E20. L'attualità in classe/ Erdogan riaccende il conflitto in Siria

E20. L'attualità in classe/ Erdogan riaccende il conflitto in Siria

Il 9 ottobre 2019, attaccando il nord-est della Siria dopo il ritiro delle truppe Usa, la Turchia dà il via all’operazione “Primavera di Pace“. Il conflitto nel Paese mediorientale, iniziato nel 2011 e che in molti davano per concluso, torna così al centro dell’attenzione internazionale. Dopo 8 anni di guerra, 500 mila morti, oltre 6 milioni di profughi e altri 8 milioni di sfollati interni, la Siria è di nuovo una polveriera. Questa volta le vittime sono i curdi, sacrificati alle logiche geopolitiche delle grandi potenze dopo aver aiutato l’Occidente a sconfiggere l’Isis. Erdogan giustifica l’aggressione con la necessità di rimandare due milioni di profughi siriani, attualmente in Turchia, nella striscia di territorio amministrata dai curdi. Tuttavia, dietro l’offensiva si nasconde la volontà di annientare gli odiati combattenti delle Ypg (Unità di protezione popolare), considerati l’estensione del Pkk, il Partito dei Lavoratori Kurdi, da decenni in lotta per l’indipendenza dalla Turchia. A ciò si aggiunge la storica rivalità tra il leader turco e il presidente siriano Bashar al Assad. A differenza degli Stati Uniti, che con il ritiro delle truppe danno sostanzialmente luce verde a Erdogan, l’Europa, preoccupata per una nuova emergenza profughi e per il ritorno dei foreign fighters (detenuti nelle carceri curde), condanna l’invasione. Ciononostante, le proteste vengono lasciate alle singole cancellerie (Francia, Germania, Italia e Olanda annunciano lo stop alla vendita di armi alla Turchia), dimostrando l’incapacità dell’Ue di condurre una politica estera forte.

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Perché la Turchia attacca i curdi in Siria e cosa c’entrano Usa, Russia e Iran. Nella battaglia del Rojava i curdi siriani si giocano le loro residue speranze di libertà e indipendenza ma devono fare i conti non soltanto con le mire della Turchia ma anche con gli interessi delle altre grandi potenze.

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Da alleati contro l’Isis al via libera all’attacco turco, così gli Usa hanno scaricato i curdi siriani. La Turchia sta per invadere il nord della Siria, da dove gli Stati Uniti hanno cominciato a ritirare le truppe. L’annuncio della Casa Bianca dopo una telefonata tra Trump e Erdogan.

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