#E20/2020 Attualità per la DAD
Il lavoro dalla fabbrica fordista allo smart working

<small>#E20/2020 Attualità per la DAD</small><br>Il lavoro dalla fabbrica fordista allo smart working

E20/2020 Attualità per la DAD propone attività su temi di attualità e di cittadinanza, anche in vista del colloquio d’esame, partendo da articoli del quotidiano La Stampa, organizzati in percorsi didattici grazie alla collaborazione con De Agostini Scuola: un modo diverso per fare didattica (ed educazione civica) a distanza.

La pandemia che ha sconvolto il pianeta nel 2020 ha ulteriormente accelerato il processo di trasformazione del lavoro; l’impulso impresso al cosiddetto smart working ha infatti raddoppiato in poco tempo il numero di quanti svolgono la loro attività lavorativa in modalità remota. Le condizioni particolari provocate dalla necessità di isolamento sociale hanno dimostrato concretamente ciò che gli analisti sostenevano da tempo: lo smart working, percepito fino a oggi con riluttanza dalle aziende, timorose di perdere il controllo sui loro dipendenti, offre infatti vantaggi non soltanto ai lavoratori, che evitano i tempi morti degli spostamenti e possono organizzare meglio la loro giornata, ma anche alle aziende grazie all’aumento di produttività legato alle migliori condizioni di lavoro. Da ultimo, non sono da sottovalutare le positive ricadute ambientali prodotte dalla riduzione del traffico aereo e della mobilità urbana.
A fronte dei numerosi vantaggi, la diffusione di questa modalità di lavoro presenta tuttavia anche alcune problematicità, molte legate alle difficoltà tecniche, ad esempio la lentezza dei collegamenti di rete in alcune aree.  Gli esperti di settore stanno tuttavia esaminando anche altri inconvenienti; si pensi ad esempio alla continua reperibilità in cui si trova il lavoratore, oppure alla complessità, soprattutto per le donne, di gestire contemporaneamente i tempi di lavoro e quelli della gestione domestica. Più in generale, lo smart working rischia di accentuare le tendenze all’isolamento sociale e all’individualismo, già molto radicate nella società odierna.

Di seguito proponiamo la lettura di alcuni articoli all’interno dei percorsi del portale E20 dedicati ai cambiamenti che negli ultimi anni hanno segnato il mondo del lavoro e quindi una serie di attività didattiche legate ai singoli articoli, al tema in generale e ai collegamenti interdisciplinari, in modo da consentire a ciascun docente di dosare e personalizzare la qualità e la quantità di lavoro da assegnare a casa o da svolgere nella classe virtuale. Chiudono l’articolo alcuni spunti per l’approfondimento.

Collegatevi ai percorsi “La sfida globale per l’intelligenza artificiale” e “Come cambia il lavoro al tempo del robot” agli indirizzi di E20
https://www.lastampa.it/speciale/cultura/e20/robot-e20
https://www.lastampa.it/speciale/cultura/e20/giovani-e-lavoro-e20
All’interno dei percorsi cercate e leggete i seguenti articoli:

  • Nomadi digitali: se il lavoro è online, la casa può essere ovunque nel mondo (Barbara D’Amico, 12/02/2018)
  • Tre giorni al mese di smart working. Così crescono produttività e guadagni (Gabriele De Stefani, 18/01/2020)
  • Smart working e cloud sono i veri vincitori dell’emergenza Covid-19 (Fabrizio Goria, 7/04/2020)
  • Nella società che cambia in fretta la formazione diventa permanente (Andrea Gavosto, 12/02/2018)

Attività sugli articoli selezionati

Il docente può usare le seguenti domande per un confronto orale o scritto oppure assegnarle per il lavoro a casa insieme alla lettura dell’articolo.

A. Dopo avere letto l’articolo di Barbara D’Amico Nomadi digitali: se il lavoro è online, la casa può essere ovunque nel mondo, rispondete alle domande.

  1. Quali vantaggi assicura il lavoro on line?
  2. In quali settori si è maggiormente sviluppato?
  3. Quale lavoro svolge il primo personaggio intervistato dalla giornalista?
  4. Quale elemento si manifesta vitale per il suo lavoro?
  5. Quale fattore principale spinge molti giovani a spostare il loro lavoro all’estero?
  6. Che cosa offrono in genere i portali per i “nomadi digitali”?
  7. Quali motivazioni hanno spinto Simona Camporesi a spostare la sua attività lavorativa a El Hierro?
  8. Quali prospettive nutre la maggior parte dei “nomadi digitali”?
  9. È possibile paragonare questo fenomeno alle migrazioni interne italiane del secolo scorso?

B. Dopo avere letto l’articolo di Gabriele De Stefani Tre giorni al mese di smart working. Così crescono produttività e guadagni, rispondete alle domande.

  1. Come possono essere quantificati i vantaggi per un lavoratore in smart working?
    Quali sono invece i vantaggi per le aziende?
  2. Quale beneficio comporta per le aziende la riduzione dello stress e il clima di fiducia che si instaura con il dipendente?
  3. Quale ostacolo si frappone tra lo smart working e la sua diffusione?
  4. Quale aspetto è più importante del tempo trascorso in ufficio?
  5. Spiega il significato della frase «Il criterio del cartellino timbrato è una comfort zone».

C. Dopo avere letto l’articolo di Fabrizio Goria Smart working e cloud sono i veri vincitori dell’emergenza Covid-19, rispondete alle domande. 

  1. Perché «il mondo come tutti lo conosciamo, moderno, interconnesso e indipendente, oggi vive per la prima volta una crisi storica»?
  2. Quali caratteristiche ha avuto la diffusione dello smart working legata alla pandemia di Covid-19?
  3. Qual è il principale problema legato alla diffusione dello smart working? Perché?

D. Dopo avere letto l’articolo di Andrea Gavosto Nella società che cambia in fretta la formazione diventa permanente, rispondete alle domande.

  1. Qual è il paradosso della formazione?
  2. Perché è rischioso puntare su una formazione troppo specialistica?
  3. Quale alternativa propone Giovanni Lo Storto?
  4. Che cosa sono le skill trasversali (o soft skill)?
  5. Come è possibile, secondo Giovanni Lo Storto, ampliare le competenze non disciplinari?
  6. Quali esperienze hanno ampliato la consapevolezza dei ragazzi accendendone la curiosità?

Attività sull’intero percorso

A. Leggete gli altri articoli del percorso di E20 (potete dividervi in gruppi “virtuali” e scegliere articoli diversi), poi discutetene insieme. Quali sono le principali opportunità offerte dallo smart working? Quali le criticità ancora aperte? Quali prospettive si aprono per i lavoratori? Avranno soltanto vantaggi o la formula dello smart working potrebbe nascondere aspetti negativi anche per loro?

B. Ricercate alcune professioni scomparse a causa della diffusione dei robot, poi cercate di ipotizzare i possibili cambiamenti futuri. Quali professioni sono maggiormente a rischio? Ci sono professioni in cui le macchine non potranno mai sostituire l’uomo? Quali?

C. Esaminate il ruolo svolto dal cosiddetto “commercio di prossimità” nella recente pandemia di Covid-19, quindi analizzate i fattori che minacciano questo settore e gli interventi che potrebbero contribuire a mantenerlo in vita.

Interdisciplinarità

L’evoluzione del lavoro nell’ultimo secolo

Viene qui proposto un excursus storico che ripercorre alcune delle tappe principali che hanno segnato le trasformazioni subite dal mondo del lavoro. A ognuna vengono associate delle attività in modo che il docente possa decidere, anche in base al programma di storia svolto, quale/quali affidare ai ragazzi.

A. La prima rivoluzione industriale, esplosa in Inghilterra alla fine del Settecento, pose le basi per la profonda trasformazione del modo di concepire il lavoro e la sua organizzazione. Nel 1776, l’economista inglese Adam Smith stabilì le basi teoriche della fabbrica moderna portando, nel suo libro Ricerche sopra la natura e le cause della ricchezza delle nazioni, come esempio di un nuovo tipo di divisione del lavoro una fabbrica di spilli che aveva diviso il suo ciclo di produzione in diciotto fasi distinte, aumentando così in maniera considerevole la propria capacità produttiva.

Attività
Rileggi sul tuo libro di storia le pagine dedicate alla Prima rivoluzione industriale e alle innovazioni tecniche che la resero possibile. Quella rivoluzione si fondò su tre materie prime fondamentali: carbone, acciaio e cotone. Individua i legami tra questi prodotti e la Gran Bretagna.

B. L’aspetto più brutale dell’industrializzazione fu senza dubbio lo sfruttamento disumano delle donne, e soprattutto dei bambini, un fenomeno ancora persistente nella realtà odierna. Il 16 aprile di ogni anno ricorre infatti la Giornata mondiale contro la schiavitù infantile, celebrata in ricordo di Iqbal Masih, bambino pakistano diventato simbolo della lotta al lavoro minorile.

Attività

Ricercate in rete le informazioni relative alla figura di Iqbal Masih e alle circostanze in cui si consumò il suo assassinio. Individuate le analogie tra la vicenda del giovane attivista pakistano e altre situazioni di cui avete sentito parlare.
Quindi leggete e commentate il seguente articolo di Domenico Quirico Uccisi dal tabacco a otto anni. L’articolo è del 2009. Fate una ricerca in rete per capire se e come è cambiata la situazione negli ultimi 10 anni.

I primi ad alzarsi nei villaggi del Malawi sono le bambine. Vanno al fiume ad attingere l’acqua, riempiono catinelle metalliche e secchi di plastica che poi a vicenda si posano sulla testa, chiacchierando e ridendo; in fondo è questo il momento più dolce della loro giornata. Il sole che in Africa non sorge ma irrompe, illumina e scalda l’acqua nei recipienti, che oscilla e luccica come argento vivo. Il tintinnare dei catini posati per terra sveglia il villaggio come da noi le campane delle chiese di paese: dalle capanne spuntano adesso i bambini, sono caterve come se i villaggi fossero grandi asili infantili. Filano a bere l’acqua nei secchi e nei catini: chi ha qualcosa, un pezzo di pane, una banana, lo mangia e lo divide con gli altri. Nessuno mangia mai da solo, ognuno deve ricevere una parte, fosse anche una briciola. Sì, perché il resto della giornata per loro sarà una lunga estenuante ricerca del cibo. Poi i bambini si raggruppano, i più piccoli hanno non più di cinque anni, gli occhi ancora ingombri di sonno, i più grandi dodici o tredici, al massimo, le facce già modellate di chi sa di dover lottare con la vita. Non si riuniscono per andare a scuola: qui la scuola non c’è. Arrivano i caporali, facce da estorsori, non hanno nemmeno bisogno di gridare, il loro gregge infantile è umile e obbediente. Ai bambini africani si insegna subito a non guardare negli occhi gli adulti, è considerato un segno di mancanza di rispetto. I campi di tabacco sono lontani, neanche si vedono dai villaggi. La terra più vicina, sfruttata da tempo, è una distesa di polvere e di sabbia, sterile e improduttiva. Il paradosso è che hai tutta la terra che vuoi, solo che riesci a coltivarne poca. L’unico strumento è la zappa, non ci sono aratri o bestiame. I bambini si arrampicano sui vecchi camion e si parte. I genitori li guardano andar via senza dire nulla, in silenzio. Le parole «infanzia giochi studio» non ci sono nel vocabolario, la parola «gioia» è un lusso in questo mondo di cenciosi, di umiliati. Anche i concetti come affetto, dolore, suonano diversamente per quelli che sono caduti così profondamente nella miseria che non ne usciranno mai, vi si disfano come se avessero la lebbra. La metà dei tredici milioni di abitanti del Malawi vive con meno di un dollaro al giorno. E quel mezzo dollaro spesso lo portano a casa questi bambini che lavorano il tabacco. A fianco delle piste polverose, metafisiche nel nulla della savana, si innalzano immagini del cow boy simbolo di una marca americana di sigarette, grandi come statue. Giusto: sono i veri padroni del paese, dèi e diavoli insieme. Chissà se a Madonna quando è venuta qui a scegliere un figlio da salvare hanno raccontato questa storia dei bambini uccisi dalla nicotina senza aver mai fumato una sigaretta, lavorando. In fondo il Malawi è solo un piccolo posto sperduto nell’Africa dei poveri. Chissà se hanno raccontato alla cantante che una volta qui c’era un dittatore un po’ buffo che si chiamava Hastings Hamuzu Banda, anzi il dottor Banda perché era medico e laureato, prima di diventare la sciagura del suo Paese. Vestiva sempre in bombetta e tight come se fosse nella City: non amava che le ragazze mostrassero i seni, lo trovava sconveniente, hanno calcolato che deteneva il 35 per cento del PIL. Ebbene: sono sopravvissuti al dottor Banda, all’Aids, alle carestie, alla siccità grazie al tabacco, l’85 per cento delle esportazioni; è il loro petrolio, verde, profumato, preziosissimo. E maledetto. I bambini arrivati nella piantagione sciamano nei campi. È come entrare in un altro mondo: qui ci sono i trattori, l’acqua, tutto è nuovo, rigoglioso, lucente. Ci sono mille lavori: ripulire i solchi dalle erbacce, raccogliere le foglie più grandi, caricare il raccolto sulle spalle e portarlo sotto grandi capanne dove viene ammucchiato e fatto seccare, pulirlo e selezionarlo con le piccole mani. Dal cielo incandescente scendono una luce e un calore accecanti. Ci sono 80 mila bambini che ogni giorno piegano la schiena in questo inferno lussureggiante e smaltato di verde: dodici ore al giorno fino a quando il buio e la fatica non costringono i padroni a mandare a casa i piccoli schiavi. Dodici ore per due centesimi di dollaro. Se vi indignate tenete in serbo un po’ di rabbia: c’è altro. Perché questi bambini, ogni giorno, vengono anche avvelenati. Passando dodici ore a maneggiare tabacco senza alcuna protezione, hanno calcolato che respirano, a cinque, dieci anni, l’equivalente ogni giorno di 50 sigarette, 54 milligrammi di nicotina. È la malattia verde del tabacco che si impadronisce di loro: emicranie terribili, dolori addominali, i muscoli sembrano sfasciarsi alla fine del giorno, non riescono a respirare, raccontano i responsabili della ONG Plan che ha redatto un infiammato rapporto dal titolo «Lavoro difficile, salario ridicolo, lunghe ore di fatica». Sulle scatole di sigarette non dovrebbero scrivere solo fumare uccide. Dovrebbero aggiungere una foto di un bambino del Malawi con in mano una foglia di tabacco.

(da «La Stampa», 28 agosto 2009)

C. La razionalizzazione dei processi produttivi auspicata da Adam Smith segnò un’importante evoluzione con il modello di fabbrica introdotto da Henry Ford nei suoi stabilimenti automobilistici a partire dal 1913. Ispirandosi alle teorie di Frederick Taylor, Ford impresse una nuova spinta al processo di automazione; un’innovazione che comportava tuttavia la totale sottomissione degli operai, ridotti a generica manodopera, a una disciplina organizzativa che ne eliminava qualsiasi spazio di autonomia.

Attività
Accanto alle innovazioni tecnico-organizzative, Ford teorizzò anche una diversa politica salariale che prevedeva incentivi e redditi più elevati per le maestranze. Individuate, con il supporto del vostro testo di storia e della rete, le finalità di tali scelte. In particolare, con l’aiuto dell’insegnante, cercate di capire come esse accompagnavano gli obiettivi di marketing che trovarono espressione nella celebre vettura Modello T prodotta nelle sue fabbriche.

D. La ripresa economica successiva alla Grande depressione causata dal crollo della Borsa di New York nel 1929 fu segnata dall’iniziativa del presidente Franklin Delano Roosevelt che avviò la politica del cosiddetto “New Deal”, volta a contrastare la disoccupazione e a permettere che interventi statali regolamentassero alcuni aspetti dell’economia.

Attività
Ripassate quali furono le principali scelte politiche attuate durante il New Deal e quali effetti produssero sull’economia USA. Nel 1936 l’economista inglese John Maynard Keynes, nel saggio Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, teorizzava i settori di intervento dello Stato in ambito economico. Il saggio è considerato inoltre alla base del moderno Welfare State.
Ripassate sul vostro libro di storia le notizie principali su Keynes e sulle caratteristiche del Welfare State, quindi riflettete e discutete in classe sul ruolo dello stato sociale in situazioni come la pandemia di Covid-19.

E. La conquista della giornata lavorativa di otto ore comportò il progressivo superamento dei ritmi disumani che aveva il lavoro in fabbrica delle origini. Per molti anni, infatti, il lavoro fu scandito dal ciclo solare e poteva raggiungere le 16 ore giornaliere.

Attività
Ricercate le notizie riguardanti la progressiva riduzione della giornata lavorativa in Italia e in altri Paesi del mondo occidentale. Esponete quindi le vostre considerazioni sul corretto rapporto che dovrebbe intercorrere tra il tempo libero e quello dedicato al lavoro.

F. Nonostante i notevoli progressi realizzati, la condizione lavorativa delle donne manifesta ancora oggi situazioni di spiccata diseguaglianza rispetto a quella degli uomini.

Attività
Guardate la puntata del Programma di Rai 3 “Passato e presente” (https://www.raiplay.it/video/2019/04/Passato-e-Presente-La-donna-che-lavora-cff5fbea-3b93-43b0-9d14-d4cfdbb02538.html). Tracciate quindi un breve riepilogo delle tappe che, a partire dall’articolo 37 della nostra Costituzione, hanno consentito alle lavoratrici di ridurre progressivamente le distanze, salariali e normative, che le ponevano in una situazione di inferiorità. Esponete infine le vostre considerazioni sugli ostacoli che ancora impediscono una effettiva parità.

G. Per molto tempo il “lavoro a domicilio” ha rappresentato una delle forme più drammatiche di sfruttamento che colpiva le famiglie più indigenti, costrette a subire condizioni salariali assolutamente inaccettabili.

Attività

Ricerca in rete le informazioni sul fenomeno del “lavoro a domicilio”, oggi marginale, ma non ancora del tutto scomparso.
Secondo te, è possibile individuare un parallelismo con l’attuale smart working? Motiva la tua risposta.

Attività finali

1. Preparate un’intervista e sottoponetela ai vostri genitori o ad altri adulti (per esempio i vostri docenti) che stanno lavorando in smart working; provate a individuare i vantaggi e le problematicità; poi fatene oggetto di un dibattito virtuale, dividendo la classe in due: i sostenitori e i detrattori di questa nuova modalità di lavoro.

2. Le trasformazioni del lavoro sono sempre state accompagnate da vasti fenomeni migratori, come quelli che hanno caratterizzato l’Italia del secondo dopoguerra. Ripassate l’argomento sul vostro testo di storia, quindi guardate i seguenti filmati, confrontate infine le vostre impressioni con quelle dei vostri compagni e stabilite gli opportuni confronti con la realtà attuale.
Storie di migranti. Pregiudizi Nord-Sud
https://www.raiplay.it/video/2016/09/Sapere-Il-Pregiudizio-Nord-Sud-83318cb4-21da-4f25-8803-2a0a57fa7911.html
Gli emigranti e Marcinelle
https://www.raiplay.it/video/2017/12/Passato-e-presente—GLI-EMIGRANTI-E-MARCINELLE-a4bbc9b9-7a31-45c7-964b-6ff8692f3520.html
I treni del sole: la migrazione interna degli anni ’50
https://www.raiplay.it/video/2017/10/Passato-e-presente-I-treni-del-sole-la-migrazione-degli-anni-50-4c3c23d4-23f0-4628-99b5-fbda5db6d3a8.html


Per approfondire

Letture

  • Charles Dickens, Le avventure di Oliver Twist, Mondadori 2001
  • Emile Zola, Germinale, Mondadori 2017
  • Luigi Pirandello, Ciaula scopre la luna, in Tutte le novelle (vol. 4), Rizzoli 2017
  • Giovanni Verga, Rosso Malpelo, in Tutte le novelle, Mondadori 2017
  • Michela Murgia, Il mondo deve sapere, Einaudi 2017

In arte

  • Quello che presentiamo di seguito (Giuseppe Pelizza da Volpedo, Il quarto stato, 1901) è probabilmente il più celebre dipinto sul tema dell’emancipazione delle classi lavoratrici. Quale messaggio intende esprimere l’autore?
  • Dopo aver digitato su Google “dipinti sul lavoro”, individuate tre opere che vi paiono particolarmente rappresentative di questa realtà, elaborate una scheda di sintesi su una delle opere e sul suo artista e motivate infine le ragioni della vostra scelta.
  • Ti presentiamo di seguito un fotogramma del celebre film di Charlie Chaplin Tempi moderni (1936). Quale messaggio è espresso dall’immagine?

In musica

  • Dargen D’Amico, La mia generazione (2015)
  • Francesco De Gregori, Dignità (2015)
  • Bruce Springsteen, Factory (1978)
  • Enzo Jannacci, Vincenzina e la fabbrica (1975)
  • Rino Gaetano, Agapito Malteni il ferroviere (1974)
  • Enzo Del Re, Lavorare con lentezza (1974)
  • Luigi Tenco, Ciao amore, ciao (1967)

Al cinema

Se ne avete la possibilità, guardate i film:

  • Sorry We Missed You (Ken Loach, 2020)
  • Scusate se esisto (Riccardo Milani, 2014)
  • Smetto quando voglio (Sydney Sibilia, 2014)
  • L’intrepido (Gianni Amelio, 2013)
  • Generazione mille euro (Massimo Venier, 2009)
  • Tutta la vita davanti (Paolo Virzì, 2008)
  • Il diavolo veste Prada (David Frankel, 2006)
  • Germinal (Claude Berri,1993)
  • Il pranzo di Babette (Gabriel Axel, 1987)
  • Tempi moderni (Charlie Chaplin, 1936)

Poi commentate insieme la vicenda.

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