Quale valore ha oggi l'insegnamento della religione a scuola?

31/03/2016

Nel contesto attuale di multiculturalità e secolarizzazione che valore aggiunto possiamo dare all‘insegnamento della religione a scuola? Oltre ad abbracciare il taglio storico-critico, a essere accattivante nella grafica e facile da consultare, che cosa deve offrire un testo di religione? Senza dubbio la chiave di coinvolgimento degli studenti è l’attualità e il vissuto dei ragazzi.
Sono proprio quest’attualità e questo vissuto che determinano nei nostri studenti, con frequenza crescente, l’incontro con l’altro: il compagno che proviene da altri contesti geografici e culturali. Per questo un libro di testo di religione deve saper rispondere anche alle esigenze multiculturali del cittadino di oggi e di domani, chiamato a conoscere e a dar conto della propria tradizione e, nello stesso tempo, a conoscere e apprezzare quelle differenti di chi cammina di fianco a noi, compresa quella di chi non crede affatto.
Proprio con questo spirito abbiamo sottoposto ad alcuni esponenti delle comunità ebraica, islamica e laica il nuovo testo per l’Irc per la secondaria di secondo grado All’ombra del sicomoro (Marietti Scuola) che vuole rispondere alle esigenze culturali e formative di ogni studente con un’esposizione modulata lungo tutto il percorso, sempre semplice e chiara, che valorizza la novità e la modernità del messaggio cristiano.

Questi sono i brevi contributi che abbiamo ricevuto dagli esponenti delle comunità interpellate:

Imam YAHYA PALLAVICINI – Comunità Religiosa Islamica Italiana
La conoscenza dei valori delle religioni è presentata nell’opera All’ombra del sicomoro come una ricchezza che unisce tutte le discipline scolastiche e, contemporaneamente, abbraccia i grandi temi della vita. Si tratta di una scelta, da parte degli Autori, fondata su un ingente lavoro di organizzazione di materiali e di preziose esperienze didattiche.
Lo sforzo principale per un insegnante di religione è di saper distinguere fra la trasmissione obiettiva, a scopo informativo, degli elementi essenziali della dottrina e della storia sacra propria di ciascuna religione e l’insegnamento catechistico. Sul fronte opposto, si rischia di eccedere nella sperimentazione cadendo in un certo relativismo che tenta di uniformare il “fenomeno religioso”, attraverso un preteso “distillato quintessenziale” nel quale nessuna vera religione può seriamente riconoscersi. Gli Autori, invece, rendono credibili i contenuti delle varie confessioni, compresi quelli relativi all’islam, sottolineando l’importanza della
dimensione spirituale dell’uomo e della donna.
Già nel 1997 la Commissione Nazionale per l’Educazione Interculturale del Ministero della Pubblica Istruzione, alla quale presi parte, cercò di delineare alcuni punti chiave utili per il mondo della scuola. In particolare, ci si adoperò perché la conoscenza delle religioni non avvenisse in funzione di necessità quantitative, per esempio rispetto al numero di studenti appartenenti a una determinata confessione, bensì in funzione del ruolo della scuola stessa. Vale a dire il primo luogo d’incontro e scambio tra giovani, che mantenendo le rispettive identità, possano contribuire alla crescita della società civile.
È più che mai urgente, anche da parte degli studenti musulmani e delle loro famiglie, riuscire a integrare in modo più equilibrato la fede d’appartenenza e la cultura d’origine all’interno del contesto laico della società contemporanea. Sarebbe auspicabile, infatti, che l’ora di religione venisse seguita anche dagli studenti musulmani come occasione di confronto e arricchimento, piuttosto che astenersene.
La qualità dell’educare costituisce il fulcro dei processi di trasformazione sociale in quanto espressione di una reale libertà, affinché ciascuno possa essere riconosciuto per il patrimonio che rappresenta e mai come una contaminazione negativa. Tutto ciò è possibile valorizzando adeguatamente le qualificazioni e le competenze dei docenti.
Grazie a questo libro, un passo importante è stato compiuto verso una maggiore qualità nell’ambito della conoscenza delle religioni i cui frutti, se Dio vuole, saranno di beneficio per diverse generazioni di studenti e di docenti.

SARAH KAMINSKI – Docente di Ebraico, Università di Torino
La conoscenza delle religioni ci permette un avvicinamento senza pregiudizi alla moltitudine di culture di cui è composto il nostro mondo. Sapere e partecipare a un gruppo di fede non significa erigere una barriera davanti alle altre espressioni di culto e manifestazioni di spiritualità, bensì acquisire una maggiore responsabilità sulle differenze e somiglianze tra gli individui che compongono la nostra società. I monoteismi caratterizzano l’universo occidentale che, in poco più di mezzo secolo, è divenuto uno spazio condiviso non solo da cristiani ed ebrei, ma anche dai musulmani. Infatti, il testo espone con sapienza le connessione e le differenze tra le religioni e indica con chiarezza il messaggio del monoteismo rivelato dal Creatore al patriarca Abramo.
Nel Midrash, l’antico testo di commento e interpretazione scritto dai saggi d’Israele si legge:
Quando Abramo era un bambino di tre anni uscì dalla grotta e si chiese: “Chi è colui che creò la terra, il cielo e me?”. Prego tutto il giorno al sole, ma verso sera quello tramontò e la luna, con intorno tutte le stelle salì nel firmamento. Abramo continuò a pregare, ma all’alba il sole rispuntò e il ragazzino rifletté: “Gli astri non hanno potere! È il Signore a comandarli, pregherò a Lui”.
A volte la narrazione semplice penetra con più forza nei cuori della gente, superando barriere e confini. L’ebraismo ha consegnato all’umanità le sette regole di Noè e il Decalogo, ma l’insegnamento del cuore lucido e premuroso, che si ripete in molte altre fedi, si manifesta nelle parole del grande rabbino Hillel “Non fare al tuo compagno quello che non vorresti fosse fatto a te”.

SONIA BRUNETTI LUZZATI – Dirigente delle Scuole Ebraiche di Torino
L’analisi comparata dell’Unesco sui modelli di educazione religiosa nelle scuole pubbliche dimostra che non esiste uno “standard europeo” e che la gamma di approcci e di politiche è molto ampia.
Politici ed esperti s’interrogano su come affrontare contenuti, preparare materiali, sperimentare metodologie che favoriscano negli studenti la comprensione di sé e dell’altro, dei propri valori e dell’impegno sulle questioni etiche in modo da contribuire allo sviluppo di una comunità scolastica che sia microcosmo e modello di una società aperta. La commissione incaricata giunge però alla conclusione che è comunque ancora necessaria una discussione più ampia sulla vita interiore, sulla spiritualità e sul loro ruolo nella creazione di valori e atteggiamenti.
L’augurio è che questo libro, espressione di una didattica innovativa e stimolante, contribuisca alla formazione e alla crescita di giovani cittadini del mondo responsabili e rispettosi della ricchezza e del valore di ognuno.

MARCO CHIAUZZA- Dirigente scolastico e Vicepresidente Nazionale della FNISM (Federazione Nazionale Insegnanti)
All’ombra del sicomoro delinea una vera e propria geografia della spiritualità, capace di muoversi nelle sue articolazioni interne, complesse e frastagliate, ma anche di ampliare i suoi confini esterni, che si estendono ben al di là dei limiti delle religioni storicamente determinatisi. Una spiritualità che deve oggi tener conto di nuove e sempre più ampie prospettive, accomunate dall’esigenza comune dell’interrogazione sul senso dell’esistenza e dell’essere, ma non più esauribili – se mai lo sono state – nell’ambito delle religioni istituzionalizzate: dalle forme di religiosità individuale che si risolvono nell’interiorità del singolo, alle spiritualità atea e agnostica, alla laicità come cornice neutrale di confronto che sola può garantire a tutti e a ciascuno le condizioni di un’esperienza esistenziale.
L’impostazione di questo testo, insomma, delinea un’operazione culturale e didattica di ampio respiro, aperta anche alla prospettiva di un futuro insegnamento non confessionale della storia delle religioni e della fenomenologia della spiritualità.

 

>> Vai alla scheda del libro All’ombra del sicomoro

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