Cuori Intelligenti: leggi l'introduzione al percorso dedicato alla canzone

18/03/2016

In occasione dell’uscita di Cuori Intelligenti, la nuova letteratura Garzanti Scuola, DeALive vi propone alcune pagine del manuale, esemplificative dello stile e dei contenuti scelti dall’autore.
Nelle settimane scorse vi abbiamo proposto la lettura dell’introduzione al Volume 1 – Dalle origini al Rinascimento, l’introduzione al Volume 2 – Dal Barocco al Romanticismo, l’introduzione al volume su Giacomo Leopardi, l’introduzione al Volume 3– Dal secondo Ottocento al primo Novecento e l’introduzione all’antologia della Commedia.

Oggi vi proponiamo l’introduzione a uno dei percorsi del terzo volume, dedicato alla forma artistica a oggi più diffusa e più amata dai giovani: la canzone.
Nel 1984 Franco Fortini aveva scritto che lo spessore culturale delle canzoni era «ormai inseparabile da quello delle ricerche della poesia “vestita da poesia”». Allora era stata una brillante intuizione, oggi è un’innegabile evidenza.


 

Volume 3b – Dal secondo Novecento a oggi
La canzone: una rivoluzione alla metà del Novecento

Nell’arco di pochi decenni la musica leggera ha cambiato sia la sua natura sia la sua posizione nel sistema dei generi artistici e nella società. All’inizio dell’Uomo senza qualità Musil parla delle canzoni che piacciono a uno dei personaggi del romanzo, Leona, e dice che «erano vecchie canzonette fuori moda che parlavano tutte di amore, dolore, fedeltà, abbandono, mormorii di selve e guizzi di trote nei torrenti». Possiamo dire che fino agli anni Cinquanta la maggior parte delle canzoni era questo, parlava di questo. Basta scorrere l’elenco delle canzoni che hanno vinto il Festival di SanremoGrazie dei fiori (1951), Vola colomba (1952), Viale d’autunno (1953), Tutte le mamme (1954) e così via. Sono canzoni semplici, che parlano di sentimenti semplici con parole semplici.
 
Con gli anni Sessanta cambia tutto. I giovani nati negli anni Quaranta sono i primi, da molte generazioni, a non conoscere la guerra; al contrario, vivono in mezzo alla più grande fase di espansione economica della storia occidentale. Sono tanti, ricchi, e hanno molto tempo libero da dedicare alla cultura e alle arti, soprattutto alle nuove arti come il cinema e la canzone. E tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, artisti come Elvis Presley, i Beatles, i Rolling Stones, Bob Dylan, Leonard Cohen dimostrano che la canzone pop-rock può dire cose che sino ad allora non aveva detto, che può essere originale, profonda, seria e, soprattutto, personale come una poesia.
 
In Italia, il cambiamento comincia a manifestarsi nelle canzoni di autori come Gino Paoli, Luigi Tenco, Sergio Endrigo: i cosiddetti cantautori della “scuola genovese”. Ma presto la “canzone d’autore” diventa un fenomeno nazionale, e coinvolge autori e interpreti ancor oggi amati da ogni italiano: gli anni Settanta e Ottanta sono quelli dei cantautori, da Fabrizio De Andrè a Lucio Dalla, da Rino Gaetano a Francesco De Gregori, da Antonello Venditti a Ivano Fossati. E dagli anni Novanta a oggi il pop, il rock, l’hip hop, il rap e gli altri generi della musica leggera diventano sempre più centrali nel sistema delle arti, tanto da occupare, soprattutto tra i giovani, il posto che in altre epoche avevano occupato la poesia o il melodramma.
 
Da un lato, la canzone è oggi il genere artistico più familiare per i giovani, e l’unico che molti di loro non solo consumino ma producano in prima persona. Un tempo le scuole erano piene di poeti dilettanti, oggi sono pieni di rapper in erba. Dall’altro lato, le canzoni sono testi, cioè congegni (anche) verbali che possono essere studiati proprio come si studiano i romanzi e le poesie, e testi la cui qualità è oggi, non di rado, alta quanto quella delle migliori pagine di romanzo e delle migliori poesie.
 
Ciò significa che ai testi delle canzoni si possono porre domande simili a quelle che si pongono ai testi delle poesie che si studiano a scuola. Chi è la «mother Mary» di cui Paul McCartney parla in Let It Be? In Born in the Usa, Bruce Springsteen fa un elogio o una critica della nazione in cui è nato? Perché gli Afterhours intitolano una loro canzone Il paese è reale? A che cosa alludono i 21 grammi di cui parla Fedez in una sua canzone?
Si tratta di leggere, riflettere, fare ipotesi. Proprio come con la letteratura “seria”; ed è un ottimo esercizio anche per prepararsi alla letteratura “seria” (e per capire che non sono due mondi incompatibili).

Claudio Giunta
 

> Tutte le informazioni sul libro su deascuola.it

Scopri qui le tappe di Letteratura on the road e iscriviti agli eventi

In «Lettere e storia»

In classe con l'autore: il nuovo progetto di DeA Planeta Libri

01/09/2018 da redazione DeaScuola

Come trasformare i giovani di oggi in lettori accaniti? Come portarli a riflettere sui grandi temi di attualità e informazione? DeA Planeta Libri presenta il nuovo progetto “In classe con l’autore” per contribuire allo sviluppo della passione dei giovani per la letteratura e guidarli nella riflessione su tematiche importanti della cultura contemporanea, come il girl power, i valori di accoglienza ed amicizia, il razzismo e l’immigrazione...

leggi

#maturità2018: il commento di Claudio Giunta alla prima prova

20/06/2018 da Claudio Giunta

Forse non sono la persona giusta per parlare dell’Esame di Stato, perché ho molti dubbi circa il fatto che serva a qualcosa. Sospetto che un esame che viene superato dal 99.5% dei candidati (questo il dato del 2017) non sia veramente un esame ma una di quelle cose fatte pro forma, cioè retoricamente, nelle quali l’Italia è specialista...

leggi

E20/ L'attualità in classe. Giovani e Lavoro

04/04/2018 da Enrico Caporale

Le innovazioni tecnologiche hanno cancellato molte mansioni e i giovani devono reinventarsi per trovare un impiego. Si pensi allo sportello bancario, al casello autostradale, alle agenzie di viaggi e ai negozi di dischi o dvd, tutti impieghi spazzati via dall’avvento dei robot...

leggi
© 2015-2018 De Agostini Scuola - P.IVA 01792180034 - De Agostini Scuola S.p.A. è certificata UNI EN ISO 9001 da RINA