Gli esempi di seconda prova scritta in vista dell’esame 2019 per il Liceo scientifico e l’uso delle calcolatrici grafiche

02/01/2019

 

Il 20 dicembre scorso, a ridosso delle vacanze di Natale, il MIUR ha pubblicato alcuni esempi per la seconda prova scritta dell’esame di Stato 2019 che, in base a quanto è scritto sul sito del MIUR, dovrebbero essere, almeno nelle intenzioni, coerenti con i nuovi Quadri di riferimento pubblicati lo scorso 26 novembre.

Per il Liceo scientifico sono state pubblicate tre prove, una di Matematica, una di Fisica e una “mista” di Matematica e Fisica (o meglio, di Fisica con alcuni aspetti di Matematica, strumentali alla Fisica).

La prima impressione è che, dopo questi esempi, tra gli insegnanti di Matematica e di Fisica e i loro studenti, siano aumentate le preoccupazioni per questa seconda prova scritta. I Quadri di riferimento e la griglia di valutazione avrebbero dovuto rassicurare insegnanti e studenti e gli esempi di tracce proposte essere coerenti con i Quadri di riferimento e con le Indicazioni nazionali per il Liceo Scientifico. Ci troviamo invece di fronte a esempi di prove – in realtà cattivi esempi, soprattutto per le prove di Matematica e Fisica e di Fisica – nelle quali continuano a esserci aspetti troppo complicati e non commisurati con quello che realmente si riesce a svolgere, e ad apprendere, in un normale percorso di Liceo scientifico, anche con allievi studiosi e motivati.

Come già scritto nel mio precedente intervento, i Quadri di riferimento dovevano in qualche modo chiarire ed esplicitare quanto previsto nelle Indicazioni nazionali: questo è in parte stato fatto per quanto riguarda i contenuti, anche se non tutti quelli previsti dalle Indicazioni nazionali vengono elencati (il caso più eclatante è quello delle equazioni differenziali, che non vengono citate nel Quadro di riferimento di Matematica). Per il Liceo scientifico i Quadri di riferimento non chiariscono inoltre il legame che ci potrà essere tra la Matematica e la Fisica nella cosiddetta prova “mista” a carattere “interdisciplinare”. Anche la griglia di valutazione non chiarisce molto riguardo alla valutazione della prova e certamente non renderà più confrontabili, a livello nazionale, le valutazioni delle commissioni sulla seconda prova scritta.

Gli esempi sono ancora più discutibili, in particolare quello di Matematica e Fisica e quello di Fisica: risultano, a parere anche di molti insegnanti, troppo difficili per allievi con una media preparazione; forse adatti a studenti universitari (alla fine del secondo anno universitario…) di Fisica, Matematica o Ingegneria, ma non certamente per studenti di liceo. A mio parere il MIUR ha fatto una scelta troppo velleitaria nel proporre questi esempi. Emerge inoltre una visione un po’ deformata della Matematica ridotta, nell’esempio di Matematica e Fisica, a puro strumento per risolvere problemi e quesiti, senza alcuna dignità come disciplina autonoma. Occorre ribadire che la Matematica non è solo uno strumento per risolvere problemi e quesiti di Fisica: ha un suo valore formativo intrinseco che va al di là della Fisica, la quale è solo una delle innumerevoli applicazioni della Matematica. In definitiva, questi esempi non fanno altro che aumentare la preoccupazione negli insegnanti e negli studenti per la prova d’esame del 2019, dando segnali discordanti e confusi, esattamente il contrario di quanto scritto sul sito del MIUR, in cui si afferma che questi esempi di tracce servono per “accompagnare studenti e docenti nella preparazione della nuova Maturità che, a partire da questo anno scolastico, si svolgerà con alcune novità, come previsto dal decreto legislativo numero 62 del 2017”.

Pur nel giudizio complessivo negativo su questi esempi di prove, l’esempio di Matematica sembra essere quello un po’ più vicino alle prove assegnate negli anni precedenti. In questa traccia di Matematica alcuni quesiti sono molto facili da svolgere. Si notano quindi livelli di difficoltà molto differenziati, anche se tutti i quesiti dovranno essere valutati con lo stesso punteggio. I due problemi risultano invece più complicati e non adatti a valutare il livello di preparazione che si riesce realisticamente a raggiungere in uno studente medio di Liceo scientifico. Il secondo problema, quello della “fabbrica del ghiaccio”, sembra, in alcuni punti, più un esempio di Fisica che di Matematica.

Per quanto riguarda l’uso degli strumenti di calcolo, richiamati in calce ai testi dei tre esempi di tracce (“È consentito l’uso di calcolatrici scientifiche e/o grafiche purché non siano dotate di capacità di calcolo simbolico (O.M. n. 350, 2018, Art. 18 comma 8)” ), si notano alcuni quesiti che si prestano bene all’utilizzo delle calcolatrici grafiche. Tuttavia i problemi e i quesiti presenti negli esempi di Matematica e di Matematica e Fisica non sembrano pensati per l’uso specifico di una calcolatrice grafica (non CAS).

È comunque indubbio che l’utilizzo di una calcolatrice grafica costituisce sempre un vantaggio per l’allievo. Nell’esempio di Matematica la calcolatrice grafica può essere utilizzata nel problema 1 (nonostante la presenza di ben due parametri), nel problema 2 (almeno per rappresentare rapidamente il grafico delle funzioni proposte) e in buona parte dei quesiti. Con una calcolatrice grafica è ovviamente immediato tracciare un grafico o controllare rapidamente se una funzione corrisponde ai calcoli svolti; occorre comunque che lo studente sappia motivare quel che osserva nel display della calcolatrice. Nella simulazione di Matematica e Fisica la calcolatrice grafica può essere usata prevalentemente nei quesiti, ma meno nei problemi, che perlopiù richiedono passaggi e calcoli a carattere teorico e simbolico. Anche nell’esempio di Matematica, tuttavia, molte domande fanno uso di parametri e quindi si richiede allo studente di usare degli slider per rappresentarli opportunamente nella calcolatrice grafica.

Con questi esempi di prove viene lasciata piena libertà all’allievo di usare una calcolatrice grafica oppure no, e molti allievi non la usano affatto: infatti gli studenti la useranno nella prova d’esame solo se nel corso degli anni avranno fatto uso di questo strumento in classe.

Sarebbe inoltre auspicabile, da parte del MIUR, proporre qualche quesito che si presti maggiormente all’uso della calcolatrice grafica, anche se in modo non “esclusivo”: sarebbe come invitare i candidati a usare l’auto (calcolatrice grafica) assegnando però percorsi che si possono svolgere a piedi o al massimo in bicicletta (calcolatrice scientifica).

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