Parole necessarie
Il lessico della convivenza

#Cura

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Cura, Libertà, Responsabilità, Uguaglianza, Vulnerabilità… parole importanti, che negli ultimi mesi sono diventate improvvisamente necessarie. DeA Scuola propone una parola “necessaria” al mese: partendo dal linguaggio, l’analisi si allarga al mito, alla storia, alla sociologia, alla filosofia e si completa con diverse proposte di attività didattiche. Uno strumento in più per aiutare i ragazzi a sviluppare il senso civico e a riconoscere la scuola come luogo di crescita della persona.


CURA

Ci sono esperienze umane fondamentali senza le quali l’esistenza non sarebbe possibile. Una di queste ruota intorno al concetto di “cura”.
In un antico mito latino, tramandato da Igino (I sec. d.C.) e riportato da Martin Heidegger in Essere e tempo (1927), si racconta di come la figura mitologica della Cura, raccogliendo del fango dal greto di un fiume, abbia plasmato l’essere umano (homo, da humus, “terra”). Siccome questa creatura condivideva con la terra non solo la materia che la componeva ma anche la fragilità, la Cura decise di non abbandonarla al proprio destino, ma di accompagnarla e proteggerla per tutta la sua esistenza.
L’essere umano, infatti, nasce in una condizione di assoluta dipendenza e vulnerabilità, e non potrebbe sopravvivere se non fosse accudito. Resta inoltre bisognoso di sostegno e assistenza, per la salute del corpo e della mente, lungo tutto l’arco della vita, non soltanto in caso di malattia o vecchiaia, ma anche per crescere e fiorire nelle capacità intellettive, motorie, emozionali, relazionali.
Chiamiamo “cura” l’insieme delle attenzioni (curarsi di) e delle pratiche (curare) che rispondono a questi bisogni essenziali e che comportano un impegno verso l’altro, a livello individuale e collettivo.

La parola

Nelle due prime attestazioni in lingua italiana, il termine cura aveva due significati principali: “inquietudine, preoccupazione” e “sollecitudine, interessamento premuroso”. Gli antichi greci, invece, usavano parole diverse per indicare questi aspetti. Parlavano di mérimna per indicare la cura del nostro ciclo vitale, ovvero la preoccupazione per la sopravvivenza, di epiméleia per la cura dell’anima, cioè per indicare quella sollecitudine che serve a far fiorire le disposizioni proprie e altrui; inoltre, utilizzavano therapéia per la cura della malattia, quindi per lo sforzo che serve a lenire la sofferenza.
Nella lingua italiana cura è una parola polisemica, che contiene tutti questi significati. Secondo il vocabolario Treccani può indicare: l’interessamento premuroso per qualcosa o qualcuno (es. cure parentali); l’avere riguardo, attenzione (es. aver cura di sé); l’attività in cui si è direttamente impegnati (es. cura della casa); le terapie, i rimedi, le attività di assistenza che hanno il fine di guarire una malattia.

L’etica della cura

Pur essendo una dimensione essenziale e irrinunciabile, la cura rischia di essere trascurata nella nostra comprensione dell’umano. Questo perché il pensiero della modernità si è retto per secoli sull’ideale di un individuo autonomo e razionale, adulto e perfettamente abile, dedicando assai poca considerazione alla dimensione della fragilità dei corpi, della dipendenza, delle relazioni essenziali alla vita.
Le attività necessarie per garantire agli esseri umani non soltanto di venire nutriti e vestiti, ma anche sostenuti nella crescita morale e intellettuale, e guariti dalle malattie, sono state considerate un problema privato, domestico, affidato alle donne o ad altri soggetti inferiorizzati (gli schiavi, i servi). L’ambito della vita pubblica è stato invece immaginato come un dominio maschile, a cui il problema della cura restava estraneo.
Fin dagli anni Settanta, però, il pensiero femminista si è preoccupato di far uscire la dimensione della corporeità, del bisogno, della dipendenza degli esseri umani dal cono d’ombra in cui si trovava relegato. In particolare, le teoriche dell’etica e della politica della cura hanno insegnato a valorizzare questa dimensione della vita umana, sia come pratica che mantiene in vita il vivente, lo conserva e lo ripara, sia come disposizione, fatta di attenzione, preoccupazione, sollecitudine, verso gli altri e verso il mondo. Come scrive Carol Gilligan, l’autrice che ha inaugurato questo filone di pensiero, «la vita è fatta di rapporti e della cura che vi mettiamo».
L’obiettivo delle teoriche della cura è trasformare il sistema di priorità delle nostre società e creare comunità capaci di valorizzare le relazioni, i legami di reciprocità, l’uguale rispetto per le persone, nella diversità dei loro bisogni.
La filosofa americana Joan Tronto parla di «democrazia della cura» per indicare la necessità di una politica che chiami tutti (non soltanto le donne) a esercitare compiti di cura, ma anche che provveda ai bisogni di cura di tutta la popolazione, attraverso sistemi di welfare, sanità e istruzione davvero universali.

La cura nella pandemia

Nella pandemia di Covid-19, di fronte al rischio di contagio, ci siamo scoperti tutti bisognosi di cura, mentre siamo stati chiamati a curarci degli altri, attraverso piccole e grandi attenzioni, come indossare la mascherina e mantenere le distanze. Abbiamo avuto la prova di quanto la nostra vita sia legata a quella delle altre specie viventi, e capito quanto importante sia la cura del pianeta e degli ecosistemi. Inoltre, è emersa l’importanza di sistemi sanitari efficienti, di interventi di sostegno alle fragilità economiche e sociali, e di misure per la protezione dell’ambiente.
La domanda oggi è: come possiamo rileggere questa esperienza alla luce del concetto di cura?

Attività

  1. Si invitano studentesse e studenti – da soli a casa o insieme in classe – a guardare il video (6 minuti circa) della linguista Valeria Della Valle.
    Quindi si discute in classe delle accezioni della parola “cura” nel linguaggio attuale. Si può anche chiedere a ciascun allievo/a di formulare una frase che contenga la parola “cura” riferita a una sua esperienza personale.
  2. Si invita la classe ad approfondire l’etica della cura nel pensiero femminista guardando il video (10 minuti circa) e/o leggendo:
    • l’Intervista a Luisella Battaglia,
    • L. Battaglia, Etica e politica della cura,
    • B. Casalini, L’etica della cura,
    • G. Serughetti, Democratizzare la cura, curare la democrazia
  3. Dopo aver ascoltato la canzone La cura di Franco Battiato, si discute in classe del potere terapeutico delle parole e della musica.

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