Il mimo al buio, il telefono multisensoriale e le attività del progetto weDRAW da portare in classe

24/09/2018

Chi l’ha detto che aritmetica e geometria sono materie noiose? Un gruppo di ricercatori prova a sfatare questo mito sviluppando nuovi giochi multisensoriali per stimolare i bambini della scuola primaria a scoprire aritmetica e geometria in modo alternativo e divertente. Il progetto weDRAW, finanziato dall’Unione Europea (European Union’s Horizon 2020 Research and Innovation Programme under Grant Agreement No. 732391) si sta concludendo, con nuovi importanti sviluppi.

Il progetto weDRAW nasce dall’idea di facilitare l’apprendimento della matematica, attraverso attività multisensoriali che coinvolgono il corpo per permettere ai bambini della scuola primaria di sperimentare in prima persona il significato di concetti chiave come frazioni, angoli, piano cartesiano.
Ad oggi, il gruppo di ricercatori ha sviluppato e dimostrato l’efficacia di un gioco educativo per l’apprendimento delle forme tridimensionali (geometria) e delle frazioni (aritmetica), dimostrando l’importanza di un nuovo approccio pedagogico basato sull’utilizzo di un apprendimento attivo.

Sul sito wedraw.eu è possibile scoprire le attività didattiche che si possono ripetere in classe, per esempio:

OCCHIO AL CANESTRO. Questo gioco permette di comprendere come il cervello riesce a riadattarsi quando i canali sensoriali sono distorti.

IL GIOCO DEL MIMO AL BUIO. Come facciamo ad indovinare cosa sta mimando una persona al buio? Con questa attività scopriremo che non solo capire le azioni ma anche intuire le emozioni al buio è davvero facile se si applicano poche palline fosforescenti sul corpo del nostro mimo.

 

TELEFONO SENZA FILI MULTISENSORIALE. Trasmettere un messaggio ad altre persone sembra piuttosto semplice quando si utilizza un solo senso, ma cosa succede quando ognuno di noi utilizza un senso diverso dagli altri?

Il progetto si concluderà a dicembre 2018 dopo due anni di intensa attività di collaborazione con gli insegnanti della scuola primaria, resa possibile dal contributo del partner De Agostini Scuola. Grazie a questa collaborazione, i ricercatori sono stati in grado di individuare i concetti difficili da apprendere per i bambini e creare attività educative che tramite il divertimento ed il coinvolgimento corporeo consentono di veicolare in maniera semplice tali concetti.
Il duplice coordinamento del progetto da parte dell’Istituto Italiano di Tecnologia nella persona di Monica Gori e dell’Università degli Studi di Genova nella persona di Gualtiero Volpe ha permesso di coniugare ricerca di base e sviluppo tecnologico a supporto dell’apprendimento scolastico. Infatti, gli studi scientifici effettuati all’interno del progetto weDRAW hanno permesso di capire quando i bambini imparano ad integrare le informazioni provenienti dai diversi sensi ed al contempo lo sviluppo tecnologico ha permesso di creare giochi educativi che una volta perfezionati diventeranno veri e propri strumenti fruibili dagli insegnanti per arricchire le esperienze dei propri alunni.
A pochi mesi dalla conclusione del progetto, i ricercatori sono impegnati a verificare l’efficacia di un nuovo gioco educativo che mira a rendere più immediato il concetto di coordinata spaziale in un ambiente virtuale.

Qualora interessati a saperne di più, potete visitare il sito www.wedraw.eu o scrivere al team weDRAW all’indirizzo wedraw4social@iit.it .

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