Senza banchi, senza classi e materiale didattico comune. La classe si fa nuova

31/10/2017

Lo sostengono numerose ricerche Universitarie: innovare il setting organizzativo delle classi aiuta gli studenti a collaborare e ad apprendere meglio. Perchè, come affermava il pedagosista Loris Malaguzzi, “ lo spazio didattico è come un terzo insegnante”.


Quando si parla di didattica “innovativa”, la prima cosa a cui si fa riferimento sono i nuovi e alternativi metodi di insegnamento. Pochi pensano a quanto sia fondamentale, per l’apprendimento dei ragazzi, una giusta e meditata organizzazione delle classi. 
Secondo una ricerca inglese fatta dall’Università di Salford (Manchester) e intitolata Clever Classrooms, il rendimento degli alunni delle scuole elementari migliora se l’aula in cui studiano è bella, vivibile e colorata. Le aule ben progettate, afferma la ricerca, possono aumentare l’apprendimento negli alunni fino al 16% in un solo anno. Tutti indizi che fanno riflettere su come il giusto setting organizzativo dello spazio e il loro arredamento possa aiutare gli studenti ad apprendere meglio e con più coinvolgimento.
E quindi: spazi aperti, arredi flessibili, classi colorate, banchi con le ruote, schermi interattivi e sedie scorrevoli diventano gli elementi di una nuova idea di classe, che abbandona lo spazio e il setting tradizionali e favorisce un coinvolgimento da parte degli studenti, non più semplici uditori ma protagonisti attivi delle lezioni in aula.
Ecco tre esempi di gestione alternativa dello spazio didattico:


Il metodo “DADA” assegna le classi ai docenti e fa spostare gli studenti di aula in aula

Hitane_Elementary_School_classroom_2Le classi che aderiscono al progetto “D.A.D.A.” (molto apprezzato nei paesi anglosassini e approdato in Italia), dimenticano il setting statico della classe tradizionale e puntano alla mobilità degli spazi didattici. La classica disposizione dei banchi a platea, che vuole il docente in cattedra e gli studenti in file orizzontali, si trasforma secondo il gusto personale del docente. La particolarità del metodo “D.A.D.A.” si basa sulla creazione di ambienti di apprendimento attivi e sulla continua mobilità degli studenti: al cambio dell’ora, infatti, gli alunni cambiano aula a seconda della materia che devono seguire, mentre i docenti rimangono nella relativa aula. Ogni “aula–ambiente di apprendimento”, viene infatti assegnata a uno o due docenti della medesima disciplina, che organizzano e modulano gli spazi, gli arredi e gli accessori nel modo a loro più funzionale, anche in collaborazione con gli alunni stessi.
Una formula innovativa, quella di DADA, che è stata sperimentata ad esempio al liceo “Kennedy” di Roma, al “Labriola” di Ostia e alla “Antonio Amore” di Pozzallo, in Sicilia.

> Perché è efficace: perché rende dinamiche le lezioni e perché ogni aula è personalizzata dal docente della materia e stimola gli studenti a una migliore concentrazione.


Banchi in gruppo, spazi liberi e materiale didattico in comune

Elementary_classroom_in_AlaskaLa maestra Angela Maltoni (scuola primaria D. Ferrero di Genova), premiata per il suo progetto di sperimentazione didattica Insieme per un futuro più equo, basato sul’intercultura e il plurilinguismo, attua da anni anche un cambiamento del classico layout dei banchi.
L’aula è disposta secondo alcune delle teorie messe a punto dal pedagogista francese Célestin Freine: lavorare in gruppo e non individualmente, con i banchi disposti a isole e il materiale didattico (penne, matite, colori, gomme, pennarelli) ad uso comune.

> Perché è efficace: perché gli studenti hanno la possibilità di lavorare in gruppo e non singolarmente e di poter sfruttare spazi liberi. Migliora la socialità e si apprezzano le diversità di ognuno. Il fatto di condividere il materiale scolastico avvicina i ragazzi ai concetti della condivisione e della convivenza.


La scuola senza banchi

scuola senza banchiSi può studiare senza banchi, in uno spazio fluido e aperto? 
Un esempio di scuola che ha “fatto scuola” in questo senso è l’istituto Vittra di Stoccolma che, superando il modello mono-setting, abbandona radicalmente l’idea della classe tradizionale. Niente banchi e cattedre. L’ambiente di apprendimento scolastico è suddiviso in cinque spazi, ciascuno dei quali è fondato su specifici processi cognitivi in un virtuoso equilibrio tra ambiente fisico e digitale. Non esistono nemmeno muri e non esiste il concetto della “classe”, ma ampi spazi luminosi che gli alunni possono sfruttare liberamente. I grandi spazi open-space hanno il preciso obiettivo di formare studenti open-minded.

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Perché è efficace: perché rende l’ambiente scolastico estremamente stimolante, migliora l’autonomia e il senso di responsabilità degli alunni

 

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