#Vulnerabilità

Cura, Libertà, Responsabilità, Uguaglianza, Vulnerabilità… parole importanti, che negli ultimi mesi sono diventate improvvisamente necessarie. DeA Scuola propone una parola “necessaria” al mese: partendo dal linguaggio, l’analisi si allarga al mito, alla storia, alla sociologia, alla filosofia e si completa con diverse proposte di attività didattiche. Uno strumento in più per aiutare i ragazzi a sviluppare il senso civico e a riconoscere la scuola come luogo di crescita della persona.


VULNERABILITÀ

L’aggettivo vulnerabile deriva dal latino vulnerare, che significa “ferire”. La nozione di vulnerabilità rimanda quindi alla possibilità di subire una ferita (vulnus) o, in senso esteso e figurato, un’offesa, un danno, un fallimento.
Questa è la condizione in cui gli esseri umani nascono e vivono fin dal momento in cui vengono al mondo. Miti dell’antichità classica e germanica evocano la paura della ferita che conduce alla morte, e lo sforzo per raggiungere l’invulnerabilità, quasi sempre destinato all’insuccesso.
La madre di Achille, Teti, immerge il figlioletto nelle acque dello Stige per renderlo invulnerabile, tenendolo però per un tallone che rimarrà il suo punto debole.
Sigfrido, dopo aver affrontato il drago, si bagna nel suo sangue per diventare invincibile, ma una foglia, posandosi sulla sua spalla, lascia quel punto del corpo esposto alla ferita mortale.
Oggi usiamo il termine vulnerabilità per indicare non solo la fragilità della vita umana, ma anche le situazioni di insicurezza economica e sociale, e i rischi legati alla sopravvivenza delle specie animali e vegetali in un contesto di crisi ambientale e climatica.

Vulnerabilità universale e particolare

Porre l’attenzione sulla vulnerabilità significa mettere in discussione l’illusione dell’Io autonomo, autosufficiente e sovrano della tradizione filosofica e politica occidentale.
Se infatti riconosciamo la nostra costitutiva esposizione alla possibilità della violenza, del danno, della sofferenza siamo rimandati, immediatamente, al nostro bisogno di cura, alla nostra dipendenza dagli altri e dall’ambiente in cui viviamo.
Questa caratteristica, spesso attribuita solo ai soggetti femminili o ai minori, va compresa invece come condizione universale, perché originaria e strutturale, degli esseri umani.
Tuttavia, è altrettanto importante notare come un simile dato di partenza è sperimentato in modo diverso dalle persone, in base alle reti di protezione e cura su cui possono effettivamente contare. Così, per alcuni, la vulnerabilità si renderà visibile solo in fasi e momenti della vita come la prima infanzia, la vecchiaia o la malattia. Per altri, invece, in mancanza di condizioni sociali, economiche o ambientali adeguate a sostenere la vita, l’esposizione al rischio di violenza e di morte è un’esperienza quotidiana.
Ciò significa che la vulnerabilità, oltre a essere un fatto universale, è anche al tempo stesso una condizione che si manifesta in modo particolare nelle persone e nei gruppi umani che vivono in condizione di maggiore svantaggio, a causa di povertà, disabilità, discriminazioni sessuali e razziali.

La vulnerabilità nella pandemia

La pandemia di Covid-19 ci ha messo di fronte all’evidenza della nostra vulnerabilità. Il timore di una malattia che si trasmette per contagio rivela il carattere universale di questa condizione, che deriva dall’essere non solo esposti al rischio, perché in relazione con gli altri e l’ambiente, ma anche costitutivamente interdipendenti.
Inoltre, la vulnerabilità si è mostrata maggiormente in individui o gruppi privi delle risorse necessarie a mitigare l’impatto del virus, sia per mancanza di un’adeguata assistenza sanitaria sia per l’assenza di protezioni di tipo economico, sociale, abitativo.
Infine, la pandemia di Covid-19 ha evidenziato che viviamo in un mondo estremamente vulnerabile, anche a causa della crisi ecologica che noi stessi abbiamo pesantemente contribuito a creare, e che potrebbe produrre, tra i diversi effetti nocivi sul nostro pianeta, anche la minaccia di nuovi virus. Ciò ha reso particolarmente urgente, a livello globale, un cambio di rotta nelle politiche ambientali.


Per approfondire:

  • La lezione della filosofa Elena Pulcini al Festival Filosofia di Modena: “Vulnerabilità. Una risorsa per il soggetto responsabile?
  • Il TED Talk della sociologa Brené Brown su “Il potere della vulnerabilità”.
  • Una lezione del filosofo del diritto Luigi Ferrajoli sul rapporto tra uguaglianza e democrazia.
  • Sulla vulnerabilità come condizione emersa nella pandemia di Covid-19: Vittorio Emanuele Parsi, Vulnerabili. Come la pandemia cambierà il mondo: tre scenari per la politica internazionale, Piemme, Milano 2020 (formato ebook).

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