Religione/ Come si forma un pregiudizio? Intervista doppia a Moni Ovadia e Baruch Lampronti

27/04/2016

di Mariachiara Giorda

Un pregiudizio si crea attraverso un processo in tre stadi che prevede:

1. la categorizzazione, ovvero la semplificazione, la riduzione identitaria all’unico (esiste un ebreo);
2. la stereotipizzazione, cioè tutti gli ebrei sono ricchi e… viceversa;
3. il giudizio, che spesso è emotivo e si auto-fonda e alimenta un certo modo di intendere la coesione sociale e culturale: degli ebrei non ci si può fidare.

I pregiudizi possono essere espressi in modo aperto e diretto, oppure in modo celato o nascosto. Un esempio in questo senso è il rigetto o il rifiuto del riconoscimento di un determinato gruppo o l’esagerazione delle differenze culturali. I pregiudizi giustificano l’ineguaglianza e incoraggiano o facilitano azioni giustificando atti di semplificazione, non riconoscimento e annientamento, basandoli su un ordine naturale, su differenze biologiche presupposte o su caratteristiche tipiche di gruppi inseriti in un preciso ordine della scala sociale. I pregiudizi creano norme sociali e culturali poiché hanno la forza di definire ciò che è giusto e normale e offrono legittimazione a comportamenti e atti violenti: in alcuni casi sono giustificati, in quanto in grado di mettere in pratica, in modo considerato coraggioso, ciò che ognuno pensa. Di conseguenza, la discriminazione fa riferimento a un comportamento negativo e di esclusione.
Uno degli elementi alla base dei pregiudizi è senza dubbio l’ignoranza: ciò che non si conosce è semplificato e produce mistificazioni e false credenze…
La stessa “ignoranza” è fondamentale per comprendere anche l’attecchimento dei fondamentalismi e dei radicalismi, sia come mancanza di strumenti adeguati relativi alle altre religioni che diventano nemici da abbattere sia anche nella forma d’incomprensioni sulla propria tradizione che portano a falsi miti e a un rovesciamento della plausibilità di precetti, dottrine e pratiche. Tale processo apre la strada al radicalismo e al fondamentalismo, espressioni della santa ignoranza. Se non esiste un tessuto culturale in grado di conoscere e riconoscere le esperienze religiose, si diffondono l’ignoranza e l’impossibilità di esplorare il modo di vivere insieme in una società plurale e super-diversa. Connotati tipici di questa nuova condizione sociale possono essere acceleratori dei radicalismi, in assenza di una conoscenza adeguata; al contrario, imparare significa dotarsi di strumenti per far fronte alle sfide che la diversità religiosa porta con sé.
In questo video proviamo a smontare alcuni pregiudizi sull’ebraismo e a offrire strumenti per imparare la sua storia.

intervista doppia ebraismo

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