I veri docenti geek e innovatori? Sorpresa! Sono gli over 45 e di area umanistica

01/04/2016

Animatori digitali, coding, utilizzo delle tecnologie e dei social network e in classe: sono questi i nuovi “must have” della scuola italiana, citati anche nel piano del Governo “La Buona Scuola”. Ma chi sono gli insegnanti che ogni giorno rendono innovativa la didattica nelle aule delle scuole, vincendo spesso diffidenze di ogni sorta? Chi sono i “professori con voglia di innovare”? Lo abbiamo chiesto ai ricercatori del Laboratorio di ricerca HOC-LAB* del Politecnico di Milano, che nell’anno scolastico 2014-2015 hanno somministrato un questionario dettagliato a numerosi docenti italiani, raccogliendo 403 risposte e realizzando poi 120 interviste più specifiche.

Nicoletta Di Blas, Ricercatrice in pedagogia speciale presso il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, ci rivela prima di tutto un dato tutt’altro che prevedibile: non sono i giovanissimi docenti ad essere i più attivi, ma quelli che hanno alle spalle numerosi anni di servizio. Il dato più eclatante ci rivela infatti che il docente “innovatore” (da non confondere con la neonata figura dell’ “animatore digitale”) ha, nel 65,2% dei casi, un’età compresa fra i 46 e i 60. Il dato anagrafico rivelato dalla ricerca è, per lo meno a primo acchito, curioso e singolare, ma suggerisce un’interessante intuizione: “per partecipare ad attività un po’ “coraggiose” con le tecnologie conta una grande esperienza didattica e la consapevolezza di poter gestire i processi“, più che la giovane età, ci dice Nicoletta Di Blas. Come a dire che la competenza pedagogica risulta più importante della preparazione in ambito tecnologico tout court.

Un altro dato interessante che HOC-LAB porta alla luce è quello dell’area di competenza dei docenti più coinvolti nella ricerca di una conciliazione fra didattica e tecnologie: la maggior parte appartiene all’area umanistica più che tecnico scientifica. “Va detto che noi li invitiamo espressamente– racconta Di Blas- dicendo che è opportuno usare le tecnologie, nel caso dello storytelling digitale, per insegnare a comunicare, cosa che nel terzo millennio vuol dire comunicare in modo digitale e multimediale. E chi se non i docenti di materie umanistiche dovrebbe farlo?

Non solo, il 41,4% dei docenti intervistati ammette anche di conoscere “poco o molto poco” del mondo tecnologico e a dispetto dei luoghi comuni la maggior parte degli innovatori sono donne e, nello studio specifico, sono addirittura il 94% circa.

Ma quali sono i risultati ottenuti da questi docenti innovatori? La ricerca evidenzia che il 97,5% degli studenti accresce “molto/moltissimo” la propria conoscenza del contenuto, l’89,1% migliora la propria capacità di comunicare, l’80,3% migliora la “media literacy” (comunicare in maniera multimediale), il 91% aumenta la capacità di lavorare in gruppo. “Docenti con una bassa competenza tecnologica– sottolinea Di Blas- ma un’alta competenza pedagogica ottengono, usando le tecnologie nella didattica, risultati ottimi. Non nel senso banale che gli studenti “sono contenti” e nemmeno semplicemente “motivati” (sebbene la motivazione sia importante), ma proprio nel senso di benefici didattici effettivi“.

I risultati quindi ci sono e i docenti meno preparati in ambito tecnologico risultano i più attivi. Ma come vanno preparati i docenti ad affrontare la sfida di tecnologie che ci cambiano sotto il naso ogni giorno? “Non devono diventare dei nerd, devono diventare/essere persone capaci di gestire processi didattici anzitutto e poi direi situazioni “progettuali”. Capaci inoltre di gestire la propria ignoranza di questo o quell’aspetto tecnologico, di merito… senza che questo li mandi in crisi ma anzi li spinga a rintracciare le risorse, in primis guardando tra i banchi. Mi sembra una lezione molto consolante“.


*HOC-LAB si rivolge da quasi 20 anni ai docenti, in particolare con il diploma online per esperto nell’uso delle tecnologie nella didattica (www.dol.polimi.it), un master in varie formule per docenti che vogliono capire come fare a introdurre le tecnologie a scuola.

 

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