Geografie sacre: i luoghi delle religioni in città

03/03/2017

Da sempre l’umanità ha individuato luoghi considerati sacri.
Nonostante la diversità delle varie religioni, sotto tutti i cieli e in tutte le epoche ci sono stati e ci sono luoghi per esprimere e vivere il religioso, per comunicare con il divino, per mettersi alla sua presenza.
Inizialmente, l’uomo ha visto in monti, rocce, strapiombi, boschi oscuri, caverne tenebrose il manifestarsi e l’abitare della potenza divina.
Poi, ai santuari naturali si aggiunsero i santuari, dai più semplici ai più maestosi e complessi, costruiti dall’uomo per ospitare la divinità, per celebrare il culto, per incontrarsi.
Nelle città i cambiamenti religiosi rappresentano un focus cruciale e situare la religione in un contesto significa prendere in considerazione le modalità con cui uomini e donne abitano gli spazi, li trasformano in luoghi dinamici con i loro corpi, le loro relazioni, le loro emozioni, i loro legami sociali, i loro oggetti. Ciò accade anche in contesti che storicamente hanno visto un monopolio da parte di una tradizione religiosa e che oggi stanno assistendo a cambiamenti dovuti alla diffusione di nuove religioni, non solo culturali, ma anche architettonici, di pianificazione e di organizzazione urbana.
Questo accade, per esempio, a Torino, dove vi sono centinaia di luoghi di culto, punti di ritrovo per le comunità e i gruppi religiosi: cattolici, ortodossi, ebrei, evangelici, buddhisti, induisti, bahai… si prega ovunque.
Tra i più antichi, ci sono la sinagoga e il Tempio valdese, edifici molto vicini e costruiti entrambi subito dopo la concessione dei diritti civili agli ebrei e ai valdesi del 1848. Tra i più recenti, le moschee, spesso ospitate in capannoni o magazzini, come la Moschea Taiba, in un ex stabilimento cinematografico.

In zonaReligione abbiamo pubblicato il primo dei video della serie Luoghi di culto che ci permette la visita alla sinagoga di Torino con la guida di Baruch Lampronti, rappresentante della Comunità ebraica della città.

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