Antropologia ed empatia: le differenze che ci rendono umani

Antropologia ed empatia: le differenze che ci rendono umani

L’antropologia culturale è lo studio delle diverse forme di vita e di pensiero che hanno caratterizzato nel tempo, e che caratterizzano nello spazio, l’esistenza degli uomini e delle donne. L’oggetto specifico di studio degli antropologi sono quindi le differenze culturali; per questo motivo l’antropologia si definisce come un sapere comparativo, nel senso che gli antropologi quando studiano un fenomeno culturale (ad esempio la famiglia) hanno sempre in mente che quello stesso fenomeno si manifesta in modi diversi nei diversi contesti e acquista significati culturali diversi per gli uomini e le donne che ne fanno esperienza nelle diverse società.

Il metodo con cui gli antropologi studiano la diversità – che rende unico questo sapere – è la ricerca sul campo, o etnografia, cioè la partecipazione diretta e prolungata degli antropologi alla vita delle comunità studiate, per comprendere il cosiddetto punto di vista del nativo, cioè la visione del mondo di individui nati, cresciuti ed educati in luoghi diversi.

Oggi, in un mondo sempre più connesso, il lavoro degli antropologi è quello di studiare il rapporto tra locale e globale cioè come le diverse comunità fanno proprie (risignificano) le idee e i valori che circolano in un mondo globale.

Studiare la diversità animati dal desiderio di comprenderla fornisce all’antropologo la capacità di decentramento, cioè la capacità di vedere le cose da un altro punto di vista, di decostruire i luoghi comuni, di combattere l’ovvietà del senso comune, che considera naturale e giusto ciò a cui siamo stati abituati attraverso i processi di educazione e socializzazione.

Nell’epoca del pensiero unico, l’antropologia ci insegna a pensare altrimenti

Nella puntata qui allegata del podcast Ma Che Razza di Umani  – il progetto editoriale di Spazio Umano APS che intercetta e racconta chi opera nel sociale agendo ogni giorno per migliorare il contesto che abita – ho illustrato come, proprio per questa sua natura costitutivamente dialogica, l’antropologia culturale può aiutarci a educare i giovani all’empatia, a dare valore a diversi punti di vista, insegnando loro a considerare gli altri un’alternativa per noi (per migliorare le nostre vite ampliando il senso solito dei concetti che utilizziamo) e non semplicemente un’alternativa a noi

Nella puntata, tra le altre cose, affrontiamo anche la questione di come ho scoperto l’inaspettata umanità di ChatGPT…

La puntata integrale del podcast, dal titolo Le differenze che fanno l’intelligenza umana, è disponibile qui:  

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