Il colloquio orale nell'Esame di Stato 2019: cosa e come cambia?

13/12/2018

Con un Comunicato stampa del 26 novembre il MIUR, in linea con il D. Lgs. 62/2017, ha definito i quadri di riferimento per la predisposizione delle due prove scritte del nuovo Esame di Stato per la secondaria di secondo grado (qui trovate il nostro commento alla prima prova dell’Esame di Stato), e ribadito alcuni aspetti riguardanti il colloquio.
Se il punteggio complessivo rimane invariato (100 punti) quello del colloquio orale nell’Esame di Stato 2019  passa da 30 a 20, e le due prove scritte da 15 a 20 punti ciascuna. I crediti scolastici acquisiscono un maggior valore con la loro conversione da 25 a 40 punti.
In attesa del decreto di gennaio, con l’indicazione delle discipline delle prove scritte e del colloquio, nel citato Comunicato stampa, sono stati ripresi e messi in evidenza alcuni articoli (12 e 17, Capo III) del decreto legislativo 62/2017.

Finalità del colloquio

La commissione, per accertare il conseguimento del profilo culturale e educativo, può chiedere ai candidati di “analizzare testi, documenti, esperienze, progetti e problemi per verificare l’acquisizione dei contenuti delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale, anche utilizzando la lingua straniera” (Art. 17). In tal modo l’accento è posto sulla capacità di operare collegamenti.
Inoltre, viene ulteriormente sottolineata la capacità di argomentare che viene anche valutata nella prima prova di Italiano (Tipologia B. Analisi e produzione di un testo argomentativo; Tipologia C. Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità) e nella seconda prova di Lingua in cui una delle due produzioni è sempre a carattere argomentativo.
Infine, la notazione “utilizzando anche la lingua straniera” sembra presupporre un ruolo più incisivo in tutti gli indirizzi della L2 nella valutazione delle competenze degli studenti.

Attività di Cittadinanza e Costituzione

Il colloquio dovrà anche tenere conto e accertare le “conoscenze e le competenze maturate nell’ambito delle attività di Cittadinanza e Costituzione” così come previsto dagli art. 12 (comma 3) e 17 (comma 10) del D. Lgs. 62/2017.
Queste attività possono incentrarsi (Circolare ministeriale n. 86 del 2010) sui temi della Costituzione, sui valori della convivenza civile, sui diritti universali, sulle pari opportunità, sul pluralismo, sulla sicurezza stradale e sul benessere sociale. La valutazione di tali attività oltre che nel voto di comportamento può esprimersi nelle discipline storico-sociali.
In questo contesto non si capisce bene in che modo i commissari accerteranno e valuteranno le competenze di cittadinanza attiva: basterà la certificazione di un percorso di volontariato? Basterà l’eventuale inserimento nei programmi di storia di alcuni degli argomenti sopra citati? Come si valuteranno poi queste competenze? Chi valuterà? Il commissario di storia, visto che il voto delle discipline delle aree storico-geografica e storico-sociale deve tenere conto delle attività svolte? Questi alcuni dei quesiti aperti.

Alternanza scuola-lavoro

Per quanto riguarda l’alternanza scuola-lavoro o come è stata ridenominata nella Legge di Bilancio 2019 (Articolo 57, comma 18) “Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento”, nonostante la riduzione cospicua di ore (90 per i licei, 150 per i tecnici e 180 per i professionali) e la non obbligatorietà delle ore per l’ammissione all’Esame di Stato (Decreto Milleproroghe, 20 settembre 2018), essa sembra continuare a mantenere il suo ruolo centrale nell’ambito del colloquio.
Infatti, in linea con il D. Lgs.62/2017 (art. 17, comma 9) gli studenti dovranno presentare “con una breve relazione o un elaborato multimediale, le esperienze di Alternanza Scuola-Lavoro svolte”.
Se la restituzione dell’esperienza di alternanza da parte degli studenti è stata più volte richiamata come un loro dovere (comma 12, art. 4, Carta dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti in alternanza), non si è sempre potuto adempiere a questo compito.
Per quali motivi? Per ragioni organizzative, per mancanza di tempo, per la mancanza di linee guida e di strumenti da proporre agli studenti, e infine per l’incertezza sul ruolo che l’alternanza avrebbe rivestito nell’Esame di Stato viste le ultime decisioni del governo.

In conclusione, attendiamo il Decreto di gennaio per approfondire e chiarire i nuovi aspetti dell’Esame di Stato 2018/2019.

>Per venire incontro alle necessità formative e di accompagnamento espresse dai docenti, abbiamo pensato il corso on line sull’alternanza come uno strumento utile anche ai fini dell’Esame di Stato con una guida, dei suggerimenti e una scheda operativa da proporre agli studenti.

 

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