#MCDMatematica. Introduzione - Domanda - Ricerca - Risposta: ecco la nuova didattica per problemi

08/03/2016

Domenico Ciceri, docente di matematica nella scuola secondaria di II grado, formatore e autore di testi scolastici, condivide in questo articolo le riflessioni che sono alla base del progetto editoriale Matematica e Modelli (edito da Ghisetti e Corvi, 2016) di cui è coautore. Il professor Ciceri tiene il laboratorio Problema – Situazione – Competenza nel convegno DeAgostini Scuola Motivare, Coinvolgere e Divertire con la Matematica.


di Domenico Ciceri

 

“Siccome sono direttamente coinvolto nelle attività del convegno MCDMatematica , riporto qui alcune delle riflessioni che hanno guidato il progetto “Matematica e modelli” di recente pubblicazione.

Nel seminario Problema – Situazione – Competenza cerco di sviluppare e approfondire, anche con degli esempi, le ragioni che ci hanno convinto a spostare il focus della nostra azione in classe sulle occasioni di apprendimento offerte dalla didattica per problemi rispetto a una impostazione metodologica ripetitiva e non sempre coinvolgente.
La metodologia didattica tradizionale, infatti, pur con la sua validità ancora attuale, può arricchirsi e migliorare la propria efficacia aprendo nuovi spazi di lavoro secondo le dinamiche più variegate che caratterizzano esperienze di flipped classroom, episodi di apprendimento situato, percorsi di apprendimento, unità di apprendimento.
L’insegnamento della matematica incontra spesso delle resistenze da parte degli studenti e si osserva che queste crescono con l’età scolare. La ragione di questo atteggiamento quasi ostile nei confronti della materia può trovarsi nel fatto che per molto tempo la metodologia didattica si è basata sullo schema delle quattro fasi: spiegazione – esempio – esercizio – verifica.
Lo schema prevede che il docente sviluppi gli argomenti curricolari per poi fornire risposte a domande che gli studenti ancora non si sono posti, negando loro, in tal modo, il piacere di scoprirle. Non ci deve stupire allora lo scarso coinvolgimento che gli studenti riservano a una proposta didattica così impostata.

Questa situazione, ampiamente accettata e forse utile in passato, ora non sembra più adeguata poiché oggi è più facile accedere alle informazioni, ai contenuti, alle conoscenze che servono per rispondere a domande immediate. L’informazione elementare, diretta, su fatti e cose, è subito a disposizione perciò non si ritiene più necessario apprendere le nozioni e conservarle nella propria memoria. Ma ben diversa è la questione dell’affrontare situazioni problematiche reali che per essere risolte implicano la concatenazione virtuosa di concetti, tecniche e significati. Dalla facilità di accesso alle informazioni, infatti, non discende automaticamente la capacità di riconoscerne i significati. Questi si apprendono nella dinamica della ricerca delle soluzioni a questioni complesse che esigono la messa in moto dei saperi, delle capacità di connetterli, di individuare relazioni qualitative e quantitative assieme alle azioni e alle strategie da attuare.

Il motore di questa dinamica è il piacere della scoperta, la soddisfazione conseguente all’aver individuato un percorso che conduce con successo alla soluzione del problema.
L’accumulo di esperienze positive in questo lavoro conduce allo sviluppo delle competenze che diventano così un patrimonio personale riutilizzabile anche in contesti nuovi e diversi. Il metodo più adeguato per apprendere i contenuti e acquisire le competenze è il metodo della ricerca, superando ove possibile gli schemi imposti dalle tappe temporali di una rigida programmazione (qui prevedo lo scatenarsi di una interessante discussione).
Lo studio di un problema contestualizzato è occasione speciale per svolgere un compito, per approfondire la conoscenza dei significati e accettare la fatica di coltivare e mettere in gioco le abilità.
Il nuovo schema si basa su una nuova dinamica:

introduzione – domanda – ricerca – risposta

La presentazione essenziale dei contenuti e degli strumenti di base serve per poter formulare e comprendere la domanda del problema; la ricerca, poi, mette in azione le conoscenze e le abilità finalizzate alla definizione e alla produzione della risposta.

 

> Leggi tutte le info sul testo Matematica e modelli. Problemi svolti in preparazione all’Esame di Stato

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