
Joana Vasconcelos davanti l’opera Marilyn
Una grande maschera fatta di specchi, creata dall’artista portoghese Joana Vasconcelos, richiama l’attenzione di quanti si trovano a passare in Piazza Mignanelli a Roma. L’opera si intitola I’ll be your mirror (“Sarò il tuo specchio”).
Questo gioco di riflessi non è solo decorativo: invita chi guarda a fermarsi e a pensare a sé stessi, proprio come quando ci osserviamo allo specchio. Questa installazione introduce la mostra Venus, allestita negli spazi della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti fino al 19 luglio 2026.
La mostra non è una semplice raccolta di opere, ma un progetto pensato appositamente per questo luogo. L’idea centrale è raccontare il mondo femminile attraverso temi come la bellezza, l’identità e i ruoli che la società attribuisce alle donne.
Joana Vasconcelos è conosciuta in tutto il mondo per le sue opere grandi, colorate e sorprendenti, spesso realizzate con oggetti quotidiani. In passato le sue creazioni erano molto provocatorie, mentre oggi il suo stile è diventato più riflessivo e intimo. Tuttavia, non ha perso le caratteristiche che la rendono unica: l’ironia, la creatività e la capacità di trasformare oggetti comuni in qualcosa di straordinario.
Uno degli aspetti più interessanti della mostra è il dialogo tra arte e moda. Prima di realizzare le opere, l’artista ha studiato gli abiti dello stilista Valentino Garavani, famoso per la sua eleganza e attenzione ai dettagli. Alcune installazioni della mostra richiamano proprio le forme, i colori e lo stile degli abiti di Valentino, creando un collegamento tra due mondi diversi ma molto vicini: quello dell’arte e quello della moda.
Tra le opere più curiose c’è Marilyn, una gigantesca scarpa con il tacco composta da pentole. Questo oggetto insolito unisce due elementi molto diversi: da una parte il lavoro domestico, spesso associato alle donne, e dall’altra il mondo del glamour e della moda.
In questo modo, l’artista invita a riflettere sugli stereotipi, cioè sulle idee semplici e spesso sbagliate che la società costruisce intorno alle persone.
L’opera principale della mostra è Venus, una grande installazione fatta di tessuti lavorati all’uncinetto. Si tratta di una struttura morbida e colorata che occupa lo spazio e sembra quasi vivere, con forme che ricordano il corpo umano.
Questa opera è particolarmente importante perché è stata realizzata grazie al contributo di oltre duecento donne: studentesse, migranti, detenute e persone coinvolte in progetti sociali.
Lavorando insieme, queste donne hanno creato qualcosa di grande e significativo, trasformando l’arte in un’esperienza collettiva e inclusiva. Questo modo di lavorare, basato sulla collaborazione, è sempre più diffuso nell’arte contemporanea, ma Joana Vasconcelos è stata tra le prime a utilizzarlo in modo così importante.
Per molte delle partecipanti, il progetto ha rappresentato un’occasione di crescita personale e di riscatto.
Alla fine del percorso espositivo si entra in un ambiente suggestivo che ricorda un giardino fantastico, chiamato Garden of Eden. È uno spazio pieno di luci, colori e forme che sembrano naturali ma sono in realtà artificiali. Qui il visitatore vive un’esperienza quasi da sogno e viene invitato a riflettere ancora una volta su ciò che è reale e ciò che è costruito.
La mostra “Venus” è quindi un viaggio tra arte, moda e identità. Attraverso opere sorprendenti e coinvolgenti, Joana Vasconcelos ci invita a guardare il mondo con occhi nuovi e a porci domande importanti su noi stessi e sulla società in cui viviamo.
Leggi l’articolo della recensione della mostra sul sito Finestre sull’Arte.

Federico Giannini è uno degli autori del corso di arte e immagine Incontro con l’arte, disponibile anche in versione compatta. Guarda la presentazione del corso.