Lavorare in classe con robot e coding

25/06/2018

I computer sono sempre più presenti nella nostra vita, soprattutto se pensiamo che sono computer anche smartphone, tablet, console di giochi e tanti altri dispositivi elettronici. Spesso, però, ci limitiamo a utilizzarli in maniera passiva. Giochiamo con un videogame, navighiamo in un sito web e poco più. Usufruiamo, insomma, di contenuti che altri hanno già preparato per noi. È come se potessimo percorrere solamente le strade già tracciate dagli altri.

E se cominciassimo a creare noi strumenti e contenuti interattivi?

I contenuti qui raccolti, dedicati al coding, sono stati progettati per sperimentare un utilizzo avanzato di Scratch​, le cui funzionalità di base sono presentate nel volume ​”Technologica C – Coding e Robotica“.

Questo software ha una variante liberamente scaricabile, denominata mBlock, che permette di utilizzare il robot mBot, descritto nello stesso libro di testo. Le proposte operative qui pubblicate consentono di  lavorare in classe con il robot utilizzando anche i listati in allegato​.


  1. mBot e il robot marziano. Quando la comunicazione con un robot è lenta

    Supponiamo di mandare un rover a esplorare la superficie di Marte, un semplice robot “stupido”  telecomandato dalla Terra. In questo caso l’intelligenza è quella remota della persona o del computer che lo controlla.
    Fra i vari problemi che dobbiamo risolvere, ce n’è uno che forse non ci aspettiamo: il ritardo di comunicazione.

> Continua a leggere il contributo di Enrico Colombini

In «Matematica e Scienze»

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Quale INVALSI per l’ultimo anno di scuola secondaria di secondo grado?

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