Giochiamo sull’identità ispirandoci alle opere di un’artista contemporanea

Giochiamo sull’identità ispirandoci alle opere di un’artista contemporanea

Per introdurre in classe una riflessione sul concetto di identità e sul potere suggestivo di oggetti e simboli possiamo prendere spunto dalle opere dell’artista contemporanea Benni Bosetto. In particolare, a partire dalle opere “Le porte”, visibili in rete o nella mostra in corso all’Hangar Bicocca, l’insegnante può guidare la classe nella creazione di piccole soglie e stanze della memoria che gli alunni possono allestire con gli oggetti per loro più significativi.

La mostra

Ispirandosi al romanzo gotico di Daphne du Maurier dal titolo “Rebecca”, Benni Bosetto (classe 1987), ricrea nello spazio dello Shed dell’Hangar Bicocca un interno domestico, dove la storia di Rebecca viene ricostruita attraverso gli oggetti delle stanze della sua quotidianità. Rebecca, silenziosa abitante di questo spazio, permea in maniera indiretta in ogni elemento dell’arredamento: dai tendaggi che separano le stanze, agli arredi della sala da ballo, ogni minimo elemento concorre alla creazione di un’atmosfera psicologica che trasforma i ricordi di Rebecca in memoria condivisa.

Attraversando le stanze della casa di Rebecca si ha l’impressione di varcare la soglia dei ricordi di questa fantomatica donna che viene rievocata da un’installazione che raccoglie performance di danza, sculture e carte da parati disegnate dall’artista con particolari anatomici caratterizzate da linee lievi e aperte.

Nell’ambiente centrale della mostra chiamato dalla Bosetto “la pancia” vi sono “Le porte” che “danno accesso a luoghi poetici dedicati alla cura”. Queste porte sono allestite orizzontalmente sul pavimento e aprono a piccoli mondi surreali che invitano all’esplorazione.
Schiuse, serrate o spalancate, le porte della Bosetto parlano di ricordi e raccontano storie dischiudendo un cosmo immaginifico popolato da strane forme organiche e da oggetti prelevati dal loro solito contesto che divengono indizi di una storia misteriosa e poetica. Queste porte attivano illimitati spazi di memoria e di cura dove tempi e dimensioni differenti si sovrappongono.

Le porte non sono pensate per dividere o garantire sicurezza, ma per ospitare. Ognuna, infatti, contiene al suo interno oggetti, tracce, materiali raccolti – diventando contenitore, organismo, archivio. Agiscono come microambienti narrativi.

Benni Bosetto

Il visitatore in mostra si muove in uno spazio intimo da esplorare che viene esposto allo sguardo altrui e che rende la protagonista vulnerabile, tanto più in quanto assente. 
Prendendo spunto dalle soglie oniriche realizzate dalla Bosetto possiamo proporre ai nostri alunni e alunne un laboratorio di assemblage che li guidi verso la realizzazione di un microcosmo che racconti di sé attraverso i simboli legati al vissuto personale.
In tal modo la narrazione diviene rielaborazione significativa di un’esperienza e favorisce l’esplorazione del proprio io.


Per realizzare il prodotto si potrà prendere spunto, oltre che dalle porte di Benni Bosetto, dalle opere di Joseph Cornell – a cui la Bosetto si è ispirata – piccole installazioni contenute in un box che racchiudono oggetti di un mondo magico e arcano.

Allestire la propria stanza onirica – il laboratorio

Obiettivi didattici

  • Stimolare il pensiero associativo e laterale
  • Promuovere la riflessione sul concetto di identità
  • Sviluppare l’intelligenza intrapersonale e della narrazione biografica
  • Riflettere simbolicamente sul tema scelto

L’attivazione

Avviene in classe con la guida dell’insegnante che mostrerà le porte realizzate da Benni Bosetto per la mostra “Rebecca”. Si possono analizzare i dettagli e fare ipotesi sui significati e le storie che gli oggetti raccontano.
Si procede poi scegliendo il tema della stanza della memoria. Una classe terza la può dedicare ad esempio al percorso scolastico affrontato finora.
Cosa portano gli alunni nella nuova scuola?
Quali i ricordi felici e quali quelli che incutono timore?

Il docente può avviare una riflessione sul significato di “porta” con domande-guida come quelle che seguono: 

  • Se questa porta non servisse per entrare in una stanza fisica, ma per entrare in un sentimento, che forma avrebbe la maniglia?
  • Possiamo inserire un oggetto quotidiano (una forchetta, una chiave, un pettine) in un punto dove non dovrebbe stare? Come cambia il significato della porta?
  • Cosa riusciamo a intravedere attraverso la superficie? È un ricordo felice o una paura?
  • La porta è un muro che divide o un velo che unisce due mondi?

Fase creativa del lavoro

Prototipo realizzato per il laboratorio da svolgere in classe

Progettazione

Questa scheda è dedicata alla progettazione dell’elaborato e segue l’alunno passo dopo passo.
Può essere compilata in classe dopo l’attivazione o in autonomia a casa.

Fasi operative del lavoro

Costruzione della porta

Tagliare con le forbici gli angoli del coperchio della scatola di cartone. Le due alette minori e un’ala maggiore dovranno essere tagliate. Rimarrà solo un’ala grande che verrà utilizzata per incollare la porta alla scatola utilizzando lo scotch biadesivo o la colla vinilica.

Decorazione della porta

In base alla progettazione della soglia sulla scheda, si procederà alla sua decorazione. La porta può essere colorata o decorata con la tecnica del collage. Gli alunni potranno inserire degli oggetti realizzati in argilla o pongo. In questa fase si lascia il più ampio spazio alla classe in accordo con le tecniche artistiche scelte dall’insegnante. 

Decorazione e allestimento dello spazio interno della scatola

Sempre in accordo con la pianificazione, si procede con l’installazione degli oggetti all’interno della scatola che potranno essere incollati con la colla vinilica o con lo scotch biadesivo. La scatola può essere decorata con i colori acrilici o con una finta carta da parati realizzata con fogli di giornale.

Materiali necessari:

  • colla
  • scotch biadesivo
  • forbici
  • una scatola di cartone per scarpe

Materiali consigliati:

  • carta da lucido
  • colori acrilici e pennelli
  • carta velina
  • carta da giornale
  • cartoncino colorato

Martina Lolli è una delle docenti che hanno collaborato alla didattica del nuovo corso di arte e immagine Incontro con l’arte, disponibile anche in versione compatta.

Guarda la presentazione del corso.

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