#Maturità2015 - Scienze umane: seconda prova

18/06/2015

La professoressa Alessandra Saporiti, coautrice del”Quaderno per l’Esame di Stato LSU”, commenta la seconda prova dell’Esame di Stato per il liceo delle Scienze Umane. La traccia ministeriale tratta da Storia della pedagogia di G. Giraldi, ha un evidente taglio educativo come si evince dalla scelta del titolo: “Il valore del lavoro nell’educazione dei giovani”. Viene infatti chiesto agli studenti di trattare la questione dell’importanza del lavoro all’interno del processo educativo.
Il documento fornito per affrontare la tematica ruota intorno ad un interrogativo del pedagogista tedesco Kerschensteiner : “In quale modo pensate che si possa educare la gioventù, per il periodo compreso tra la fine delle scuole primarie e gli anni venti”. Il testo offre spunti interessanti: l’attivismo ed addirittura il rimando ad autori precedenti lo stesso movimento pedagogico come Pestalozzi e Rousseau. Il tema del lavoro è sicuramente importante e nell’ambito del programma del quinto anno ha una sua significativa collocazione. Inoltre il brano offre uno spunto interessante per affrontare il rapporto tra educazione e democrazia, con riferimento a Dewey autore imprescindibile nel panorama pedagogico del Novecento.
Tuttavia a mio giudizio proporre agli studenti una sola traccia di analisi con un solo documento a disposizione è riduttivo. La disciplina scienze umane è vasta e caratterizzata da un ambito complesso costituito da pedagogia, sociologia, ed antropologia. Questo tipo di riflessione rischia di essere settoriale, predilige un’analisi prevalentemente pedagogica e non multidisciplinare o interdisciplinare come è previsto dalle linee guida ministeriali per il Liceo delle scienze umane. Inoltre anche i quesiti di approfondimento ruotano intorno al tema lavoro: il candidato potrebbe commettere l’errore di ripetere concetti già sviluppati nella prima parte della traccia.

Solo la quarta domanda, chiedendo di individuare il nesso che intercorre tra educazione e democrazia consente di andare oltre al tema del lavoro introducendo l’argomento della scuola come palestra di democrazia. Come docente di scienze umane mi auguro che per i prossimi esami di stato si possa prendere in considerazione proposte più articolate che diano veramente la possibilità allo studente di esprimere le sue conoscenze/competenze in un ambito più vasto.

In «Scienze umane»

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