concorsi a cattedre;
  • il periodo compreso tra l’anticipato termine delle lezioni a causa di elezioni politiche e la data prevista dal calendario scolastico (C.M. 180 dell’11.7.1979).

Nel conteggio dei 180 giorni non rientrano: i giorni di ferie, di assenza per malattia e di aspettativa per motivi familiari; le vacanze estive; i periodi di congedo di maternità/interdizione dal lavoro (escluso il primo mese), di congedo parentale o di malattia del bambino e, infine, i permessi retribuiti (ad esempio il congedo matrimoniale, i permessi per ragioni personali, i permessi per lutto).

Nel caso in cui nell’anno scolastico non siano stati prestati 180 giorni di effettivo servizio la prova viene prorogata di un anno, con provvedimento motivato, dall’organo competente per la conferma in ruolo (D. Lgs. 297/1994 art. 438).

Criteri per la valutazione dei docenti in periodo di prova e formazione

Il periodo di prova è finalizzato a verificare la padronanza degli standard professionali da parte dei docenti neoassunti con riferimento ai seguenti criteri (DM 850/15, art. 4)

– corretto possesso ed esercizio delle competenze culturali, disciplinari, didattiche, metodologiche con riferimento ai nuclei fondanti dei saperi e dei traguardi di competenza e agli obiettivi di apprendimento previsti dagli ordinamenti vigenti;

– corretto possesso ed esercizio delle competenze relazionali, organizzative e gestionali (come ad esempio l’attitudine collaborativa, la corretta interazione con le famiglie e il personale scolastico, la capacità del docente di affrontare situazioni relazionali complesse);

– osservanza dei doveri connessi con lo status di dipendente pubblico e inerenti la funzione docente;

– partecipazione alle attività di formazione e raggiungimento degli obiettivi previsti dalle stesse.

Entro il secondo mese dalla presa di servizio il docente neo-assunto deve predisporre il bilancio iniziale delle competenze, in forma di autovalutazione strutturata, con la collaborazione del docente tutor. In base a tale bilancio il Dirigente scolastico e docente neoassunto stabiliscono, attraverso il patto per lo sviluppo professionale, gli obiettivi di sviluppo delle competenze culturali, disciplinari, didattico-metodologiche e relazionali da raggiungere attraverso le attività formative.

Al termine del periodo, il docente neo-assunto, con la supervisione del docente tutor, traccia il bilancio finale delle competenze registrando così i progressi di professionalità e gli eventuali ulteriori sviluppi da ipotizzare.

La formazione

Secondo il decreto ministeriale del 16 agosto 2022, n. 226 si stabilisce che le attività formative dei docenti avranno una durata complessiva di 50 ore, aggiuntive rispetto agli ordinari impegni di servizio, e saranno organizzate secondo le seguenti 4 fasi:

1) incontri propedeutici e di restituzione finale (6 ore)

2) laboratori formativi su tematiche trasversali (12 ore)

3) “peer to peer” e osservazione in classe (almeno 12 ore)

4) Formazione on-line (20 ore): analisi e riflessione sul proprio percorso formativo; elaborazione di un portfolio professionale che documenta progettazione, realizzazione e valutazione delle attività didattiche; compilazione di questionari di monitoraggio; libera ricerca di materiali di studio, risorse didattiche, siti messi a disposizione nel percorso formativo.

Ogni docente in periodo di prova dovrà seguire obbligatoriamente laboratori formativi per complessive 12 ore di attività. I laboratori saranno condotti da formatori provenienti dal mondo della scuola con competenze di tipo operativo e professionalizzante. Il docente neo assunto dovrà elaborare attività di ricerca e documentazione che, validata dal docente coordinatore del laboratorio, verrà poi inserita nel portfolio professionale del docente in anno di prova.

Per quanto riguarda l’attività di peer to peer questa è finalizzata al miglioramento delle pratiche didattiche e alla riflessione sugli aspetti caratterizzanti l’insegnamento. L’osservazione riguarderà molteplici aspetti dell’insegnamento: le modalità di conduzione delle attività e delle lezioni; il sostegno alla motivazione degli allievi; la modalità di costruzione di climi positivi e motivanti e la modalità di verifica formativa degli apprendimenti.

Il Tutor e il docente neo assunto dovranno compilare il registro delle attività di peer-to-peer che saranno suddivise nel modo seguente:

  • 3 ore di progettazione condivisa (tutor-docente in anno di prova);
  • 4 ore di osservazione del neo assunto nella classe del tutor;
  • 4 ore di osservazione del tutor nella classe del docente neo assunto;
  • 1 ora di verifica dell’esperienza.

L’attività di osservazione deve essere preventivamente progettata al fine di individuare le situazioni d’apprendimento che si desidera osservare.

Le situazioni oggetto di osservazione possono essere, ad esempio: la spiegazione in classe; la correzione di un compito scritto; la conduzione dei colloqui; l’assegnazione di lavori di gruppo; il clima classe o, più in generale, la relazione educativa.

Al termine dell’attività di osservazione, tutor e docente in anno di prova procedono alla verifica dell’esperienza in base alla riflessione e al mutuo scambio tra colleghi, in riferimento a quelle che la letteratura considera le dimensioni fondanti dell’insegnamento: progettuale, relazionale, metodologica, organizzativa e valutativa.

La formazione on-line, della durata complessiva di 20 ore, consisterà nello svolgimento delle seguenti attività nella piattaforma INDIRE: analisi e riflessioni sul proprio percorso formativo partendo dal bilancio delle competenze; elaborazione di un portfolio professionale che documenti la progettazione, realizzazione e valutazione delle attività didattiche e che verrà consegnato al Comitato di Valutazione e al DS dell’istituto; compilazione di questionari per il monitoraggio delle diverse fasi del percorso formativo; libera ricerca di materiali di studio, risorse didattiche, siti dedicati, messi a disposizione durante il percorso formativo.

Il portfolio

l portfolio formativo è il documento che testimonia il percorso di formazione dei docenti neoassunti e si compone delle seguenti attività:

–  il Curriculum formativo che aiuta il docente a ripercorrere le proprie esperienze professionali e/o educative che hanno contribuito a definirlo come insegnante;

–  il Bilancio iniziale delle competenze che mira a supportare l’auto-valutazione della professionalità del docente in termini di competenze possedute con lo scopo di orientarlo nella scelta di attività formative coerenti con le proprie esigenze;

–  i Laboratori formativi seguiti dal docente durante l’anno di prova;

–  l’attività didattica che ha lo scopo di documentare e riflettere su una particolare attività didattica svolta con i propri studenti;

–   il Bilancio finale delle competenze e Bisogni formativi per aiutare l’aspirante a ripensare alle competenze sviluppate durante l’anno di formazione e prova ed esplicitare i propri bisogni formativi al termine dell’anno di prova.

Il portfolio professionale viene redatto in vista del colloquio finale, dovrà essere consegnato al Dirigente scolastico, unitamente ai bilanci per competenze e al documento che elenca i propri bisogni formativi, in tempo utile per il colloquio con il Comitato di Valutazione.

La prova finale

Al termine dell’anno, il Comitato di Valutazione viene convocato dal Dirigente scolastico per esprimere il parere sul superamento del periodo di formazione e prova. Il docente sosterrà un colloquio, che partirà dalla presentazione delle attività di insegnamento e formazione e dalla relativa documentazione contenuta nel portfolio professionale.

Il Comitato di Valutazione esprimerà il proprio parere anche sulla base della relazione del docente tutor e del DS. La relazione finale del docente tutor dovrà permettere al Comitato di assumere con chiarezza le seguenti informazioni: le attività svolte personalmente; le attività svolte in accordo con il docente in anno di prova; la documentazione delle attività di peer to peer; le riflessioni personali (come, ad esempio, la disponibilità del docente, le reazioni degli alunni alle attività proposte e le eventuali osservazioni condotte in merito, le decisioni assunte in seguito al confronto o la relazione con le famiglie degli studenti); le eventuali difficoltà riscontrate.

Il parere del Comitato è obbligatorio ma non vincolante per il DS che potrà discostarsene attraverso atto motivato. In caso di esito favorevole, il DS emetterà provvedimento motivato di conferma in ruolo per il docente neoassunto, mentre in caso di esito negativo il DS emetterà provvedimento motivato di ripetizione del periodo di formazione e di prova, indicando gli elementi di criticità emersi ed evidenziando le forme di supporto formativo e di verifica del conseguimento degli standard richiesti.

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