Quale INVALSI per l’ultimo anno di scuola secondaria di secondo grado?

19/09/2018

L’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione – la Maturità, per usare il termine comune e familiare – vive da alcuni anni un periodo in cui regna l’incertezza. Una prima ipotesi di buon senso voleva che l’Esame venisse riorganizzato (ridisegnato?) nel momento in cui la prima coorte di studenti che aveva frequentato fin dall’inizio il secondo ciclo riformato, con i nuovi indirizzi, le nuove Indicazioni Nazionali e le nuove Linee Guida, fosse giunta al termine del percorso.

Quel momento è passato ormai da diversi anni, e quegli studenti sono ormai laureati. Il tempo passato dall’entrata in vigore di quegli ordinamenti sicuramente è servito per valutare, pensare, discutere. Un punto critico, elemento di confronto e discordia, è sempre stato rappresentato dal fatto che una prova conclusiva di Matematica è prevista, strutturalmente, solo nel Liceo Scientifico (e affini); negli altri indirizzi la presenza della Matematica era limitata eventualmente alla terza prova.

Dallo scorso anno sappiamo che tutti gli studenti dovranno affrontare, durante l’ultimo anno, una Prova INVALSI di Matematica. Ma come si può disegnare una prova che valuti allo stesso tempo studenti che hanno seguito indirizzi molto diversi, con obiettivi molto distanti, con quadri orari molto diseguali? Studenti, oltretutto, che arrivano in fondo al percorso scolastico con motivazioni e interessi (riguardo alla Matematica) radicalmente diversi.

Una prima risposta ci viene data dall’INVALSI stesso, con un primo documento pubblicato sul sito e che potete trovare qui.

Altre domande, in versione dinamica (la prova sarà Computer Based, come quelle del Grado 8 e del Grado 10 di quest’anno, sulla stessa piattaforma) saranno pubblicate prossimamente, ma già da queste emergono dei fatti interessanti.

Il primo, è che le domande (in modo ancora più marcato rispetto a quelle dei gradi precedenti) mirano a valutare quello zoccolo duro di competenze matematiche di base che costituiscono uno strumento indispensabile per l’esercizio della competenza di cittadinanza: in questo senso, diverse domande potrebbero essere proposte anche ad allievi di gradi precedenti. Si tratta delle domande che l’INVALSI chiama “di manutenzione”, a cui si affiancano domande “di ricontestualizzazione”.

Un esempio interessante è fornito da questa domanda:

che è chiaramente di “manutenzione”, e coinvolge concetti e risultati (la similitudine) dei livelli scolari precedenti. A essa si affianca quest’altra:

in cui lo stesso contesto viene esplorato con strumenti matematici tipici del secondo biennio. L’idea è che i problemi che lo studente (il cittadino) affronta possono essere visti e affrontati con strumenti matematici via via più elaborati e raffinati.

Anche quando le domande coinvolgono direttamente oggetti matematici, la consegna coinvolge più il significato di questi oggetti, che non le pratiche esecutive o manipolatorie.

Un esempio è dato da questa domanda:

Una sezione comprende domande specificatamente pensate per gli studenti del Liceo Scientifico e degli Istituti Tecnici: anche per queste, l’attenzione è più sul significato degli oggetti coinvolti che non sulle tecniche (come peraltro raccomandano le Indicazioni Nazionali e le Linee Guida).

Un esempio di queste domande è:

Come conclusione di questa breve presentazione, vorrei lanciare uno stimolo: come valutano i vostri studenti queste domande? Più facili o più difficili di quelle che abitualmente vedono nei loro libri, o nelle verifiche che proponete? In base a cosa stabiliscono questa difficoltà? Non sempre quello che sembra facile/difficile a noi insegnanti corrisponde alla percezione di difficoltà degli studenti.

Fateci sapere nei commenti.

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