Educare ai futuri: la scuola come laboratorio di speranza e responsabilità

Educare ai futuri: la scuola come laboratorio di speranza e responsabilità

La giovinezza dovrebbe essere una fase della vita ricca di progettualità e sogni. Invece oggi, in Italia, meno di un giovane su due ha speranza nel futuro. Il dato, emerso da una ricerca realizzata dall’Ipsos per l’Osservatorio giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo, racconta il disagio di una generazione che deve confrontarsi con sfide complesse: precarietà economica, difficoltà nell’accesso al lavoro e rapidi cambiamenti sociali e culturali. Sono tutti fattori che incidono non solo sul presente, ma anche sulla capacità di immaginare e progettare il proprio futuro.

L’alfabetizzazione ai futuri

In questo contesto la scuola svolge un ruolo decisivo nell’aiutare studentesse e studenti a sviluppare la futures literacy (alfabetizzazione ai futuri), definita dall’Unesco come “l’abilità che permette alle persone di comprendere meglio il ruolo del futuro in ciò che vedono e fanno”.

La futures literacy fornisce gli strumenti per comprendere le trasformazioni in atto e immaginare scenari alternativi, senza rimanere bloccati nel presente. Significa coltivare la consapevolezza che il futuro non è predeterminato, ma aperto, frutto delle scelte collettive che compiamo oggi. Lavorare sui futuri possibili è quindi un esercizio di cittadinanza attiva perché rende i giovani protagonisti dei cambiamenti e non solo spettatori passivi. Un esempio in questo senso è l’iniziativa “Ecosistema futuro”, nata per mettere i “futuri” al centro della riflessione culturale del Paese, che coinvolge proprio chi promuove la future literacy, con l’obiettivo di generare una società più consapevole, più creativa, più capace di innovare e di governare le incertezze. 

L’Unione Europea ha sottolineato l’importanza degli studi sul futuro inserendo tra le GreenComp dello European sustainability competence framework la capacità di “immaginare futuri sostenibili”. La didattica deve consentire e promuovere la creatività, la flessibilità, e lo spazio e il tempo per l’esplorazione. Gli insegnanti e gli studenti, inoltre, devono anche essere in grado di attingere a diverse discipline e di ricevere e condividere informazioni e contributi tra le diverse materie.

Tre approcci da portare in classe

Gli studi sui futuri mettono a disposizione tre approcci complementari:

  • Forecast: utilizza i dati per prevedere le tendenze, ad esempio l’andamenti dei flussi migratori, dei cambiamenti climatici o dell’occupazione giovanile;
  • Foresight: esplora scenari alternativi e plausibili e può tradursi in esercizi laboratoriali, come immaginare quali soluzioni adottare per rendere più sostenibile le nostre città;
  • Anticipation: invita a prepararsi a eventi inattesi o discontinuità storiche, come la pandemia da Covid-19.

Parlare di futuri a scuola non significa necessariamente fare previsioni, ma educare all’immaginazione critica: offrire ai ragazzi e alle ragazze la possibilità di progettare, di non sentirsi impotenti davanti alle difficoltà, di coltivare speranza e responsabilità. In questo senso, la futures literacy non è un esercizio teorico, ma un allenamento a costruire insieme un futuro più sostenibile ed equo, come indicato dall’Agenda 2030 dell’Onu e dai suoi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile.

L’educazione ai futuri è il tema che verrà approfondito da Cristina Fioravanti (ASviS) e da Francesco Brunori (Skopìa) durante il webinar “Alla scoperta del futuro: scenari e possibilità” in programma il 9 ottobre. L’incontro è parte del ciclo di webinar gratuiti “Trame di futuro: l’Agenda che cambia il mondo”, promosso dall’ASviS e da Deascuola. 

Leggi anche

Giorno della Memoria: proposte didattiche per una lezione non retorica
Come e quando restituire un debito: una breve introduzione ai piani di ammortamento
Quanto ti costa davvero il tuo nuovo smartphone? Un’attività tra matematica e finanza personale
Giornata della Terra 2025: la nostra energia per il pianeta
A scuola con i changemakers #26 Nella vita come negli investimenti: educazione finanziaria a scuola
Scienze Integrate per cittadini responsabili. Il ruolo dell’educazione civica nei corsi di scienze